Archivio Notizie
30/6/2010
LAZIO: ASL ROMA F, GUARDIA MEDICA TURISTICA A LADISPOLI  
 
Roma, 28 giu. (Adnkronos Salute) - Partirà giovedì prossimo e sarà attivo a luglio e agosto, nei comuni del Distretto F2, il servizio di Guardia medica turistica, presso il poliambulatorio di Ladispoli, provincia di Roma. Anche per la stagione 2010 dunque l'Asl Roma F assicurerà assistenza alle migliaia di turisti che come ogni anno nel periodo estivo sceglieranno il litorale a nord di Roma per trascorrere le vacanze. Il servizio, totalmente pubblico, ha lo scopo di assicurare l'assistenza sanitaria di base anche ai non residenti nella Regione Lazio temporaneamente presenti nel distretto. Il medico dell'ambulatorio di Guardia medica turistica può prescrivere farmaci, richiedere esami diagnostici e visite specialistiche e formulare proposte di ricovero su ricettario del Servizio sanitario nazionale e può anche rilasciare certificazioni di malattia. Le prestazioni sono effettuate a pagamento secondo il tariffario stabilito dalla Regione Lazio che quest'anno prevede un compenso di 15 euro per le visite ambulatoriali, di 25 per le visite domiciliari e di 5 euro per il rinnovo delle ricette e altri "atti ripetitivi".
 
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30/6/2010
GINECOLOGIA: L'ESPERTO, RISCHIO MAGGIORE ANEUPLOIDIE PER DONNE 40ENNI  
 
Roma, 28 giu. (Adnkronos Salute) - La distribuzione delle aneuploidie, cioe' delle anomalie cromosomiche correlate all'eta', e' significativamente maggiore nelle donne già dopo aver superato i 40 anni di eta' e puo' raggiungere livelli vicini al 60% nelle donne con piu' di 42 anni. E' quanto emerso da uno studio presentato oggi a Roma dove e' in corso il 26esimo meeting annuale della Societa' europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre). L'indagine e' stata svolta dalla Società italiana studi di medicina della riproduzione (Sismer) a Bologna, e coordinata da Luca Gianaroli, anche presidente dell'Eshre. Al Sismer e' stata utilizzata la biopsia dei globuli polari per mostrare l'entita' della aneuploidie, che e' causata da un'errata separazione dei cromosomi. Lo studio ha evidenziato che queste anomalie sono molto piu' frequenti nelle donne in eta' avanzata. "Abbiamo potuto osservare - spiega Gianaroli - che alcune cause di infertilita', come l'endometriosi, aumentavano l'incidenza di anomalie cromosomiche e avevano un effetto negativo sulla qualita' ovocitaria". E sul fatto che queste donne hanno una scarsa risposta ovarica Gianaroli invita "gli specialisti che operano nel campo della procreazione assistita ad essere consapevoli di quei fattori di rischio e dei protocolli di stimolazione ovarica personalizzati che dovrebbero disegnati per ogni paziente".
 
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30/6/2010
FECONDAZIONE: LO STUDIO, ITALIANI PRIMI IN EUROPA PER RICORSO PMA ALL'ESTERO  
 
Roma, 28 giu. (Adnkronos Salute) - In Europa non c'e' nessuno che ricorre alla procreazione medicalmente assistita (Pma) quanto gli italiani. E' quanto emerso da uno studio presentato oggi a Roma dove e' in corso il 26esimo meeting annuale della Societa' europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre). L'indagine e' stata illustrata da Anna Pia Ferraretti, rappresentante italiano della task force istituita dall'Eshre per studiare il fenomeno della migrazione per problemi produttivi in Europa. Sono stati consegnati questionari in 44 centri europei situati nei 6 Paesi piu' 'gettonati' per la Pma all'estero: Danimarca, Spagna, Svizzera, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca. In tutto, i 6 Paesi concentrano circa il 50% dei centri che accolgono pazienti stranieri. Hanno aderito 1.230 coppie e al primo posto si sono piazzati proprio gli italiani, con 391 coppie, pari al 32% degli intervistati, che hanno lasciato il Belpaese per cercare la cicogna all'estero. Seguono Germania, Olanda, Francia, Norvegia, Inghilterra e Svezia.
 
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30/6/2010
SALUTE: L'ESPERTO, CON CRISI ECONOMICA AUMENTANO STRESS LAVORO E RISCHI  
 
Roma, 28 giu. (Adnkronos Salute) - Lo stress da lavoro, disagio tra i più sentiti dai lavoratori, cresce in questa fase di crisi economica. E aumentano, quindi, anche i rischi per la salute legati all'attività lavorativa. "Quando lo stress dura troppo a lungo, infatti, possono esserci danni a livello psicologico o fisico", spiega Giuseppe Abbritti, presidente della Società italiana di medicina del lavoro e igiene industriale (Simlii), dopo la morte a Napoli del primario che aveva lavorato in ospedale 11 ore di fila. "Vorrei evitare di commentare un caso così tragico di cui non abbiamo ancora elementi sufficienti per una corretta valutazione", dice Abbritti all'Adnkronos Salute sottolineando, però, che difficilmente lo stress può essere causa primaria di un evento fatale, "piuttosto può essere una concausa". La tensione e l'affaticamento sono sicuramente fattori di rischio: molti studi gli imputano una 'corresponsabilità' per le malattie cardiovascolari, l'ipertensione, le patologie cerebrovascolari, le malattie gastroenteriche. Lo stress, inoltre, è "molto sentito in tutti gli ambienti di lavoro, è il fattore di rischio più segnalato dai lavoratori", continua l'esperto. "Un problema legato sia ai contenuti e al contesto dell'attività svolta che all'organizzazione". La crisi economica, quindi, può fare da amplificatore. "E' ovvio che se aumentano gli orari, se il personale non è sufficiente, se bisogna organizzare dei turni con ritmi elevati, cresce anche lo stress 'cattivo', quello che si protrae a lungo diventando dannoso". Necessaria quindi, dice Abbritti, "una particolare attenzione a questo fenomeno, soprattutto in questa fase". L'esperto sottolinea che la normativa italiana prevede, tra le valutazioni dei rischi sul lavoro, anche quella dello stress. Una 'misurazione' che dal primo agosto avrebbe dovuto diventare obbligatoria per tutti. L'obbligo è slittato, invece, al 31 dicembre per i lavoratori del pubblico (ospedali compresi). "E presumibilmente - prevede Abbritti - slitterà anche per il privato. Bisogna considerare che valutare lo stress non è semplice come, ad esempio, valutare danni e disagi da decibel elevati". Al momento una Commissione ministeriale che coinvolge diversi esperti sta mettendo a punto i criteri che dovranno essere utilizzati per valutare lo stress dei lavoratori. "Credo sia necessario - conclude Abbritti - partire con strumenti adeguati, frutto di un lavoro approfondito".
 
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30/6/2010
SANITA': FIMMG SU ELEZIONI ENPAM, PREMIATO LAVORO DI SQUADRA  
 
Roma, 28 giu. (Adnkronos Salute) - I risultati delle elezioni per il rinnovo della Fondazione Enpam, l'ente di previdenza dei medici italiani, "hanno premiato il lavoro di squadra". Ne è convinto il segretario nazionale della Federazioni italiana dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo, che dopo l'elezione nel weekend dei vertici dell'Ente fa gli auguri "di buon lavoro a Eolo Parodi, Alberto Oliveti e Giampiero Malagnino eletti rispettivamente presidente, vicepresidente vicario e vicepresidente della fondazione. Nel Consiglio di amministrazione è stata sostanzialmente eletta la squadra che come Fimmg abbiamo contribuito a costruire". Il leader sindacale sottolinea le ragioni dell'impegno: "uno degli elementi di maggior preoccupazione per chi ha una responsabilità sindacale è rappresentato dal fatto che oggi, nella medicina generale - continua Milillo - 70.000 medici in attività pagano le pensioni a 25.000 colleghi collocati a riposo e che il numero dei nuovi laureati non compenserà quello dei medici usciti dall'attività e, rapidamente, ci troveremo con 40.000 colleghi attivi che dovranno sostenere 60.000 pensionati". Milillo ricorda di aver scritto ,nei giorni scorsi, a tutti i presidenti di Ordine "per dichiarare loro, anche in questa come in altre occasioni, piena fiducia nella loro complessiva capacità di esprimere un voto (i presidenti di Ordine sono gli elettori del Consiglio di amministrazione dell'Enpam) che risponda alle reali esigenze di tutto il mondo medico, tenendo nel dovuto conto le peculiarità di ciascuna categoria contribuente. Il Consiglio nazionale della Fimmg ha riconosciuto in Alberto Oliveti, nella sua storia, nel suo programma, nelle sue capacità, la persona più adatta ricoprire una incarico di responsabilità assoluta nel nostro ente di previdenza in questo momento particolarmente difficile. Ad Alberto abbiamo affidato un mandato ampio e fiduciario teso a tutelare i nostri interessi: la sua elezione a vice presidente vicario con ampie deleghe testimonia la correttezza della nostra proposta".
 
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30/6/2010
SANITA': ENPAM, RICONFERMATO PRESIDENTE EOLO PARODI  
 
Roma, 28 giu. (Adnkronos Salute) -Eolo Parodi, classe 1926, è stato riconfermato alla presidenza della Fondazione Enpam, l'ente nazionale di previdenza dei medici italiani che guida da circa 17 anni. Le elezioni per il rinnovo degli organi statutari, per il quinquennio 2010-2015, si sono tenute ieri, sancendo la riconferma che, come ha spiegato lo stesso presidente, in una nota "è il coronamento di una gestione contrassegnata da ottimi risultati raggiunti grazie ad un politica oculata ed attenta". "La nostra Fondazione - spiega Parodi ancora - è riuscita a superare momenti difficili determinati dalla crisi finanziaria internazionale, uscendone rafforzata. Il compito che adesso ci attende è quello di continuare, tutti uniti, nel solco tracciato in questi anni consapevoli del ruolo che riveste la nostra categoria all'interno della società. A tutti va il ringraziamento per avermi accordato nuovamente fiducia, consentendomi di nuovo di guidare una così prestigiosa Fondazione". Ad affiancare Parodi ci saranno i vicepresidenti Alberto Oliveti e Giampiero Malagnino. Sono stati eletti, invece, consiglieri di amministrazione: Eliano Mariotti, Alessandro Innocenti, Arcangelo Lacagnina, Antonio D'Avanzo, Luigi Galvano, Giacomo Milillo, Francesco Losurdo, Salvatore Altomare, Anna Maria Calcagni, Malek Mediati, Stefano Falcinelli. Sono infine sindaci effettivi:Francesco Noce, Luigi Pepe, Mario Alfani. Sindaci supplenti: Marco Gioncada, Giovanni Scarrone, Giuseppe Varrina.
 
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28/6/2010
SANITA': DA G20 FONDO DA 7,3 MLD DI DOLLARI PER SALUTE MAMME E BIMBI  
 
Huntsville, 26 giu. (Adnkronos Salute) - I leader delle nazioni piu' industrializzate e gruppi di donatori si sono impegnati a versare 7,3 miliardi di dollari in aiuti entro il 2015, fondi destinati a proteggere nei Paesi in via di sviluppo le donne e i bambini dal rischio mortalita' in gravidanza o per il parto. L'annuncio e' arrivato da Huntsville, e a farlo e' stato il premier canadese Stephen Harper, spiegando che dai leader del G8 e' arrivato l'impegno a versare una somma pari a 5 miliardi, mentre altri 2,3 miliardi sono stati promessi da Nuova Zelanda, Norvegia e dalla 'Bill and Melinda Gates Foundation'. "Si tratta di un impegno storico", ha sottolineato Harper, ricordando come le donne "nei Paesi in via di sviluppo non dovranno piu' soffrire e morire per cause legate alla gravidanza o al parto". Critiche sono pero' arrivate dalle organizzazioni umanitarie, secondo le quali la somma promessa e' di gran lunga inferiore a quella richiesta dalle organizzazioni internazionali, che volevano destinare 24 miliardi al miglioramento delle condizioni di salute delle donne e dei bambini. Per Robert Fox, di Oxfam, la somma da destinare alla salute materna "e' inferiore alle nostre previsioni piu' pessimistiche".
 
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28/6/2010
INFLUENZA: ITALIANI SCOPRONO SEGRETO AVIARIA, USA PIUME PER DIFFONDERSI  
 
Milano, 25 giu. (Adnkronos Salute) - (EMBARGO ALLE 23) - L'intuizione l'ha avuta uno scienziato italiano, Mauro Delogu, mentre osservava le anatre selvatiche planare sull'acqua della laguna di Orbetello, sul litorale toscano: il segreto della diffusione dell'aviaria è nelle piume, in grado di ospitare maxi colonie del virus killer. E' la conclusione a cui giunge il virologo dell'università di Bologna, in una ricerca da lui coordinata, in uscita oggi sulla rivista scientifica Plos One. Le indagini dei ricercatori si sono concentrate sulle piume: sarebbero queste, complice il grasso impermeabilizzante che le riveste, a catturare e accumulare il virus killer dall'acqua, dove può resistere anche per mesi, ma in percentuali insufficienti al contagio. Bagno dopo bagno, ora dopo ora, il virus raggiunge nelle piume una concentrazione straordinariamente superiore a quella ambientale. E gli uccelli, che da soli o reciprocamente si sistemano le piume col becco (attività cui dedicano il 10% della giornata), e ingeriscono il grasso, si contagiano. Questo meccanismo, assicurano gli esperti in una nota dell'ateneo, spiegherebbe molti aspetti ancora oscuri del contagio da aviaria, e potrebbe modificare i sistemi di prevenzione e monitoraggio della circolazione dell'influenza da virus H5N1. "Si sospettava che l'acqua giocasse un ruolo chiave nella diffusione della malattia - spiega Delogu - ma nessuno era riuscito a capire come". Alcuni dettagli 'storici' supportano la teoria: uno dei Paesi più colpiti dall'aviaria è l'Egitto dove i casi umani sono concentrati sulle sponde del Nilo. Altro episodio non chiaro: l'unico caso documentato di esseri umani uccisi dall'aviaria per contatto con animali selvatici: 6 contadini dell'Azerbaigian che avevano spiumato, non mangiato, cigni infetti. "La concentrazione del virus nel piumaggio degli uccelli acquatici spiega perché non sia necessario mangiarli per ammalarsi, e perché l'esposizione sia più frequente in prossimità degli specchi d'acqua e tra le donne, che in alcune aree del mondo sono dedite alla spennatura degli uccelli per la cucina", osserva l'esperto. L'idea che il virus, dopo aver contaminato l'habitat acquatico attraverso le feci di un ospite infetto, si disperdesse senza più possibilità di contagiare non ha mai convinto Delogu, che nel 2005 fu il primo ad isolare il virus a bassa aggressività dell'aviaria in Italia, in un'anatra selvatica nel Modenese. "Il nostro lavoro - prosegue - suggerisce che milioni di anni di evoluzione hanno sviluppato nel virus dell'aviaria questa capacità di legarsi allo strato di grasso degli uccelli acquatici. Così l'uccello sano, diventa un veicolo efficiente di propagazione della malattia. Più di un animale malato o moribondo". La scoperta potrebbe incidere anche sulla prevenzione: alla circolazione del virus, secondo gli studiosi, partecipano anche i soggetti già guariti dalla malattia, finora ritenuti sani e non contagiosi, in quanto negativi alle normali indagini sanitarie. Si comportano come "falsi negativi" e sono in grado di trasmettere la malattia ai vicini di stormo. Proprio per questo, sostengono i ricercatori, "occorrerà forse rivedere le attuali procedure di prevenzione e sorveglianza dell'influenza. Ad oggi, infatti, i controlli si limitano a rilevare l'eventuale infezione dei volatili e la presenza del virus nelle feci". Ora si dovrà fare attenzione anche alle piume. Gli scienziati hanno analizzato le penne esterne di alcune centinaia di animali, rilevando concentrazioni di virus in assenza di infezione e hanno provato ad immergere piume intrise di grasso in vasche d'acqua con bassa concentrazione virale, riscontrando che, già dopo le prime 24 ore, la concentrazione di virus sulle piume era aumentata notevolmente. Allo studio hanno collaborato anche ricercatori dell'Istituto superiore di sanità, dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna e dell'Ospedale St. Jude children's research di Memphis nel Tennessee.
 
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28/6/2010
SANITA': SIGM CHIEDE TAVOLO MINISTERO SU INTERVENTI PER GIOVANI MEDICI  
 
Roma, 25 giu. (Adnkronos Salute) - Un tavolo di lavoro per stilare un'agenda di interventi a favore dei giovani medici, in particolare su temi di formazione, accesso al lavoro, futuro previdenziale ed accesso alla ricerca. A chiederlo al ministero della Salute il presidente nazionale della Società italiana giovani medici (Sigm), Walter Mazzucco, ieri in un incontro con i vertici del dicastero, nel corso del quale la Sigm ha presentato le sue proposte in un documento. In particolare l'associazione di camici bianchi ha chiesto che, nella manovra economica venga accantonato il blocco del turn over per la dirigenza medica e che non si disponga il congelamento delle retribuzioni dei giovani medici. Sigm ha anche chiesto rassicurazioni sulla ripresa dell'iter per l'approvazione del disegno di legge sul governo clinico, nel quale dovrebbe prevalere la valorizzazione del merito nella selezione della dirigenza medica. "Abbiamo espresso ai responsabili del ministero della Salute - spiega ancora Mazzucco - le nostre preoccupazioni sul fenomeno della crescente emigrazione di giovani medici, formati a spese dello Stato italiano, che vengono reclutati da strutture sanitarie di altri Stati europei che offrono migliori prospettive in termini di crescita professionale". Il Sistema sanitario nazionale, dice Mazzucco "corre il serio rischio di trovarsi, nel giro di pochi anni, sprovvisto di professionalità mediche sufficienti a garantire il crescente bisogno di salute della popolazione, anche alla luce del ricambio generazionale che farà registrare il pensionamento di migliaia di medici, come già documentato dalle stime fornite dalla Fondazione Enpam".
 
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28/6/2010
SANITA' LAZIO: FIALS, LISTE ATTESA VERO BANCO PROVA PER POLVERINI  
 
Roma, 25 giu. (Adnkronos Salute) - L' abbattimento delle liste d'attesa per l'accesso ai servizi sanitari sono stati al centro della campagna elettorale del governatore del Lazio Renata Polverini: "un argomento prioritario" per l'ex sindacalista. "Oggi attendiamo la presidente al banco di prova". A dirlo il segretario regionale della Fials Confsal Gianni Romano, ricordando gli impegni della governatrice in questo settore prima di essere eletta. Con una breve verifica nelle varie aziende sanitarie "si riesce a conoscere i tempi per l'accesso ad esami diagnostici salvavita - spiega il leader sindacale - e a rimanerne profondamente amareggiati. Basti pensare che per una Tac total body all'Istituto tumori Regina Elena di Mostacciano, si aspettano 9 mesi; per un'ecografia 8 mesi; per una visita dermatologica 7 mesi. Per una visita oculistica all'ospedale oftalmico si attendono tra i 7 e gli 8 mesi. Mentre per una visita cardiologica in un qualsivoglia presidio della capitale non bastano meno di 30 giorni. Per un eco-cardio o un eco-colordoppler mai meno di 50 giorni". E "quando invece andiamo a misurare i tempi di attesa per eseguire interventi chirurgici - precisa Romano - gli intervalli tra diagnosi e ricovero possono risultare anche peggiori". "Le liste di attesa sono state utilizzate finora come calmiere per la spesa sanitaria regionale, ma nessuno lo ha mai detto: è questo il vero problema non la concorrenza sleale dell'intramoenia come abbiamo letto su qualche quotidiano". Secondo Romano per incidere sulle liste di attesa si dovrà pretendere che ogni azienda verifichi il numero di prestazioni giornaliere e i carichi di lavoro con un piano di azioni ad hoc per ciascuna. Inoltre servono codici per le attese in base alla gravità della malattia per rendere più rapido l'iter diagnostico e terapeutico per chi effettivamente ne ha più bisogno. Infine "il nuovo Governo regionale - conclude Romano - dovrà apprestarsi ad inserire nel sistema Recup anche le strutture accreditate, attivando meccanismi per il controllo della spesa sanitaria per evitare l'aggravio finanziario".
 
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28/6/2010
SANITA': ANALISI BMJ, TAGLI A SPESA COSTANO VITE UMANE  
 
Roma, 25 giu. (Adnkronos Salute) - Budget in crisi, 'sforbiciate' selvagge alla spesa sanitaria, e aumento della mortalità fra i cittadini. A 'fotografare' l'effetto di tagli radicali alla spesa socio-sanitaria in tempo di crisi è uno studio pubblicato online sul 'British Medical Journal' da un team di ricercatori britannici, che hanno valutato i dati relativi a 15 Paesi europei - Italia inclusa - tra il 1980 e il 2005. Secondo il team diretto da David Stuckler dell'Università di Oxford (GB), i tagli alla spesa sanitaria adottati in tempo di crisi da numerosi Paesi europei per ridurre i deficit, si traducono - "sono fortemente associati", scrivono gli scienziati - in un parallelo aumento del rischio di morte per cause legate a malattie collegate a questioni sociali, come cardiopatie e patologie da abuso di alcolici. Dunque, nonostante i Governi possono pensare di proteggere la salute salvaguardando i budget sanitari, la spesa in questo campo è importante per il benessere e la stessa sopravvivenza della popolazione. Il team ha analizzato i dati sulla spesa sociale (investimenti per asili nido, assistenza disabili e anziani, pensioni e maternita') e sanitaria (ricoveri, farmaci, interventi chirurgici) dal 1980 al 2005 in 15 Paesi europei, registrando le relazioni tra salute e spesa. Scoprendo così che quando l'esborso è elevato, i tassi di mortalità calano, e viceversa. Sulla base di alcuni modelli matematici i ricercatori stimano che per ogni riduzione di 70 sterline (circa 85 euro) a persona nella spesa socio-sanitaria, aumenti del 2,8% la mortalita' legata all'alcol e dell'1,2% quella da malattie cardiovascolari. Dunque anche tagli modesti possono avere un impatto significativo sulla salute. Mentre sembra proprio che ridurre le spese in altri settori, come quello militare, non abbia un impatto così negativo sulla salute. "L'analisi rivela che la gente comune può arrivare a pagare il prezzo finale dei tagli di budget - concludono gli autori - che potenzialmente possono costare loro la vita".
 
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28/6/2010
SANITA': CISL MEDICI, EMENDARE A COSTO ZERO NORMA SU TURN OVER IN MANOVRA  
 
Roma, 25 giu. (Adnkronos Salute) - "L'applicazione alla dirigenza sanitaria del comma 32 dell'art. 9 della manovra non produrrà risparmi di spesa, ma molti problemi alla funzionalità di Asl e ospedali". Lo rileva Giuseppe Garraffo, segretario generale Cisl Medici, che aggiunge: "Per questo la Cisl Medici chiede di escludere la dirigenza medica e veterinaria del Servizio sanitario nazionale dalla suddetta norma che, assieme ai previsti pensionamenti dei medici che hanno raggiunto o superato i 40 anni contributivi, concorrerà a peggiorare l'operatività organizzativa e funzionale di Asl e ospedali". "E' per questi motivi - aggiunge Garraffo - che diventa a costo zero la conferma in servizio dei medici precari i cui incarichi andranno a scadenza". La Cisl Medici, pertanto, "chiede al Governo di emendare l'art. 9 della manovra economica, per raggiungere gli obiettivi di escludere dallo spoil system sui generis e dal blocco del turnover la dirigenza medica e veterinaria e per portare a positiva soluzione il precariato dei medici".
 
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25/6/2010
SANITA': FVM, SINDACATI MEDICI E REGIONI CONDIVIDONO TIMORI SU TAGLI MANOVRA  
 
Roma , 23 giu. (Adnkronos Salute) - Medici e Regioni condividono le preoccupazioni sui tagli alla Sanità legati alla manovra economica. Nell'incontro di oggi pomeriggio delle sigle sindacali della dirigenza medica con l'assessore alla Sanità della regione Veneto, coordinatore della commissione salute delle Regioni, Luca Coletto - si legge in una nota della Federazione veterinari e medici (Fvm) - è stata confermata, oltre alla disponibilità al confronto con l'intersindacale, "la grave preoccupazione dei presidenti delle Regioni per i tagli imposti dalla manovra". E anche "la posizione della Conferenza delle Regioni contro il blocco indiscriminato del turn over e contro i tagli alla formazione, sinonimo d'eccellenza". Nel corso dell'incontro "abbiamo ribadito che i tagli lineari penalizzano soprattutto le Regioni sane - ha dichiarato il presidente di Fvm, Aldo Grasselli - e che il blocco del turn over e' assolutamente irrazionale. E lasciare a casa il 50% dei precari sara' immediatamente devastante". Ma anche il blocco dei contratti "e' un danno immotivato che solo un ministro cieco e sordo puo' scaricare sui sanitari - rincara Grasselli - i nostri contratti si basano su fondi autofinanziati che coprono completamente i costi di tutte le progressioni di carriera, bloccarli crea un danno irreparabile. Non sara' gestibile un Ssn in cui un primario perde 10.000 euro in tre anni mentre un giovane dirigente ne perde ben 40.000". Infine, ha detto Grasselli, "deve essere eliminata la norma che consente di demansionare un dirigente anche a fronte di una valutazione positiva". L'assessore Coletto, conclude la nota, ha "condiviso tutte le lamentele dell'intersindacale e ha assicurato di ribadirle al ministro della salute nell'incontro che era previsto subito dopo".
 
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25/6/2010
SANITA': ERRANI, COINVOLGERE REGIONI IN IDENTIFICAZIONE COSTI STANDARD  
 
Roma, 24 giu. (Adnkronos Salute) - "I costi standard come uno degli strumenti per arrivare al federalismo fiscale sono stati proposti proprio dalla Conferenza delle Regioni. Intendiamo partecipare attivamente alla loro identificazione, ma senza improvvisazioni e determinazioni unilaterali". Lo sottolinea il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, commentando l'Ordine del giorno approvato oggi all'unanimità dall'assemblea dei governatori. Secondo Errani, "la manovra, per come è stata congegnata, rende però il percorso verso il federalismo fiscale difficilmente praticabile". "Non sarebbe accettabile - prosegue il presidente - un percorso basato su una logica che, sfogliando il carciofo, vada definendo i decreti delegati attuativi della legge sul federalismo fiscale per singoli comparti. Perché il sistema tenga c'è bisogno di un disegno complessivo del nuovo assetto fiscale, attraverso una serie di provvedimenti che intendiamo condividere. Ecco perché - aggiunge - è quanto mai urgente arrivare a definire i Livelli essenziali di assistenza per la sanità (Lea), fermi da molto tempo al ministero dell'Economia, nonostante il via libera di Regioni e dicastero della Salute". "Così come è urgente - aggiunge - definire i Liveas, ovvero le prestazioni essenziali da garantire nell'ambito delle politiche sociali. Se non si raggiungeranno questi traguardi rapidamente - conclude Errani - non sarà possibile definire i costi standard che dovranno coprire, sul piano finanziario, le prestazioni da garantire in modo omogeneo su tutto il territorio a tutti i cittadini".
 
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25/6/2010
SANITA' LAZIO: PROGETTO DG S.FILIPPO NERI PER RISPARMIARE 20 MLN DA CONVENZIONI  
 
Roma, 24 giu. (Adnkronos Salute) - Quasi 20 milioni di euro l'anno spesi in convenzioni. Da un lato ci sono un centinaio di posti letto per acuti che l'ospedale San Filippo Neri di Roma gestisce in una casa di cura convenzionata. A questi si aggiungono altri posti letto per alcune specialità chirurgiche: altra casa di cura, dunque, altro accordo. Senza dimenticare, poi, il 'posteggio' degli uffici amministrativi dell'ospedale capitolino al S.Maria della Pietà, con un contratto di affitto di ben 1 milione di euro l'anno. Tra autoambulanze che fanno la spola e convenzioni stipulate nel lontano '71, il direttore generale Domenico Alessio si è messo a lavoro per dare una sforbiciata significativa ai costi della struttura e far quadrare i conti. Così "ho presentato un progetto - spiega intervenendo al Convegno dal titolo 'Una finestra sulla sanità laziale', oggi al Sanit in corso a Roma - per costruire, a costo zero, un padiglione nuovo all'interno dell'area dell'ospedale, e far rientrare nella struttura gli uffici amministrativi e i posti letto per acuti". Mentre quelli per le specialità chirurgiche "rientreranno a breve - assicura - in un padiglione che inaugureremo presto". Ma per il nuovo padiglione di 9.000 metri quadri che Alessio vorrebbe tirare su, e per cui assicura di essere già in possesso della licenza edilizia, non c'è al momento alcuna novità. "Avanzai la proposta alla precedente Giunta - spiega - ma tutto tacque, nel silenzio assoluto. Spero che con il nuovo Governo le cose vadano diversamente". Alessio, infatti, assicura che a giorni tornerà a presentare il progetto in Regione, per sforbiciare i costi e dare il proprio contributo a una sanità, quella laziale, con i conti costantemente in rosso. "Bisogna dare più voce ai manager - chiede - coinvolgerli nell'opera di risanamento. Rispettare i budget, inoltre, senza operare tagli in corso d'opera, come accaduto al San Filippo Neri". Per dare vita al nuovo padiglione, il manager mira ad "accendere un mutuo di un milione di euro l'anno", non più di quanto corrisposto per il contratto d'affitto con il Santa Maria della Pietà, "mentre risorse in entrata - assicura Alessio - verrebbero garantite da alcune convenzioni con i privati, ad esempio dall'affitto del bar". Il gioco, secondo il direttore generale, vale la partita "considerando che il San Filippo Neri - spiega - non è cartolarizzato, il che significa che un investimento di questo tipo finirebbe per accrescere il valore dell'immobile. Stavolta speriamo - auspica - di essere ascoltati".
 
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25/6/2010
SANITA' LAZIO: ANAAO INVITA A '3 P DAY', SALVARE S. CAMILLO  
 
Roma, 24 giu. (Adnkronos Salute) - Salviamo il San Camillo. A invitare operatori, utenti e associazioni di cittadini a partecipare alla manifestazione '3 P day' Pronto soccorso-Posti letto-Precariato, in programma il 30 giugno alle 12 davanti all'ospedale romano, è l'Anaao Assomed. In un ospedale già provato da anni di tagli - si legge in una nota - esplodono in estate le criticità legate alla carenza di personale. Solo adesso la direzione sanitaria prende coscienza del problema, ma i suoi interventi, non concordati con gli operatori sanitari, sono sempre meno comprensibili: un inverosimile balletto di chiusure e riaperture di posti letto, ordini di servizio e ordini verbali incoerenti che si succedono, aumentando le già consistenti difficoltà degli operatori. E intanto la macchina organizzativa è sempre più imballata. Ogni giorno decine di cittadini nel pronto soccorso attendono per ore la disponibilità di un posto letto, un'attesa trascorsa in barella in condizioni che mortificano la persona. I 187 pazienti che nel 2005 hanno sostato nel pronto soccorso oltre 15 ore sono diventati 3.824 nel 2009 e, se sarà confermato il trend attuale, diventeranno 5.820 alla fine del 2010 e tra di loro 2.000 persone malate attenderanno un posto letto per oltre 24 ore. Questo perché i posti letto sono stati nel passato con troppa fretta tagliati, perché non è facile trasferire i pazienti nelle case di cura accreditate che selezionano il cliente e cercano di consentire l'accesso solo a chi rende economicamente molto e impegna poco, perché accedono al pronto soccorso malati sempre più gravi: gli accessi in codice rosso sono quasi triplicati dal 2005 ad oggi. Dal 2008 la segreteria aziendale Anaao ha più volte denunciato questa situazione di estremo disagio e di rischio per operatori e pazienti: nessuna risposta da parte della direzione sanitaria.
 
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25/6/2010
SANITA' LAZIO: E' SEMPRE 'BARELLA DAY', 500 PAZIENTI IN LETTIGA OGNI GIORNO  
 
Roma, 24 giu. (Adnkronos Salute) - Nel Lazio "è sempre barella day". Richiamando il nome dato a una protesta che fece molto clamore un anno fa, quando alla guida della Regione c'era l'ex governatore Piero Marrazzo, Massimo Magnanti, segretario nazionale del Sindacato professionisti emergenza (Spes), tra i protagonisti di quei giorni di contestazione, assicura che nel frattempo nulla è cambiato, nonostante le tante promesse. I numeri al riguardo la dicono lunga. "Ogni giorno - assicura intervenendo al Convegno dal titolo 'Una finestra sulla sanità laziale', oggi al Sanit in corso a Roma - tra i 400 e i 500 pazienti stazionano nelle lettighe stipate nei pronto soccorsi delle strutture sanitarie laziali. Per loro non ci sono posti letto disponibili, così possono stazionare in barella anche per un'intera settimana". Una situazione da brivido, "destinata anche a peggiorare", fa notare Magnanti richiamando il decreto Polverini che prevede un ulteriore taglio al numero di posti letto. E proprio sulla 'sforbiciata' decisa dalla neogovernatrice, il segretario dello Spes avanza qualche dubbio. "Si taglia - spiega - senza conoscere il totale posti letto effettivo, attenendosi alla media di 4 posti letto ogni mille abitanti. Ma la popolazione laziale presa come punto di partenza è aggiornata al primo gennaio 2009, senza tenere in considerazione il fatto che il numero di abitanti in questa Regione cresce a grosse falcate". A oggi, infatti, la popolazione sarebbe cresciuta di ben 100 mila unità. "Il che si traduce - fa i conti Magnanti - in 400 posti letto". Ma al di là dei numeri, "quanto abbiamo risparmiato finora - chiede polemico il sindacalista - tagliando i posti letto? Forse è arrivato il momento di porsi qualche domanda, per capire se questa è la chiave giusta per risolvere i problemi della sanità laziale". Intanto, però, il 'barella day' continua impietoso. "E oltre al disagio per i pazienti - sottolinea Magnanti - si pone anche un problema di cure. Se fossi il direttore generale di una struttura non dormirei di notte - conclude - non solo per la preoccupazione legata ai pazienti costretti a sostare in lettighe, ma anche per i timori dovuti a possibili conseguenze medico-legali".
 
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25/6/2010
TERREMOTO: BAMBINO GESU'(ROMA), AD APRILE CONGRESSO ALL'AQUILA  
 
Roma, 24 giu. (Adnkronos Salute) - Un congresso internazionale per parlare di sindrome post traumatica da stress (Dpts) e fare il punto sulle indagini portate avanti dall'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma in questo campo. Il 6 aprile 2011, a due anni esatti dal sisma che ha sconvolto l'Abruzzo, L'Aquila ospiterà un evento internazionale proprio su questi argomenti. Ad annunciarlo oggi è Stefano Vicari, responsabile della neurochirurgia infantile del Bambino Gesù, durante una conferenza svoltasi nello storico ospedale capitolino. "Stiamo collaborando con il Children Hospital di Boston e con il Children Hospital di Miami - spiega Vicari - ed è nostra intenzione organizzare un evento internazionale l'anno prossimo, a due anni esatti dal terremoto, che si svolgerà proprio all'Aquila". Il congresso coinvolgerà ovviamente anche l'Ordine dei ministri degli Infermi Camilliani, che sta affiancando il Bambino Gesù nel coordinare 'Rainbow', un progetto che indaga sulla sindrome post traumatica da stress nei bambini vittime di terremoti. "Si tratta di argomenti importanti - conclude Vicari - che non devono essere dimenticati. Negli ultimi anni abbiamo vissuto le tristi esperienze dell'Abruzzo, di Haiti e del Cile. Bisogna trovare anche delle forme di prevenzione, attivando quei principi di difesa e protezione sociale che possono salvare la psiche di molti bambini".
 
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24/6/2010
AVVISO - APERTURA AL PUBBLICO - LUNEDI' 28 GIUGNO 2010  
 

SI COMUNICA CHE LUNEDI’
28 GIUGNO 2010
L’ORARIO DI APERTURA AL PUBBLICO SARA’ IL SEGUENTE
9.00 - 13.00
 
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24/6/2010
LAZIO: UMBERTO I ROMA PRIMO CENTRO ITALIANO PER IMMUNODEFICIENZE PRIMITIVE  
 
Roma, 23 giu. (Adnkronos Salute) - Taglio del nastro oggi alla Clinica medica del Policlinico Umberto I di Roma per il primo 'Jeffrey Modell Centre' italiano, centro di eccellenza dedicato alla diagnosi e cura delle immunodeficienze primitive. Il progetto, promosso e finanziato dalla Fondazione Jeffrey Modell con il supporto non condizionante di Baxter, nasce con l'obiettivo di intervenire in maniera concreta nella cura e nella gestione di patologie rare, grazie alla collaborazione tra mondo accademico, comunità scientifica, istituzioni e privati. Sarà il primo esempio di questo tipo in Italia. Qui si svilupperanno attività di elevata complessità dedicate alla diagnosi e trattamento delle immunodeficienze primitive, malattie congenite causate da alterazioni del sistema immunitario. Vitale è stato il contributo di Fondazioni, come la Jeffrey Modell Foundation, che hanno come missione quella di ridurre il ritardo di diagnosi di malattie spesso a lungo ignorate e di diffondere, nella comunità medica, la consapevolezza di tali patologie. "Ancora una volta la collaborazione tra comunità scientifica, Istituzioni e privati - osserva in una nota Luigi Frati, rettore dell'università Sapienza di Roma - si rivela determinante per realizzare un progetto finalizzato alla creazione di strutture sanitarie efficienti e moderne. E' solo attraverso gli sforzi e l'impegno comune che sarà possibile tradurre in realtà un'iniziativa in grado di migliorare il livello di assistenza e cura delle immunodeficienze primitive, ottimizzando le risorse a disposizione e valorizzando le politiche socio-sanitarie che garantiscono la continuità con il territorio".
 
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24/6/2010
LAZIO: ROMA, ASILO NIDO S.GIOVANNI ADDOLORATA OSPITERA' 37 BAMBINI  
 
Roma, 23 giu. (Adnkronos Salute) - L'asilo nido dell'Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma si prepara ad accogliere 11 bambini in più. "Con l'affidamento della gestione dell'asilo nido al Centro nascita Montessori - riferisce in una nota il direttore generale, Luigi D'Elia - è stato possibile aumentare il numero dei posti fino ad accogliere 37 bambini da 3 mesi a 3 anni". "L'asilo nido che l'Azienda ospedaliera ha realizzato nel 2006 - sottolinea D'Elia - è un'isola di verde nella città in cui, con animazione e giochi, i bambini trovano la felicità e i genitori la tranquillità.
 
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24/6/2010
SANITA': FAZIO, NUOVI LEA DA FEBBRAIO AL MINISTERO DELL'ECONOMIA  
 
Roma, 23 giu. (Adnkronos Salute) - Il testo, "condiviso con le Regioni", sui nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero il 'pacchetto' di servizi che il Ssn garantisce ai propri cittadini, è stato "inviato nel mese di febbraio scorso al ministero dell'Economia e delle Finanze per il concerto tecnico". Torna a ribadirlo il ministro della Salute Ferruccio Fazio, rispondendo al Question time alla Camera dei deputati, al quesito avanzato dal gruppo Udc dopo la manifestazione di lunedì scorso, di fronte alla sede di Montecitorio, di associazioni di malati di Sclerosi laterale amiotrofica per sottolineare il ritardo nell'approvazione, da parte del Governo, dei Lea e del nomenclatore tariffario per le protesi e gli ausili. Rispondendo al Question time, Fazio ricorda che il Dpcm, a seguito dei rilievi della Corte dei Conti sul testo del precedente governo, è stato ritirato dal ministero del Welfare. A questo primo stop, è seguita una "fase di approfondimenti ulteriori sugli impatti economici e finanziari" del provvedimento, "anche in riferimento alla nuova cornice" rappresentata dal Patto della salute siglato nel 2009, nonché dalle disposizione contenute nella Finanziaria del 2010. "Gli approfondimenti - ricorda dunque il ministro - hanno portato alla stesura di un testo condiviso con le Regioni, successivamente inviato nel mese di febbraio scorso al ministero dell'Economia per il concerto tecnico". Nella sua risposta, il ministro è tornato a ricordare alcuni "punti di rilievo" della misura, tra cui il passaggio sull'"assistenza domicialiare per persone non autosufficienti", "le protesi garantite ai disabili", gli "ausili di comunicazione interpersonale". "In via anticipatoria dell'approvazione del dpcm - ricorda inoltre Fazio - sono stati destinati 10 milioni di euro nel 2008/2009 e 20 mln di euro nel 2010 per il finanziamento, nell'ambito degli obiettivi di piano, di programmi speciali regionali che prevedono acquisto e fornitura di comunicatori per malati con gravi patologie neurologiche progressive". Polemico il capogruppo dell'Udc a Montecitorio Pier Ferdinando Casini. "Mi chiedevo - replica il 'capo squadra' dell'Udc - cosa penseranno quei malati di Sla che con tanto equilibrio son venuti a spiegarci quel che lei ha detto manifestando onestà, ma anche impotenza. Lei ha fatto un buon lavoro, ne diamo atto - incalza - lei ha mandato lo schema al ministero dell'Economia e lì rimane. Non possiamo trincerarci dietro a quel che prevede" il provvedimento.
 
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24/6/2010
TUMORI: 'SPIA' CANCRO SENO SCOVA MALATTIA PRIMA DI SVILUPPO, STUDIO ITALIANO  
 
Roma, 23 giu. (Adnkronos Salute) - C'è una 'spia' biologica in grado di segnalare precocemente la comparsa di un cancro al seno, prima che la malattia si sviluppi. A scoprirla ricercatori dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire) di Roma, in collaborazione con i colleghi del Weizmann Institute of Science di Rehovot in Israele e dell'università di Oslo, Montebello, in uno studio pubblicato su 'Scienze Signaling'. Gli scienziati, in pratica, hanno individuato, grazie all'analisi molecolare, un precoce meccanismo di alterazione cellulare: sono stati individuati marcatori molecolari del tessuto tumorale mammario che compaiono in una fase estremamente precoce della trasformazione del tessuto. Si tratta di alcuni MicroRNAs (miRNA) individuati come attenuatori dei processi di oncogenesi. L'Epidermal Growth Factor (EGF), fattore di crescita che gioca un importante ruolo nella formazione e proliferazione di cellule dei tumori, riduce l'espressione dei miRNA facendo aumentare i geni ad attività tumorale. La ridotta espressione di questi miRNA rappresenta quindi un potenziale segnale di trasformazione tumorale ed è una spia molto precoce. "Con lo studio dei meccanismi di sviluppo dei tumori - sottolinea Paola Muti, direttore scientifico Ire - aspiriamo a comprenderne tutti i passaggi e le modalità di trasformazione cellulare per intervenire prima che il tumore si sviluppi". Lo studio ha comparato due importanti casistiche, la prima dell'università di medicina di Oslo e la seconda dell'Ire. Nella prima l'analisi molecolare del solo tessuto canceroso del seno ha confermato che la ridotta espressione di un gruppo di miRNA indotta dal fattore EGF favoriva la crescita abnorme di cellule tumorali. Con l'analisi molecolare della seconda casistica, che comprendeva anche il tessuto peritumorale, si è visto che non c'è solo un rapporto di causa effetto. Infatti, se depotenziando un gruppo di 23 MicroRNA si verifica un'attivazione potente di oncogeni, nella casistica fornita dall'Ire che comprendeva anche tessuto peritumorale, si è visto che l'alterazione dei MicroRNA prodotta dal trattamento con EGF è specifica del tessuto tumorale e non del corrispettivo peritumorale. "La scoperta è stata possibile - spiega Giovanni Blandino dell'Istituto Reginia Elena - anche grazie all'applicazione della tecnologia dei 'microarray', impiegata nell'analisi dei profili d'espressione genica e di miRNA, vale a dire nella valutazione di quali geni sono 'accesi' e quali 'spenti' in una determinata situazione. Questo sistema, disponibile nel nostro Laboratorio di oncogenomica traslazionale, permette oggi di studiare l'espressione di decine di migliaia di geni contemporaneamente e in tempi molto rapidi". Ed è proprio utilizzando questo tipo di tecnologie che i ricercatori dell'Ire intendono proseguire sulla stessa linea di ricerca. L'obiettivo è quello di identificare altri miRNA e i meccanismi molecolari responsabili della trasformazione tumorale. Secondo i ricercatori, lo studio pubblicato su 'Science Signaling' è di particolare rilievo poiché la caratterizzazione dei meccanismi alla base della formazione tumorale è fondamentale per l'identificazione di molecole da utilizzare per la prevenzione della formazione tumorale prima ancora che per la terapia: insomma apre alla possibilità di agire prima che si verifichi il danno.
 
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24/6/2010
SANITA' LAZIO: FURTI IN OSPEDALE A ROMA, POLIZIA SGOMINA BANDA  
 
Roma, 23 giu. (Adnkronos Salute) - La Polizia di Frontiera di Ciampino ha sgominato una banda, composta da italiani e stranieri, dedita ai furti in ospedale. Le complesse e articolate indagini sono iniziate dopo la denuncia di una dipendente aeroportuale che, durante un delicato intervento chirurgico presso il Reparto di oncologia del Policlinico Gemelli di Roma, aveva subito il furto di tutti i suoi oggetti. Gli investigatori della Polaria di Ciampino hanno così individuato i componenti del gruppo criminale e il loro modus operandi: a capo vi era un pluripregiudicato romano 41enne, F.C. che durante gli orari di apertura al pubblico si fingeva visitatore per potersi introdurre nei reparti degli ospedali romani dove, con grande abilità e destrezza, si aggirava in attesa di cogliere l'occasione propizia per depredare la vittima. Dopo il furto il bottino, soprattutto carte di credito e assegni, era smistato a un altro pluripregiudicato, il 54enne romano G.C. che, mediante l'ausilio di documenti falsi o contraffatti, utilizzava rapidamente i titoli di credito ricettati al punto da acquistare fraudolentemente, in un solo giorno, presso diversi esercizi commerciali, beni per un valore fino a 4.500 euro, tra televisori, personal computer e telefonini. Alla banda partecipavano, sia pur con un profilo di minor spessore, anche due stranieri ai quali venivano ceduti gli oggetti di minor costo da smerciare nell'ambito delle rispettive comunità a prezzi modici. La banda approfittava delle difficoltà individuali e della minorata difesa di persone affette da gravi problemi di salute per compiere i furti.
 
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24/6/2010
SANITA': L'ITALIA DELLA SLA, MALATI INVISIBILI E ASSISTENZA INADEGUATA  
 
Milano, 23 giu. (Adnkronos Salute) - Sono malati invisibili - nessuno sa dire con certezza quanti siano - e destinati a un percorso di malattia difficile e doloroso. Tutto comincia con poche parole tecniche e difficili da interpretare, poi la corsa su Internet e la scoperta di un nome che fa paura: Sla, sclerosi laterale amiotrofica. Per le famiglie è un crescendo di sofferenze per il peggioramento dei loro cari, e di spese per garantirgli un'assistenza dignitosa. I più fortunati trovano una rete multidisciplinare che li prende in carico e aiuti economici offerti dalla Regione, ma questo succede solo in due realtà del Nord: Lombardia e Veneto. Nel resto della Penisola le cose si complicano. E' l'Italia della Sla, fotografata da uno studio promosso da Fiaso (Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere), Fondazione Istud e Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica), e presentato oggi durante un convegno a Milano, in occasione della Settimana nazionale di lotta alla Sla. L'analisi dei ricercatori parte dal primo stadio che, secondo gli esperti, è anche "uno dei più delicati": la diagnosi. Non è una questione di tempi (45 minuti in media vengono dedicati al colloquio), ma di qualità della comunicazione. In alcune delle strutture che hanno aderito allo studio, il colloquio avviene in corsia (succede nel 29% dei casi), non in un luogo dedicato (come avviene nel restante 71%). Il paziente si trova davanti un neurologo che spiega la situazione, ma solo nel 29% dei casi può fare affidamento su uno psicologo. Spesso si usano termini tecnici e poco accessibili, e la famiglia "è costretta ad affannose ricerche su enciclopedie mediche ed Internet per cercare di svelare mezze verità", sottolineano gli esperti. Un esempio? "Si parla di Malattia del motoneurone anziché di Sla", spiegano. Le aziende sanitarie e ospedaliere coinvolte nella ricerca non fanno distinzione tra pazienti con Sla e pazienti con malattie neuromuscolari, tutti ricoverati in reparti di neurologia. L'80% ha una sezione dedicata all'interno del reparto, ma "in molti dei centri visitati gli spazi risultano essere insufficienti", continuano gli esperti. E la protesta più frequente da parte dei familiari è dovuta al fatto che persone in fasi molto diverse della malattia si trovano a condividere la stessa stanza. Quanto alle liste d'attesa, si viaggia a una media di "30 giorni che diventano però 60 per i centri specialistici", proseguono i ricercatori. La durata media dei ricoveri è di 19,5 giorni, con un range che va da 10 a 45,5 giorni. E se è vero che l'80% dei pazienti in fase terminale preferisce tornare a casa, l'indagine evidenzia "l'assenza di posti letto dedicati al fine vita". I familiari vengono spesso trascurati: solo il 33% dei centri dichiara di avere spazi dedicati alle attività personali dei 'caregiver' e nel 71% dei casi non esistono soluzioni residenziali a supporto dei familiari. Spiccano invece come vincenti i modelli di assistenza territoriale di Lombardia e Veneto che riescono a garantire una presa in carico globale del paziente e un supporto ai parenti. In Lombardia ai malati di Sla viene assegnato un voucher socio-sanitario che l'assistito può spendere acquistando prestazioni da un elenco di enti accreditati. Il sistema sussidiario tra pubblico-privato e no profit "alleggerisce le famiglie di una parte dei costi per l'assistenza privata. Che sono notevoli: la Sla - rileva lo studio - pesa sui bilanci delle famiglie per oltre 15 mila euro nella fase iniziale della malattia e per 65 mila in quella finale". Le Asl lombarde programmano, coordinano e controllano le attività di assistenza domiciliare. In tutti i centri si punta a far tornare a casa il paziente, aiutando la famiglia e formando i caregiver per assisterlo. Una recente normativa regionale prevede poi la gratuità dei 'ricoveri di sollievo' fino a 90 giorni l'anno in Rsa (Residenze sanitarie per anziani) e Rsd (Residenze sanitarie per disabili). In Veneto invece l'attivazione dell'assistenza domiciliare spetta al medico di famiglia che è il case manager, 'angelo custode' dei pazienti. Il servizio viene poi erogato dalle stesse Asl. Nei distretti sanitari sono istituite delle commissioni per la valutazione e l'elaborazione dei progetti assistenziali per i non autosufficienti: se le condizioni lo consentono si preferiscono le cure domiciliari o i servizi diurni. In caso contrario si prevede l'inserimento in Rsa, con un punteggio per l'accesso. I malati veneti di Sla vengono assistiti a 360 gradi integrando servizi e figure professionali: dal medico di famiglia all'infermiere di servizio assistenziale a domicilio, fino agli specialisti. Lo studio conclude con alcuni consigli per migliorare l'assistenza, dall'alleanza con le associazioni dei pazienti alla creazione di un elenco riconosciuto dei badanti 'professionisti', fino a una maggiore formazione e a protocolli specifici per la Sla. Senza dimenticare le campagne informative con testimonial d'impatto come i calciatori. L'obiettivo - commenta il vice presidente di Fiaso e direttore generale dell'Asl di Milano, Giacomo Walter Locatelli - è aggiungere qualità agli anni di vita. La Sla è una malattia ancora difficile da diagnosticare, visto che in media tra i primi sintomi e la diagnosi trascorrono oltre 400 giorni, ma gli ultimi successi della medicina consentono una sopravvivenza che va estendendosi oltre i 3-5 anni fino ad oggi indicati dalla letteratura scientifica. Le Regioni e le aziende sanitarie devono dunque attrezzarsi a gestire la malattia".
 
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23/6/2010
SANITA' LAZIO: CIMO-ASMD, POLVERINI CHIARISCA SU TAGLI POSTI LETTO OSPEDALI  
 
Roma, 22 giu. (Adnkronos Salute) - Il segretario regionale della Cimo-Asmd, Giuseppe Lavra, prende con cautela le dichiarazioni della presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, secondo cui la Giunta non intende ridurre i posti letto negli ospedali. "L'ottimismo - ha affermato Lavra - è una bella cosa purché non se ne abusi. Prendiamo atto con soddisfazione della dichiarazioni della presidente Polverini, ma allora come si spiega che proprio in queste ore si stanno riducendo decine di posti letto 'reali' in due ospedali come il San Giovanni Addolorata e il San Camillo"? "La Polverini - ha concluso il segretario regionale della Confederazione italiana medici ospedalieri - riporti la coerenza fra il dire e il fare e lo faccia presto, nell'interesse del buon funzionamento degli ospedali. Fino ad allora non ci abbandoneremo ad eccessi di ottimismo".
 
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23/6/2010
LAZIO: ASL RM C, INAUGURATO SPORTELLO CUP AL CENTRO COMMERCIALE 'I GRANAI'  
 
Roma, 22 giu. (Adnkronos Salute) - Un nuovo sportello Cup per prenotare le prestazioni sanitarie è stato inaugurato questa mattina dall'Asl Roma C, in collaborazione con il Municipio XI, in uno spazio messo a disposizione gratuitamente dal centro commerciale 'I Granai' della Capitale. Lo sportello, che sarà aperto al pubblico dalle 10 alle 16, tutti i giorni eccetto i festivi, permetterà la prenotazione e il pagamento delle prestazioni erogate dalla Regione Lazio e dall'Asl Rm C. Quello dei Granai sarà uno sportello Cup di ultima generazione - sottolinea l'azienda sanitaria in una nota - grazie all'utilizzo della tecnologia Q-Recup, che consente di 'mettersi in fila' senza dover aspettare. In pratica, basta inserire la propria tessera sanitaria e la macchina emette un biglietto su cui è indicato il numero di prenotazione con il giorno e l'ora precisa in cui si verrà chiamati (con un margine di 15 minuti), il nome del servizio a cui ci si è prenotati e il codice personale assegnato che potrà servire nel caso si decida in seguito di chiamare da casa per cambiare la data. "Questo nuovo servizio - ha affermato Elisabetta Paccapelo, direttore generale della Asl Rm C - dimostra l'attenzione che abbiamo verso un territorio, la zona Roma 70, che è ancora in fase di sviluppo ed è completamente priva di strutture sanitarie. Noi puntiamo a farlo diventare un Pua (Punto unico di accesso integrato), ossia un punto di risposta per i cittadini non solo sull'utilizzo dei servizi sanitari e sociali presenti in tutto il territorio dell'Asl, ma anche per le esigenze del municipio e per i servizi sociali".
 
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23/6/2010
SANITA': FP CGIL MEDICI, REGIONI CI APPOGGINO IN DIFESA SSN  
 
Roma, 22 giu.(Adnkronos Salute) - "Ci auguriamo che le Regioni condividano le ragioni della nostra protesta contro la manovra economica, e prendano atto della comune necessità di difesa della sanità pubblica. Difesa che non passa attraverso irresponsabili e indiscriminati blocchi del turn over neanche nelle Regioni sottoposte ai piani di rientro o con la requisizione di fondi contrattuali a danno della professionalità e della produttività dei medici pubblici". Lo afferma Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici, salutando come una "buona notizia" la convocazione dei sindacati medici da parte delle Regioni per il 24 giugno nella sede del Veneto. "Intanto nel fine settimana - ricorda Cozza - le aziende sanitarie e ospedaliere dovranno erogare, ad eccezione dei pochi casi virtuosi dove è già stato fatto, gli aumenti e gli arretrati del vecchio contratto. La manovra finanziaria contenuta nel Dl 78, infatti, blocca per i contratti del biennio 2008-2009 solo gli aumenti eccedenti il 3,2%. Limite rispettato nel contratto dei medici come certificato dalla stessa Corte dei conti". Il sindacato "diffida perciò tutte le aziende a non frapporre ostacoli con fantasiose interpretazioni supertremontiane". Per Cozza, "si tratta di un aumento medio dovuto di 279,32 euro lordi mensili (per i direttori di struttura complessa di 207 euro con arretrati 4.015, per i responsabili di struttura semplice di 174 euro con arretrati 3.430, per gli ex aiuto di 155 euro con arretrati 3.080, per gli incarichi professionali con l'esclusività maggiore di 15 anni di 150 euro con arretrati 2.995, con esclusività maggiore di 5 anni di 141 euro con arretrati 2.837 e se minore di 5 anni di 109 euro con arretrati 2.258). L'unica voce retributiva contenuta nel vecchio contratto, che con l'attuale testo della manovra si perderebbe, è lo 0,8% aggiuntivo a livello regionale per il raggiungimento di specifici obbiettivi", conclude ricordando che "la battaglia contro la manovra ed in particolare contro i tagli alla sanità continua con l'adesione allo sciopero generale della Cgil del 25 giugno e proseguirà con le iniziative unitarie dei sindacati medici".
 
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23/6/2010
SANITA': SMI SU MANOVRA, INACCETTABILI INGERENZE SU AUTONOMIA ENPAM  
 
Roma, 22 giu. (Adnkronos Salute) - Sono inaccettabili le ingerenze sull'autonomia degli enti di previdenza dei professionisti, quindi anche sull'Enpam che tutela i medici, legate alle misure previste dalla manovra economica. E' la posizione del sindacato medici italiani (Smi) che, con una lettera aperta firmata dal segretario generale, Salvo Calì, e indirizzata al presidente Enpam, Eolo Parodi, esprime sostegno alle proteste delle casse previdenziali dei professionisti contro la manovra. "Ma in attesa delle auspicate modifiche chiede un rinvio delle elezioni degli organi di governo della Cassa, previste per prossimo il 27 giugno, e l'avvio di un processo di dialogo per definire una autoriforma dell'organizzazione dell'ente che sia d'esempio per il Paese". Nella lettera, Calì ricorda che lo Smi "ha valutato positivamente sia la decisa presa di posizione unitaria dei presidenti degli enti previdenziali contro questo provvedimento sia la precisa richiesta di modifiche avanzate dall'Adepp in sede di conversione del decreto". Calì sottolinea che, "in questo frangente di grande difficoltà, i medici devono ritrovare protagonismo e dimostrare unità d'azione tanto rispetto al blocco dei rinnovi contrattuali, delle convenzioni e del turn over, quanto nella difesa dell'autonomia dell'Enpam. E' indubbio che si debbano respingere le indebite ingerenze del Governo". Il decreto impone, tra le altre cose, "una riduzione dei componenti dei consigli di amministrazione, ponendo l'attenzione sulla necessità di contenere i costi generali di gestione degli enti". "In un momento di crisi generale e di richieste e imposizioni di sacrifici a tutto il Paese - continua la lettera - non possiamo non fare i conti con la nuova legge, soprattutto alla vigilia di una tornata elettorale che si svolgerà con modalità già superate dalla nuova normativa. E' evidente che non possiamo permetterci in questa fase storica che si produca una situazione di instabilità e confusione. Ci auguriamo che il decreto venga positivamente modificato in sede di conversione, ma nell'incertezza riteniamo che sia corretto rinviare di qualche mese l'appuntamento elettorale per poter avere un quadro legislativo certo. Questo slittamento, che non pregiudica in alcun modo il funzionamento dell'Enpam, può anche essere una occasione per aprire un confronto con i medici per avviare responsabilmente un percorso virtuoso di taglio delle spese, a partire dal ridimensionamento degli organismi di amministrazione dell'ente e per definire una autoriforma che possa essere di esempio per il Paese".
 
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23/6/2010
SANITA' LAZIO: POLVERINI, NIENTE TAGLI, DOPO 'RIVOLUZIONE' SAREMO PIU' COMPETITIVI  
 
Roma, 22 giu. (Adnkronos Salute) - Sulla sanità laziale non incombe la scure dei tagli: "Ci saranno solo riconversioni necessarie", e "in futuro la sanità regionale sarà più competitiva e avrà strutture più accessibili". Lo promette Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, intervenuta all'inaugurazione del settimo Forum internazionale della salute, oggi al Palazzo dei Congressi di Roma. "Stiamo portando avanti il lavoro di risanamento - spiega il governatore - e la 'rivoluzione' sanitaria prevista nella mia campagna elettorale è partita con i 12 decreti presentati a fine maggio al Governo". Polverini ammette "alcuni dissapori tra Regione e categorie della sanità regionale. Ma come sempre accade ci siamo messi attorno ad un tavolo, con serietà e professionalità stiamo andando avanti col lavoro", precisa. Il governatore ricorda inoltre "l'eccellente professionalità del Lazio in campo sanitario, ma anche qualche carenza in alcuni reparti, che non deve però penalizzare chi opera bene".
 
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23/6/2010
SANITA' LAZIO: FAZIO, CON POLVERINI ELEMENTI DI CAMBIAMENTO  
 
Roma, 22 giu. (Adnkronos Salute) - C'è ottimismo al ministero della Salute sui decreti presentati a fine maggio al Governo dal presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, per risollevare le sorti della sanità regionale. "Si intravedono segnali di cambiamento di rotta e quindi di ottimismo", ha detto il ministro della Salute Ferruccio Fazio, al palazzo dei Congressi di Roma per l'apertura del Sanit, il forum internazionale della salute. "Insieme alla Polverini - spiega Fazio - abbiamo attivato una serrata collaborazione. Anche se è presto, perché non ci siamo ancora espressi ufficialmente, si intravedono comunque segnali di cambiamento. Per la valutazione finale - conclude - bisognerà aspettare ancora", dice, prevedendo circa due settimane di attesa.
 
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22/6/2010
Notizie Flash Giugno 2010  
 
Si trasmettono in allegato le Notizie Flash del mese corrente
Quota A - pagamento contributi 2010
Contributi di riscatto
Quota B - redditi professionali 2009
Terremoto Abruzzo– proroga sospensione dei termini di versamento
Classe medica 1945 trattamento ordinario del Fondo di Previdenza Generale
Area riservata e servizi disponibili agli utenti registrati
Stampa dei duplicati MAV e RAV
Versamento on-line
Variazione dell’indirizzo
Comunicazione di decesso
Variazione delle modalità di pagamento della pensione
Mancato accredito della pensione
Orfani pensionati
Deducibilità
 
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22/6/2010
SANITA': ESPERTI UNITI PER CAMBIO DI ROTTA TRATTAMENTO DOLORE CRONICO  
 
Roma, 21 giu. (Adnkronos Salute) - Diagnosticare e curare meglio il dolore cronico, che ancora oggi impedisce a milioni di persone in tutto il mondo di vivere una vita normale. E' l'obiettivo degli esperti impegnati nel progetto 'Change Pain', sostenuto da Grunental e dalla European Federation of Iasp (International Association for the Study of the Pain) Chapters (Efic), intervenuti a Roma all'International Change Pain Expert Summit, che ha contato oltre 200 partecipanti. "C'è bisogno di un vero e proprio 'cambio di rotta' nella gestione del dolore cronico - ha detto il presidente dell'Efic, Giustino Varrassi - perché i bisogni clinici non soddisfatti dei pazienti che ne sono colpiti è evidente: la prevalenza e la durata della sofferenza sono troppo alte e un numero troppo limitato di pazienti viene oggi curato a dovere". Secondo quanto rilevato dal gruppo di esperti impegnati da un anno nell'iniziativa, le linee guida internazionali non sono oggi applicate omogeneamente e la terapia del dolore dà ancora risultati troppo scarsi a causa della mancanza di adeguata formazione dei medici e di poca comunicazione con i pazienti. L'iniziativa Change Pain mira dunque ad aumentare la sensibilità e l'attenzione sul tema dolore, attraverso la comprensione dei bisogni dei pazienti e lo sviluppo di progetti e soluzioni volti a supportare gli operatori sanitari impegnati a migliorare la qualità della vita del paziente con dolore.
 
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22/6/2010
SANITA': CONTINUA PROTESTA MEDICI SSN, IN SCIOPERO IL 19 LUGLIO  
 
Roma, 21 giu. (Adnkronos Salute) - Continua la protesta dei medici e del resto della dirigenza veterinaria, sanitaria e amministrativa del Ssn contro la manovra finanziaria. In mancanza di risposte concrete alle richieste dei camici bianchi, i sindacati di categoria sono pronti a nuove iniziative, a partire dal 1 luglio, in concomitanza con l'inizio delle votazioni del decreto nella aula del Senato: blocco degli straordinari; astensione da tutte le attività non comprese nei compiti 'istituzionali'; apertura di uno sportello per l'assistenza legale; richiesta di pagamento e/o recupero delle ore effettuate in turni di guardia superiori a quelle previste dal contratto. Fino ad arrivare allo sciopero, in calendario il 19 luglio. I medici, in attesa di verificare i contenuti del maxiemendamento sulla manovra in preparazione - si legge in una nota congiunta - ribadiscono lo stato di agitazione delle categorie che porterà allo sciopero nazionale del 19, come richiesto dalla commissione di garanzia. E si riservano di individuare una seconda giornata di astensione dal lavoro. Intanto i camici bianchi colgono alcuni segnali positivi da parte delle istituzioni sottolineando che "il ministro Ferruccio Fazio ha affermato che il blocco del turn over potrebbe non interessare la Sanità". E ancora: "il presidente del Senato, Renato Schifani ha invitato il Governo ad escludere la Sanità dai tagli; le Regioni hanno contestato la legittimità di misure che incidono direttamente sul loro potere organizzativo e autonomia gestionale anche nel settore dei servizi sociali e sanitari. Nell'incontro del 17 giugno, inoltre, il ministro della Salute si è mostrato disponibile sulle nostre proposte di modifica a costo zero. Rimangono però notevoli distanze sulla riduzione della spesa per precari e sulla formazione in una manovra che le organizzazioni sindacali continuano a giudicare iniqua perché costa ai dirigenti del Ssn, specie ai più giovani, molto più che in altri settori".
 
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22/6/2010
LAZIO: S.GIOVANNI ROMA, AL VIA INTRAMOENIA CON RECUPERO SALA PUCCINOTTI  
 
Roma, 21 giu. (Adnkronos Salute) - Parte l'attività intramoenia dell'ospedale San Giovanni Addolorata di Roma nella ristrutturata Sala Puccinotti. Al termine dell'allestimento, l'attività libero professionale intramoenia inizierà anche nei nuovi studi articolati su una superficie di oltre 800 metri quadri. In questo modo il San Giovanni potrà raddoppiare la propria capacità operativa, dispiegando tutte le competenze specialistiche presenti nel Complesso ospedaliero e determinando una crescita di immagine e produzione, sottolinea l'azienda in una nota. Ancora una volta - continua il comunicato - con l'avvio ad esercizio della Sala Puccinotti, il Complesso ospedaliero San Giovanni Addolorata si arricchisce di un modello operativo dotato di soluzioni progettuali di alto valore funzionale e organizzativo, pensato per ottimizzare i percorsi assistenziali assicurando la qualità totale. L'attività permetterà anche di eliminare tendenzialmente la promiscuità dei percorsi assistenziali istituzionali da quelli dell'intramoenia, in modo anche da consentire un maggior utilizzo delle strutture dedicate all'attività istituzionale in vista dell'abbattimento delle liste di attesa, e di erogare prestazioni a pagamento offrendo percorsi diagnostici completi al paziente. Inoltre consentirà al paziente la scelta del medico di fiducia, e permetterà di centralizzare le segreterie e informatizzare le prenotazioni intramoenia.
 
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22/6/2010
LAZIO: IRE E S.GALLICANO ROMA LANCIANO LABORATORIO 'ARTE E CANCRO'  
 
Roma, 21 giu. (Adnkronos Salute) - Architetti, artisti, teologi, filosofi, psicologi e clinici. Tutti insieme per un unico obiettivo: promuovere un modello di realtà ospedaliera che tenga conto dell'essere umano nella sua interezza e che risponda a tutti i suoi bisogni. E' un laboratorio costituito da personalità del mondo della cultura, dell'arte e della scienza la novità voluta dagli Istituti Regina Elena e San Gallicano di Roma. La presentazione del laboratorio 'Arte e cancro' - annuncia una nota - sarà al centro di un convegno in programma domani nella Capitale, durante il settimo Forum internazionale della salute al Palazzo dei Congressi. All'evento, tra gli altri, parteciperanno anche Francesco Bevere, direttore generale degli Istituti, e Paola Muti, direttore scientifico del Regina Elena, che introdurranno i lavori del simposio che illustra le motivazioni e le esperienze che hanno portato professionalità di diverse discipline a lavorare per un unico obiettivo: il benessere della persona. Saranno presenti anche Stefano De Lillo, membro della Commissione Sanità del Senato, e Massimiliano Fuksas, architetto e urbanista.
 
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22/6/2010
LAZIO: TORNEO DI GOLF E ASTA PER I PAZIENTI DEL BAMBINO GESU' DI ROMA  
 
Roma, 21 giu. (Adnkronos Salute) - Per un bambino malato la medicina migliore è il calore di una 'casa lontano da casa'. E' questa la filosofia della Fondazione per l'infanzia Ronald McDonald Italia che, in collaborazione con l'Associazione Bambino Gesù, ha organizzato per il 23 giugno a Roma, presso lo Sheraton golf parco de' Medici hotel resort, un torneo di golf e un'asta di beneficenza. Il ricavato andrà alla stessa Fondazione per sostenere l'accoglienza delle famiglie dei piccoli pazienti dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù. La collaborazione tra l'ospedale pediatrico Bambino Gesù e la Fondazione per l'infanzia Ronald McDonald Italia - ricorda una nota - è nata nel 2008 in occasione dell'apertura della casa che, da allora, ha offerto ospitalità a 4.733 famiglie provenienti dall'Italia e dall'estero, dando così la possibilità ai bambini di continuare a vivere insieme ai genitori per affrontare in modo migliore il cammino verso la guarigione.
 
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22/6/2010
SALUTE: VISTA PERFETTA PER SEGUIRE I MONDIALI, A ROMA CHECK-UP GRATIS  
 
Roma, 21 giu. (Adnkronos Salute) - Controllare la vista per seguire meglio i Mondiali di calcio. Anche per guardare la tv, infatti, è fondamentale 'mettere a fuoco' ed è meglio sottoporsi a un check-up della propria salute oculare. A Roma, da domani al 25 giugno, sarà possibile farlo gratuitamente. In occasione del Sanit, il settimo Forum internazionale della salute, l'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-Iapb Italia onlus metterà a disposizione dei cittadini un'unità mobile oftalmica, uno speciale camper attrezzato che sosterà di fronte al Palazzo dei congressi dell'Eur. Sono 314 milioni nel mondo, secondo l'Oms - ricorda Iapb in una nota - le persone colpite da cecità e ipovisione. In Italia, secondo l'Istat, ci sono 362 mila ciechi e altre stime indicano che gli ipovedenti sono circa un milione. "La salute - ha osservato Giuseppe Castronovo, presidente della Iapb Italia onlus - è il primo bene della vita. Noi vogliamo contribuire a migliorarla dal punto di vista oculistico. I check-up dovrebbero essere una prassi abituale da quando si è bambini fino alla terza età, perché una buona vista illumina l'esistenza".
 
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21/6/2010
LAZIO: ASL ROMA C, SPORTELLO CUP NEL CENTRO COMMERCIALE 'I GRANAI'  
 
Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - Un nuovo sportello Cup per prenotare le prestazioni sanitarie. Lo inaugura la Asl Roma C, in collaborazione con il Municipio XI, martedì 22 giugno, nel centro commerciale 'I Granai'. Lo sportello, che permetterà la prenotazione e il pagamento delle prestazioni sanitarie erogate dalla Regione Lazio e dall'Asl Roma C - riferisce una nota - sarà aperto al pubblico dalle 10 alle 16, tutti i giorni eccetto i festivi.
 
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21/6/2010
LAZIO: AUSL VITERBO, MALATTIE REUMATICHE, POLO DI RIFERIMENTO A MONTEFIASCONE  
 
Viterbo, 18 giu. (Adnkronos Salute) - E' iniziata il 1 giugno, presso l'Unità operativa di geriatria dell'ospedale di Montefiascone, l'attività del secondo Polo di riferimento aziendale per le patologie autoimmuni e reumatiche. Il servizio - spiega l'Ausl di Viterbo in una nota - prevede, oltre a un ambulatorio settimanale già preesistente, anche la possibilità di ricovero per due posti letto e di day hospital per le terapie mediche e la riabilitazione. "Le malattie reumatiche - sottolinea il direttore di Geriatria, Luigi Cricco - sono molto diffuse e chiamate in molti modi: reumatismi, dolori alle ossa, artrite, artrosi. In realtà sono un gruppo numeroso di patologie che interessano i giovani e i meno giovani e che non colpiscono solo ossa e articolazioni. Le malattie reumatiche vanno dalle forme più tranquille a quelle più dolorose e gravi che possono determinare importanti conseguenze sulla salute dei pazienti, sulla loro psiche e ripercussioni su tutto il loro nucleo familiare". Queste patologie pesano in maniera significativa sul Sistema sanitario nazionale, poiché i cittadini che ne sono colpiti subiscono spesso gravi invalidità. E' fondamentale dunque effettuare una diagnosi precoce per poi procedere con una corretta terapia. "Il Polo che abbiamo istituito a Montefiscone - conclude Cricco - è nato con l'intenzione di potenziare l'offerta sanitaria della Ausl di Viterbo sul territorio e di affiancare l'attività alle strutture già esistenti che si occupano di questi malati così numerosi".
 
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21/6/2010
SANITA': SIMEU, -2500 MEDICI EMERGENZA GIA' NEL 2010 CON BLOCCO TURNOVER  
 
Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - Allarme 'esodo' per i camici bianchi della medicina d'emergenza e urgenza. Se il blocco del turnover contenuto nella manovra economica non verrà eliminato, già da quest'anno verrebbero a mancare circa 500 medici per pre-pensionamento e oltre 2 mila giovani medici precari. E' la stima sull'uscita dei medici dell'emergenza dal Servizio sanitario nazionale, calcolata per l'Adnkronos Salute da Fernando Schiraldi, presidente della Società italiana medicina d'emergenza e urgenza (Simeu). Un settore, quello dell'emergenza, particolarmente delicato e in cui la richiesta di prestazioni è in costante aumento. "Nel settore (118, pronto soccorso, osservazione breve intensiva, medicina d'urgenza) si è verificato - spiega Schiraldi - un progressivo aumento di prestazioni sanitarie extra e intra-ospedaliera. Solo nei pronto soccorso, nel 2009, si sono registrati circa 30 milioni di accessi". Numeri che spingono Schiraldi a rivolgere un appello al Governo. "E' necessario riconsiderare con urgenza i tagli previsti per l'assistenza sanitaria pubblica nel suo complesso e nel settore dell'emergenza in particolare, che - a giudizio unanime dei medici del settore - sono incompatibili a garantire, se non modificati, il diritto primario alla salute".
 
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21/6/2010
SANITA' LAZIO: AL VIA 'CENTRO DEL SORRISO' ALL'OSPEDALE CRISTO RE  
 
Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - Una odontoiatria moderna, mirata alla qualità della cura ma anche alla soddisfazione del paziente. Questo il duplice obiettivo del Centro del sorriso dell'ospedale Cristo Re di Roma, presentato oggi nella Capitale. Tra le attività della struttura c'è l'odontoiatria preventiva, la chirurgia estetica, le protesi dentarie, la laser terapia e tante altre tecniche all'avanguardia. All'interno del Centro si effettua anche la riabilitazione del paziente attraverso tecniche di microchirurgia mininvasiva e biorigenerativa. La struttura, nata in regime privatistico, è un prototipo originale di collaborazione tra pubblico e privato per un welfare di nuova concezione. Il Centro è dotato di due camere operatorie chirurgiche e una attrezzata per i disabili, e ha tariffe agevolate con il quasi 40% in meno degli studi privati. Per Marino Nonis, direttore sanitario del Cristo Re, "sarà un servizio funzionale per le necessità e le esigenze del territorio. I recenti rapporti sulla sanità, non ultimo il VII Rapporto Ceis del 2009, evidenzia che l'odontoiatria viene spesso dimenticata. Vogliamo pertanto attivare una sorta di 'privato sociale' a disposizione del cittadino". I responsabili però tendono a sottolineare che non ci sarà alcuna competizione con i centri privati. Lo ribadisce Massimo Corigliano, direttore del Centro. "Il nostro servizio è tutta un'altra cosa - dice - ma i prezzi di mercato saranno comunque accessibili. Che questo sia un Centro di livello lo conferma anche il fatto che avremo tre relazioni nel convegno mondiale di odontoiatria in programma a luglio a Barcellona".
 
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21/6/2010
SANITA': BOOM DI FURTI IN CORSIA, OLTRE 600 DENUNCE AL MESE NEL 2009  
 
Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - Dilagano in Italia i 'topi d'ospedale', gli Arsenio Lupin della corsia. In un anno, nelle strutture ospedaliere della Penisola si sono registrate la bellezza di 7.482 denunce per furto, oltre 620 al mese di media. Con punte da primato toccate soprattutto in due regioni: Lombardia (1.372) ed Emilia Romagna (1.053). E' quanto emerge dall'analisi sui furti in ospedale nel 2009, elaborata per l'Adnkronos Salute dalla Polizia di Stato. Un vero e proprio boom di 'colpi' che, a detta di chi lavora negli ospedali, come gli infermieri, vanno dalle attrezzature sanitarie più sofisticate ai farmaci. Ma soprattutto, a finire nel mirino dei ladri sembrano essere i pazienti, sofferenti e indifesi, a cui vengono sottratti vari oggetti personali, dal portafoglio al telefonino. Dall'analisi, il dato che balza agli occhi è che, in linea generale, il numero delle denunce è più alto nel Nord del Paese. Alla Lombardia e all'Emilia Romagna, regioni in testa, si aggiungono infatti il Veneto, con 820 denunce, e il Piemonte, con 739. Le cose sembrerebbero andare infatti meglio al Sud. In Campania ad esempio, regione spesso nell'occhio del ciclone in materia di sicurezza negli ospedali, il numero delle denunce per furto è pari a 368. Circa una al giorno di media. Più o meno come la Sicilia (390), e poco meno della Puglia (436). Al Centro sono invece Lazio (569) e Toscana (528) le regioni che contano più denunce per furti in corsia. Scorrendo i dati della Polizia di Stato, nel dettaglio delle restanti regioni si registrano: 135 denunce negli ospedali delle Marche; 105 in quelli dell'Umbria; 34 in Molise; 11 in Basilicata. E poi ancora: 297 in Liguria; 77 nel Trentino Alto Adige; 150 in Friuli Venezia Giulia; 101 in Sardegna; 9 in Valle D'Aosta. "I dati emersi - commenta all'Adnkronos Salute Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato (Tdm) di Cittadinanzattiva - fanno pensare che al Sud, probabilmente, non si denunciano questi furti in corsia. Non voglio avere pregiudizi nei confronti del Meridione - aggiunge - ma attenzione a leggere questi dati e pensare che ci sia un allarme sicurezza negli ospedali del Nord. Anzi - sottolinea - semmai questa differenza nelle cifre deve spingere chi di dovere a monitorare ancora di più il fenomeno nelle regioni del Sud". Monitoraggio a cui deve far seguito un'azione di vigilanza più serrata. "Esistono procedure, anche elementari - spiega la coordinatrice nazionale del Tdm - che si possono attuare per alzare la soglia di attenzione. Una soglia che, al di là dei furti, al momento è troppo bassa negli ospedali italiani. E i fatti di cronaca degli ultimi tempi lo stanno a testimoniare". Tra le misure da adottare per aumentare la sicurezza, Moccia segnala: "l'aumento del personale di vigilanza, soprattutto all'ingresso delle strutture e nei reparti più sensibili come la maternità e la geriatria". E ancora. "L'installazione di telecamere, ma - sottolinea la coordinatrice nazionale del Tdm - sempre nel rispetto della privacy del paziente però". Inoltre, si possono adottare tutta una serie di accortezze, "anche banali", come ad esempio "la chiusura a chiave dei cassetti", spiega Moccia. Per limitare il problema, le soluzioni del segretario generale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza, sono soprattutto due: "buon senso e spirito civico". Per il segretario, innanzitutto "è necessario che tutte le vittime di furti facciano sempre denuncia. Anche per accendere meglio i riflettori sul fenomeno. Inoltre - sottolinea - è bene che tutti i cittadini usino accortezze dettate dal buonsenso, come ad esempio evitare di portarsi con sè oggetti preziosi. E' anche vero però - aggiunge Cozza - che nel caso di ricoveri d'urgenza, non programmati, è più difficile fare queste valutazioni". Anche per il presidente della Federazione Ipasvi (Federazione dei Collegi degli infermieri), Annalisa Silvestro, i dati rilevati dall'analisi della Polizia di Stato lasciano spazio a qualche perplessità sulla portata reale del fenomeno. Soprattutto al Sud. "Vista la differenza delle cifre - spiega Silvestro - viene immediatamente da pensare che nel Mezzogiorno si facciano meno denunce. Forse per una questione culturale". Per Silvestri, comunque, il problema dei furti in corsia è di difficile soluzione, sia al Nord che al Sud. "Negli ospedali si concentrano tantissime persone, non solo addetti ai lavori e pazienti. Sono strutture aperte. Questo aumenta la possibilità che ci siano anche alcuni malintenzionati. D'altronde - sottolinea - quando il flusso è elevatissimo, il problema diventa purtroppo fisiologico". C'è inoltre da considerare che le strutture sanitarie possono rappresentare anche un 'richiamo' invitante per i ladri. "Negli ospedali - spiega Silvestro - si trovano strumentazioni e attrezzature diagnostiche sofisticate, di alto valore, che spesso finiscono nel mirino dei ladri. Così come alcuni farmaci, soprattutto quelli difficilmente reperibili senza ricetta medica. Il grosso dei furti però - sottolinea la presidente Ipasvi - è a danno dei pazienti, a cui vengono sottratti oggetti personali: portafogli, telefonini e altro". Una soluzione potrebbe essere quindi quella di potenziare i sistemi di vigilanza. "Si potrebbe rafforzare la presenza della Polizia, soprattutto nei piccoli ospedali dove manca del tutto, ma - conclude Silvestro - anche le Forze dell'ordine devono fare i conti con il problema della carenza degli organici".
 
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21/6/2010
SANITA' LAZIO: FIALS DIFFIDA POLVERINI, COMPORTAMENTO ANTISINDACALE  
 
Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - Nelle strutture sanitarie laziali "mancano gli infermieri, e la presidente Renata Polverini lascia fuori dalla porta i sindacati". L'accusa arriva dalla Fials Confsal, che contro la governatrice ha avviato un procedimento legale di diffida e messa in mora per comportamento antisindacale. Il 30 giugno, inoltre, il sindacato ha indetto uno sciopero regionale, promuovendo una manifestazione di protesta sotto la sede della Regione, in via Cristoforo Colombo. "Alla presidente del Lazio la materia sindacale non dovrebbe suscitare ostilità, visto il suo recente passato di segretario nazionale dell'Ugl - sottolinea in una nota il segretario regionale della Fials Confsal, Gianni Romano - eppure sembra proprio che necessiti di ripassare temi e contenuti, se non addirittura di prendere ripetizioni. Ci auguriamo che la diffida che la nostra organizzazione ha presentato nei suoi confronti per comportamento antisindacale - prosegue - le consenta di comprendere che nei prossimi giorni dovremmo essere chiamati al tavolo per esaminare la carenza di personale determinatasi a seguito del blocco dei contratti di lavoro che, peraltro, potrebbe provocare un notevole danno ai Livelli essenziali di assistenza". "La contrattazione sindacale - ricorda Romano - è prevista a norma di legge nei contratti pubblici. Nello specifico in materia sanitaria le parti sociali, come recita il contratto che abbiamo firmato, devono essere informate e sentite per un parere sui Lea, sul trattamento del precariato, sulle assunzioni del personale e sull'organizzazione aziendale. A oggi - precisa - la presidente non ci ha neppure informato per nessuno di questi argomenti, malgrado la nostra rappresentatività ampiamente consistente. Forse la governatrice tiene a mente solo i rapporti legati alle trattative industriali e non quelli del pubblico impiego, peraltro così delicati come quello che regolano argomenti di sanitari e assistenziali", aggiunge. "Il comportamento della presidente del Lazio ci amareggia davvero, al punto che non possiamo che confermare lo sciopero regionale promosso dalla nostra organizzazione il 30 giugno - conclude Romano - giorno nel quale stiamo decidendo, in queste ore, di organizzare una manifestazione sotto la sede di via Cristoforo Colombo, coinvolgendo le nostre rappresentanze aziendali nelle Asl, nelle aziende ospedaliere, nei policlinici e negli Irccs".
 
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18/6/2010
IRAP – autonoma organizzazione – giurisprudenza della Corte di cassazione – ulteriori istruzioni operative per la gestione del contenzioso pendente  
 
Un altro passo avanti verso il definitivo esonero dell'Irap per i medici di famiglia, grazie alla circolare 28 E del 28/05/2010 emanata dall'Agenzia delle Entrate. Questa circolare rappresenta un fondamentale tassello verso l'esenzione. Infatti stabilisce che nei casi in cui il lavoratore autonomo sia dotato esclusivamente dei mezzi indispensabili all'esercizio dell'attività non c'è il presupposto per l'applicazione del tributo. Per la medicina convenzionata questo limite è stabilito dalla Convenzione, quindi solo nei casi in cui fosse accertato un complesso di beni strumentali in dotazione del medico superiore a tale limite potrebbe essere legittimo il pagamento del tributo. Rimane la discrezionalità degli Uffici dell'Agenzia delle Entrate e dei Giudici Tributari nel valutare le singole situazioni di volta in volta. “Alla luce dei principi sanciti dalla Corte di cassazione, si deve ritenere che la stretta disponibilità dello studio attrezzato così come previsto dalla convenzione non possa essere considerata di per sè indice di esistenza dell’autonoma organizzazione per i medici di medicina generale. In altri termini, lo studio e le attrezzature previste in convenzione possono essere considerate il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività da parte del medico, mentre l’esistenza dell’autonoma organizzazione è configurabile, ex adverso, in presenza di elementi che superano lo standard previsto dalla convenzione e che devono essere pertanto valutati volta per volta.” In precedenza anche il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili si era espresso con la circolare n. 2/IR del 5 giugno 2008 che individuava i soggetti esclusi dall'IRAP, cioè coloro che detenevano i requisiti secondo la Consulta e la giurisprudenza della "mancanza di autonoma organizzazione". Quanto al “minimo indispensabile”, che consente al giudice di merito di escludere il requisito dell’autonoma organizzazione, quest’ultimo va individuato:  nell’assenza di dipendenti e collaboratori, a qualsiasi titolo;  nell’assenza di beni strumentali ovvero nel caso in cui la loro presenza sia da ritenersi qualitativamente di minima importanza (un’autovettura, pochi mobili d’ufficio, una fotocopiatrice, un telefono, un fax, un computer e materiale di cancelleria). Antonello Giovannini Torelli
 
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18/6/2010
SANITA': SINDACATI MEDICI, BENE CHIARIMENTI SU BLOCCO TURN OVER MA PER ISCRITTO  
 
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - Ben vengano chiarimenti sulla possibilità che il blocco del turn over non si applichi alla sanità. A patto che venga tutto messo per iscritto nella manovra. E' il commento dei sindacati dei medici dirigenti, al termine del l'incontro con il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, sulla manovra e sugli effetti per la categoria e per il sistema sanitario nazionale. I medici, che hanno consegnato al ministro le loro proposte di modifica alla manovra, confermano comunque tutte le azioni di protesta, comprese le due giornate di sciopero, che si svolgeranno la prima il 19 e l'altra non appena sarà possibile nei termini di legge dopo lo stop della Commissione di garanzia per il 12 luglio. Fazio, riferiscono i sindacati, si è impegnato a parlarne di alcune delle questioni che hanno suscitato la protesta dei medici già domani in Consiglio dei ministri. "Prendiamo atto della disponibilità e dell'impegno del ministro - afferma Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed - ma è chiaro che le parole non possono essere sufficienti - sottolinea - aspettiamo qualche fatto più concreto prima di poter rinunciare allo stato di agitazione e alle azioni sindacali già programmate. I fatti sono in mano al Governo e al Parlamento, la buona volontà del ministro non è sufficiente". Quello di oggi pomeriggio "è stato un incontro interlocutorio - commenta Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil medici - Abbiamo presentato i nostri emendamenti al ministro, che si è detto disponibile ad accogliergli a patto che siano a saldo invariato". Resta in piedi il problema del precariato, su cui i sindacati attendono una risposta. Potrebbe esser fatta una verifica Regione per Regione, per capire dove i precari sono necessari per assicurare l'assistenza sanitaria, dunque senza la mannaia del 50% prevista dalla manovra. "Questa questione va risolta perché sarebbe la fine del Ssn", osserva Armando Masucci, segretario nazionale della Federazione medici Uil Fpl. Anche sulla questione degli incarichi il ministro si è detto disponibile a modifiche, ma anche in questo caso le sigle della dirigenza medica vogliono che sia tutto chiarito bene per iscritto. I sindacati attendono risposte soprattutto sul blocco del turn over: "rimane ancora punto interrogativo, un problema economico che va verificato", afferma Francesco Lucà, segretario del Sindacato nazionale radiologi.
 
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18/6/2010
SANITA': FAZIO, BLOCCO TURN OVER NON SEMBRA RIGUARDARE SSN  
 
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - Il blocco del turn over "non sembra riguardare la sanità, ma poiché il problema c'è stato posto dai sindacati stiamo procedendo a un approfondimento anche con il ministero dell'Economia". Lo ha affermato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, al termine dell'incontro con i sindacati dei medici del Ssn, che ieri hanno protestato contro la manovra economica del Governo. "La riunione con i sindacati della dirigenza medica - spiega Fazio - si è svolta in un clima cordiale e di collaborazione, anche perché è nostra precisa intenzione e dovere collaborare per cercare di mitigare le problematiche della categoria. In particolare c'è stato posto il problema del blocco del turn over: riteniamo però che questo non interessi la sanità, ma i dipendenti dello Stato". "Gli stipendi dei dirigenti delle Asl - prosegue - vengono dai trasferimenti regionali del Fondo sanitario nazionale che, allo stato per quello che ci risulta, non sembrano toccati dalla manovra. Comunque poiché c'è stato presentato il problema dai sindacati stiamo procedendo a un approfondimento anche con il ministero dell'Economia. Stiamo inoltre verificando la possibilità di condividere gli emendamenti riguardo in particolare agli aspetti degli incarichi e del precariato", riferendosi alle proposte di modifica alla manovra presentate dagli stessi sindacati dei camici bianchi ospedalieri e consegnate ieri alla Commissione Sanità del Senato.
 
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18/6/2010
SANITA' LAZIO: ANAAO, A RISCHIO ASSISTENZA ESTIVA A OSPEDALE S.CAMILLO  
 
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - Allarme dell'Associazione dei medici dirigenti (Anaao Assomed) del Lazio: "All'ospedale San Camillo di Roma è a rischio l'assistenza ai cittadini durante il periodo estivo". "La direzione sanitaria dell'Azienda San Camillo-Forlanini - sottolinea l'Anaao Assomed - chiude per il periodo estivo 172 posti letto in un ospedale già in ginocchio. I primari, mai consultati, e le organizzazioni sindacali hanno appreso dai giornali questo provvedimento che rischia di paralizzare le capacità assistenziali dell'ospedale. Sono addirittura tagliati posti letto destinati all'emergenza-urgenza e al trattamento dei malati di tumore". "Quale assistenza - si domanda il sindacato - sarà offerta ai cittadini durante il periodo estivo? La Regione Lazio è interessata al funzionamento della sanità pubblica e dei grandi ospedali o piuttosto è affascinata dalle spartizioni di potere? Quali rimedi ad una proposta che preannuncia il tracollo del più grande ospedale di Roma? Presidente Polverini - è l'appello dell'Anaao Assomed - se ci sei batti un colpo".
 
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18/6/2010
LAZIO: INCONTRO SU CHIRURGIA MINI-INVASIVA LUNEDI' AL S.GIOVANNI ROMA  
 
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - 'L'appropriatezza clinica della chirurgia mini-invasiva' è il tema del convegno che si terrà lunedì 21 giugno nel complesso ospedaliero San Giovanni-Addolorata di Roma, nell'ambito del corso di formazione sulle tecniche chirurgiche in urologia e sulle indagini radiologiche necessarie prima dell'intervento. All'incontro - riferisce una nota - parteciperanno numerosi esperti tra cui Roberto Gervaso e Gabriella Guasticchi dell'Agenzia di sanità pubblica Regione Lazio, Ignazio Marino della Commissione parlamentare d'inchiesta Ssn, Vincenzo Mirone dell'università Federico II di Napoli, Vito Pansadoro della Fondazione Vincenzo Pansadoro di Roma, Antonio Rotondo dell'università degli Studi di Napoli, Giuseppe Vespasiani dell'università Tor Vergata di Roma. Dopo gli scetticismi iniziali sui costi e l'efficacia, l'appropriatezza clinica delle tecniche chirurgiche mini-invasive è ormai assodata. Oltre ai classici vantaggi cosmetici, di ridotto dolore post-operatorio, di minori perdite ematiche e di una più rapida convalescenza, un ulteriore vantaggio delle metodiche mini-invasive riguarda il fattore economico e sociale, con una riduzione dei costi indiretti, delle liste d'attesa chirurgiche e un risparmio delle risorse umane.
 
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18/6/2010
SANITA': SMI, PER GOVERNO NON E' UNA PRIORITA'  
 
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - "La sanità ha bisogno di una nuova legge sulla governance per ridurre gli sprechi, eliminare l'invadenza dei partiti e amministrare meglio i servizi sanitari, ma nonostante le rassicurazioni è evidente che manca la volontà politica del Governo. Infatti la settimana scorsa alla Camera è arrivato l'ennesimo stop a un ddl che non risponde pienamente ai problemi in campo, ma che può essere un punto di partenza. La maggioranza, invece, non ha tentennamenti a varare una manovra economica che toglie 1 miliardo di euro dalle tasche dei medici". Questo il commento di Gianfranco Rivellini, dirigente nazionale del Sindacato dei medici italiani (Smi), sul taglio previsto dalla manovra economica alla sanità pubblica e sul voto alla Camera dei Deputati, giovedì scorso, sul Ddl sulla governance che ha visto la maggioranza battuta due volte, con il conseguente ritorno del progetto di legge in Commissione. Per lo Smi assistiamo a una politica sulla sanità senza alcuna vocazione riformatrice. "Siamo in linea con i provvedimenti già attuati nell'ultimo decennio da differenti governi - spiega Rivellini - tagli e solo tagli a danno del Ssn e dei cittadini. Con il blocco dei contratti si tolgono ai medici convenzionati e dirigenti oltre 1 miliardo di euro. Altri 10 miliardi verranno meno dai bilanci delle Regioni. Con lo stop al turn over avremo un deficit di oltre 20mila medici e dirigenti, ma assisteremo anche al licenziamento di migliaia di precari che da anni hanno ruolo importantissimo nei nostri ospedali. Dure le ripercussioni quindi su tutta la macchina che garantisce la salute dei cittadini". "Allo stesso tempo - aggiunge Rivellini - non si interviene sui veri nodi che generano sprechi nella sanità, primo fra tutti quello della gestione delle nostre aziende sanitarie. L'ingerenza dei partiti, l'assenza di meccanismi di premiazione del merito sono una delle cause di un sistema che spende, spesso, male e che mette ai margini del governo della sanità gli stessi medici che di questo andazzo sono vittime e unico capro espiatorio". "Per tutte queste ragioni - conclude Rivellini - chiediamo da anni una nuova legge sulla governance che invece stenta ad essere approvata. Ed è evidente, dopo il voto negativo di giovedì scorso alla Camera dei Deputati, che nella maggioranza non c'è volontà politica e che la manovra economica serve a fare solo cassa, non a risolvere le cause della cattiva gestione del Ssn e quindi dei buchi nei bilanci sanitari".
 
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18/6/2010
SANITA': UIL-FPL MEDICI CONTRO SCIOPERO, MANTENERE CONTRATTAZIONE DECENTRATA  
 
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - No allo sciopero, sì alla contrattazione. Questa la strada scelta dalla Uil Fpl Federazione medici in relazione alla protesta dei camici bianchi del Ssn nei confronti dell'ultima manovra finanziaria. "Nell'incontro di oggi pomeriggio con il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, le organizzazioni sindacali mediche scioperanti avanzeranno rivendicazioni e critiche sulla manovra economica, sostanzialmente condivisibili, ma noi restiamo contrari alla proclamazione dei due giorni di sciopero che ripropongono la vecchia macchina da guerra politica, che a noi non interessa". Lo sostiene Armando Masucci, coordinatore nazionale della Uil Fpl Federazione medici. "Abbiamo dichiarato lo stato di agitazione - ricorda Masucci - organizzeremo manifestazioni e gazebo per fare chiarezza, ascolteremo cittadini e operatori. Abbiamo anche programmato una giornata di protesta virtuale per il 14 luglio. Chiederemo pertanto al ministro di mantenere la contrattazione decentrata sugli incarichi, evitando lo spoil system alla Brunetta, e di difendere l'occupazione dei tanti precari medici e veterinari - conclude - attraverso un emendamento sul blocco del turnover in difesa della efficienza del Servizio sanitario nazionale".
 
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17/6/2010
SANITA': DA COMMISSIONE SENATO SI' A MANOVRA, MA SU TURNOVER E INVALIDITA' DUBBI  
 
Roma, 16 giu. (Adnkronos Salute) - No al blocco del turnover per i medici oncologi e per i camici bianchi dei reparti di terapia intensiva. E ancora. Dubbi e perplessità sulla norma che prevede l'innalzamento della percentuale d'invalidità dal 74 all'85%. Sono solo alcune delle osservazioni contenute nel parere favorevole della Commissione Sanità del Senato alla manovra economica. Nello specifico, alla Commissione suscita "preoccupazione che i tagli di risorse per il personale e le norme limitative del blocco del turnover siano suscettibili di impattare sull'assetto organizzativo del Servizio sanitario nazionale provocando carenze strutturali importanti". La Commissione reputa pertanto "opportuno garantire la prosecuzione delle attività dei servizi di assistenza sanitaria qualificata". In particolare, si rileva "la necessità per il personale oncologico, per quello delle terapie intensive e delle nuove tecnologie di conservare l'organico nell'ambito del turnover". L'organo parlamentare esprime inoltre "perplessità" sull'innalzamento della percentuale di invalidità dal 74 all'85%. "Genera il dubbio - si legge nel parere - che possa crearsi danno a disabili impossibilitati a trovare sostegni integrativi oltre il beneficio economico di legge". La Commissione Sanità del Senato invita inoltre il Governo a salvaguardare gli Enti impegnati nell'assistenza e nella prevenzione socio-sanitaria, in particolare la Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) e l'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (Iapb). E ancora. Nelle sue osservazioni, la Commissione evidenzia "la necessità di verificare l'impatto della manovra sull'intera filiera distributiva con particolare riguardo alle farmacie, che sono la spina dorsale del sistema di assistenza farmaceutica territoriale". L'organo parlamentare ritiene inoltre necessario prevedere "un ombrello di protezione per le piccole farmacie". Sulle misure riguardanti il contenimento della spesa farmaceutica, la Commissione evidenzia "la necessità di una revisione delle procedure di gara, trasferendo i possibili benefici economici a sostegno del settore di ricerca e sviluppo in ambito chimico e farmaceutico". E suggerisce pertanto "di legare la riduzione dei prezzi dei farmaci generici ai volumi di vendita piuttosto che ai prezzi al fine di ottenere, con una maggiore penetrazione del farmaco, consistenti risparmi per il Ssn". In materia farmaceutica, infine, la Commissione valuta la possibilità di prevedere "un diritto di prelazione al farmacista interno nel caso di liquidazione della società di gestione delle farmacie comunali interessate". La Commissione, tra le sue osservazioni, evidenzia anche "l'opportunità di un accertamento delle risorse vincolate all'articolo 20 per l'edilizia sanitaria" . E suggerisce al Governo di "destinare comunque" i risparmi derivanti dal blocco dei contratti al finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Risparmi quantificati in "418 milioni di euro per il 2011 e di 1.132 milioni annui a decorrere dal 2012".
 
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17/6/2010
LAZIO: VITERBO, SERVIZIO PSICHIATRICO PROMOSSO DA PAZIENTI E FAMILIARI  
 
Viterbo, 16 giu. (Adnkronos Salute) - Pazienti e familiari soddisfatti del ricovero presso il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) di Viterbo. E' quanto risulta da un'indagine conoscitiva condotta dal 1 gennaio al 31 dicembre 2009 dal personale dell'azienda, che ha somministrato due questionari, uno per l'utente e l'altro per i familiari, riguardanti la soddisfazione e il gradimento rispetto alla degenza, con l'obiettivo di valutare la qualità assistenziale della struttura dell'Ausl di Viterbo. I dati hanno evidenziato un'elevata soddisfazione di pazienti e familiari rispetto alla disponibilità del personale, all'assistenza, all'informazione sulla malattia e alla comunicazione. Un dato meno soddisfacente, invece - riporta una nota - riguarda la percezione di una difficoltà di incontro con gli operatori del Centro di salute mentale del territorio di appartenenza, a cui il capo del dipartimento, Alberto Trisolini, sta cercando di dare una risposta tramite la realizzazione di equipe e protocolli di integrazione ospedale/territorio. Una maggiore attenzione ai bisogni dell'individuo e la trasformazione dell'utente in cliente, hanno portato con sé il bisogno di definire il concetto di 'qualità' di un servizio anche in ambito sanitario. "E' importante sottolineare - spiega Trisolini - che ricerche come questa hanno valore solo se considerate come punti di partenza di nuove forme di collaborazione tra utenti e operatori, che prevedano quindi anche un rimando ai pazienti e alle famiglie sui risultati della ricerca".
 
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17/6/2010
SANITA': PEDIATRI IN ESTINZIONE, TRA 10 ANNI NE MANCHERANNO OLTRE 3.000  
 
Roma, 16 giu. (Adnkronos Salute) - Pediatri in via di estinzione. Tra 10 anni mancheranno all'appello più di 3 mila camici bianchi dei piccoli. A parlare di vera e propria "emergenza pediatrica" gli addetti ai lavori, ovvero la Società italiana di pediatria (Sip). "A essere a rischio - avverte la Sip in una nota - è la rete pediatrica italiana, cioè l'esistenza stessa dei pediatri, messa fortemente in pericolo dai tagli alla formazione e al blocco del turn over". Secondo uno studio realizzato dalla Società italiana di pediatria, il 2020 sarà l'ultimo anno in cui si riuscirà a garantire in Italia l'assistenza sanitaria nel nostro Paese. E da quel momento le cose andranno sempre peggio se, stando alle proiezioni Sip illustrate nel corso dell'Assemblea straordinaria svoltasi a Roma, nel 2025 il deficit di pediatri rispetto al reale fabbisogno nazionale sarà di oltre 3.000 professionisti. "E questo avviene - afferma il presidente della Sip, Alberto Ugazio - proprio mentre il mondo evoluto si ispira alla copertura assistenziale realizzata dall'Italia, attraverso la rete pediatrica sul territorio con il Servizio sanitario nazionale. Il piano sanitario di Barack Obama - prosegue Ugazio - si è ampiamente ispirato a quello italiano, che viene considerato uno dei migliori sistemi sanitari al mondo per qualità e universalità dell'assistenza. Noi, se non si inverte la tendenza, rischiamo di restarne orfani e, soprattutto, i nostri bambini rischiano di rimanere senza cure adeguate". Dallo studio emerge che, mantenendo l'attuale numero di giovani medici specializzati ogni anno in pediatria, i 15.027 professionisti attivi oggi, diventeranno 11.768 nel 2020 e addirittura 8.226 nel 2015. La Sip, che dopo l'estate convocherà a Roma il G8 della pediatria mondiale per fare il punto sulle politiche sanitarie per l'infanzia tra i Paesi leader mondiali, presenterà nei prossimi giorni ai ministri della Salute e dell'Istruzione le proiezioni dell'emergenza pediatrica e un piano di possibili soluzioni. "Siamo noi i primi a riconoscere - sottolinea Ugazio - che così com'è strutturata la rete pediatrica sul territorio nazionale è, in alcune aree, appesantita e poco efficiente rispetto all'attuale domanda di salute. Una riduzione governata del numero di pediatri - conclude Ugazio - è la sola strada condivisibile, a patto che si investa sulla qualità della formazione e sull'approccio multiprofessionale (che vede i pediatri affiancati da psicologi, infermieri e professionisti della riabilitazione), a tutto vantaggio della salute dei bambini e dei ragazzi di domani". "La creazione della rete pediatrica - conclude il numero uno della Sip - diventa più che mai una priorità, specialmente in tempo di crisi, per condividere con le istituzioni un percorso di valorizzazione dell'assistenza all'infanzia".
 
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17/6/2010
SANITA': DA SINDACATI MEDICI 12 EMENDAMENTI A MANOVRA  
 
Roma, 16 giu. (Adnkronos Salute) - Dodici emendamenti di modifica alla manovra economica varata dal Governo. A metterli a punto sono stati questa mattina i sindacati della dirigenza medica del Ssn, per "difendere il sistema sanitario pubblico e garantire l'assistenza sanitaria ai cittadini". Le proposte di modifica verranno consegnate questo pomeriggio alla Commissione Sanità del Senato, dove la manovra è all'esame. A sollevare la protesta dei camici bianchi sono soprattutto alcuni passaggi della manovra. Su tutti: "il blocco del turnover; il licenziamento dei precari; il taglio delle risorse alle Regioni". "I tagli - sottolinea il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise - non possono essere lineari. Vanno adattati alle singole situazioni specifiche e al valore sociale del nostro lavoro. Non si può pensare - aggiunge - che la complessità del mondo sanitario possa essere equiparata a un pubblico ufficio. Con questi emendamenti noi chiediamo che sia riconosciuta la specificità e la peculiarità del lavoro del professionista del servizio sanitario". Ma soprattutto i sindacati chiedono di rimuovere il blocco del turnover. "Questo blocco - spiega Troise - comporterà un'uscita fisiologica dal Ssn di circa 30 mila medici. Produrrà un disastro in termini di allungamento delle liste di attesa, riduzione dell'ospedalizzazione e degli interventi chirurgici. In sintesi - sottolinea il segretario dell'Anaao Assomed - il risultato sarà la riduzione della qualità e della quantità delle prestazioni erogate, e quindi l'impoverimento del Ssn. Cosi com'è - conclude Troise - la manovra non farà che dirottare in maniera occulta molti cittadini verso la sanità privata. Il diritto alla salute finirà per diventerà un diritto di censo". (Adnkronos Salute) - "I 12 emendamenti che abbiamo messo a punto - spiega il segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza - sono finalizzati a garantire tutti i camici bianchi, ma soprattutto i precari, i più penalizzati dalla manovra. Proprio quelli - aggiunge Cozza - che lavorano per lo più in quei reparti più critici come l'emergenza". "Sono tutti emendamenti all'articolo 9 della manovra", sottolinea il presidente della Cimo-Asmd, Riccardo Cassi. "Non c'è nessuna proposta di modifica, ad esempio, al taglio del 5% delle retribuzioni che superano i 90 mila euro. Gli emendamenti riguardano solo le misure che mettono in crisi il Servizio sanitario nazionale, come il blocco del turnover". Blocco che colpisce pesantemente anche gli anestesisti. "Già oggi - spiega Vincenzo Carpino, presidente dell'Aaroi-Emac - abbiamo una carenza organica di circa 1.500 unità. Fra il blocco del turnover e il taglio dei precari entro i prossimi tre anni ne perderemo altri 2 mila. Questo significa - conclude - che delle 50 mila operazioni chirurgiche che si effettuano ogni giorno in Italia, 10 mila sono destinate a saltare".
 
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17/6/2010
SANITA': CORTI (FIMMG), 9 MEDICI DI FAMIGLIA SU 10 SU INTERNET PER INFORMARSI  
 
Roma, 16 giu. (Adnkronos Salute) - Tra gli studenti di lavoro dei medici di famiglia italiani Internet è ormai immancabile. Nove camici bianchi su dieci navigano abitualmente per cercare informazioni professionali. E spesso usano i social network: il 30% ha un profilo online su questi spazi e tra questi la metà, per un totale di circa 6.000 medici, ha scelto Facebook, seguito a distanza da MySpace e Twitter. Lo indicano i primi dati di una ricerca avviata dalla Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) sull'utilizzo dell'informatica e dei nuovi strumenti tecnologici, che sarà conclusa "nei prossimi mesi e presentata in autunno", ha spiegato Fiorenzo Corti, responsabile della comunicazione del sindacato, oggi all'incontro dedicato ai 'Nuovi canali per l'informazione scientifica', organizzato a Roma da Business International. "I medici di famiglia che usano Internet a casa o in studio - spiega Corti - sono la stragrande maggioranza. In alcune regioni, come l'Emilia Roma dove l'Adsl è disponibile per tutti, il 100% dei camici bianchi accede alla Rete". Serve pero' capire meglio come. Ed è l'obiettivo della ricerca avviata dalla Fimmg. "Tenendo conto che la nostra categoria è 'vecchia', con un'età media di circa 55 anni, sarà interessante - aggiunge Corti - capire come le giovani generazioni utilizzano questi strumenti rispetto ai colleghi più attempati. La ricerca che stiamo realizzando permetterà di avere una fotografia completa per regioni, sesso, età e altro sull'uso di questi strumenti".
 
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17/6/2010
SANITA': FAZIO SU PROTESTA MEDICI, EVITARE ALLARMISMI IN QUESTO MOMENTO  
 
Roma, 16 giu. (Adnkronos Salute) - "Invito tutti a non essere allarmisti, specialmente in un momento difficile per il Paese come questo". Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, invoca la calma intervenendo oggi a Roma all'assemblea pubblica di Assobiomedica e risponde così alle domande dei giornalisti sul sit in di protesta dei medici pubblici, in programma oggi davanti al Senato. I camici bianchi manifestano contro la manovra finanziaria che, secondo gli anestesisti, mette a rischio almeno 10 mila interventi chirurgici al giorno. "Nessuno - assicura Fazio - vuole il collasso del Paese. Tra oggi e domani dovrei incontrare Anaao e Cimo, con loro vedremo se ci sono soluzioni alternative. Ribadisco la nostra disponibilità a rivedere la manovra a conti invariati, ma ribadisco anche l'invito a non parcellizzare le proteste, associazione per associazione. Questo atteggiamento - conclude - non credo che sia conveniente per nessuno".
 
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16/6/2010
ATTENZIONE - CERTIFICATI PER PERMESSO DI SOGGIORNO PER BADANTI - LEGGE 3 AGOSTO 2009 N. 102  
 


PREDISPOSTA DALLA PREFETTURA, D’INTESA CON L’ORDINE DI ROMA, LA PIATTAFORMA WEB TRAMITE LA QUALE SARA’ POSSIBILE CONFERMARE I DATI E GLI ELEMENTI DEI CERTIFICATI

Come precedentemente comunicato, diffondiamo la nota pervenuta dalla Prefettura di Roma “Sportello unico per l’immigrazione” e la relativa procedura informatica alla quale il medico di base può accedere via internet.

In particolare per accreditarsi il medico, direttamente o per il tramite dell’Ordine, deve inviare una richiesta di attivazione dell’utenza all’indirizzo: immigrazione.pref_roma@interno.it, contenente i propri dati anagrafici. Successivamente il medico riceverà sempre via e-mail la password, che è necessario modificare al primo accesso.
 
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16/6/2010
SALUTE: ROMA CAPITALE MONDIALE DI CHIROPRATICA PER 3 GIORNI  
 
Roma, 15 giu. (Adnkronos Salute) - A giugno Roma diventa la capitale della chiropratica. Professionisti di tutto il mondo si sono dati appuntamento, infatti, dal 24 al 26 al Melià Roma Aurelia Convention center di Roma per una manifestazione dedicata a incontri e dibattiti sulla disciplina. "In Italia - dice John Williams, presidente dell'Associazione italiana chiropratici (Aic) - c'è ancora tanta ignoranza sulla nostra professione. Tuttavia sono sempre di più gli studenti di medicina interessati alla chiropratica, che si rivolgono a noi per informazioni e consigli. Purtroppo ad oggi l'unico consiglio che possiamo dare loro è quello di andare a studiare all'estero, perché nel nostro Paese ancora non è stato istituito l'Ordine dei chiropratici". Con il convegno di giugno, spiegano gli organizzatori, l'Italia dimostra di non essere più fanalino di coda dell'Europa in questo campo. "Negli ultimi anni, in Italia, si è assistito a un vero e proprio boom della medicina manuale. Basti pensare - continua Williams - che solo una trentina di anni fa il numero dei chiropratici in Italia si poteva contare sulle dita delle mani. Oggi l'Aic vanta centinaia di membri".
 
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16/6/2010
SANITA': FAZIO, DA NUOVI GOVERNATORI LAZIO E CAMPANIA VOLONTA' RISANAMENTO  
 
Roma, 15 giu. (Adnkronos Salute) - Sui conti in rosso della sanità "i nuovi governatori di Lazio e Campania, dimostrando la volontà di risanamento e di instaurare un dialogo costruttivo con i ministeri competenti, hanno presentato immediatamente dopo il loro insediamento e nei tempi fissati dal Patto della Salute i piani di rientro dal deficit". Lo ha precisato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in una nota. "Valutazioni espresse nel corso della presentazione del rapporto Ceis sulle Regioni in disavanzo sanitario si riferiscono - come espressamente dichiarato dal ministro - alla situazione esistente prima delle elezioni amministrative dello scorso marzo", si sottolinea nella nota. "Le Regioni in disavanzo oggetto di piano di rientro e commissariate - ha inoltre sottolineato il ministro - hanno ereditato dai precedenti governi una grave situazione debitoria". Durante l'incontro di oggi Fazio aveva spiegato che alcune Regioni, rispetto ai piani di rientro, sono più avanti di altre, riferendosi a Sicilia e Abruzzo.
 
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16/6/2010
LAZIO: VITERBO, AL BELCOLLE PRIMO DEFIBRILLATORE A CONTROLLO REMOTO  
 
Viterbo, 15 giu. (Adnkronos Salute) - E' perfettamente riuscito l'intervento eseguito dai medici dell'Unità operativa di elettrofisiologia dell'ospedale Belcolle di Viterbo, diretta da Massimo Sassara, che lo scorso 8 giugno hanno impiantato il primo defibrillatore automatico con controllo remoto su un paziente di 72 anni affetto da cardiomiopatia dilatativa, patologia che può portare a morte improvvisa. Si tratta di una strumentazione avanzata e innovativa dal punto di vista tecnologico, sottolinea una nota. Un 'grande fratello' buono che sorveglia e monitora lo stato clinico dell'impiantato, trasmettendo quotidianamente informazioni al centro cardiologico di riferimento, allertandolo in caso di anomalie. Ed è questo l'enorme passo in avanti compiuto, in quanto da oggi sarà possibile intercettare e segnalare per tempo anche i disfunzionamenti cardiologici e non più intervenire solo successivamente al loro verificarsi. "Con l'impianto effettuato la settimana scorsa - spiega Sassara - l'ospedale di Belcolle si conferma all'avanguardia nella cura delle patologie cardiache. Il defibrillatore impiantato - conclude Sassara - permette di ridurre in maniera significativa il numero di controlli ambulatoriali senza incidere in alcun modo sulla sicurezza del paziente".
 
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16/6/2010
SANITA': CSS AL LAVORO SU PIANO NAZIONALE VACCINI  
 
Roma, 15 giu. (Adnkronos Salute) - "Il Consiglio superiore di sanità sta elaborando una prima bozza del piano nazionale vaccini". Ad affermarlo è Walter Ricciardi, presidente III sezione Css, questa mattina a Roma durante l'incontro 'La prevenzione: un futuro rosa". "Il ruolo delle Istituzioni è cruciale - continua Ricciardi - Il Governo, nella persona del ministro Ferruccio Fazio, ha cambiato le regole del gioco affidando questo compito al Css e noi ci stiamo lavorando: deve esserci un'evidenza scientifica forte delle vaccinazioni che vengono introdotte, devono esserne dimostrate l'efficacia e la sicurezza, e deve essere valutato il costo", precisa. "Dal 2001 sono le Regioni che erogano i vaccini - ricorda Ricciardi - e da allora sono emerse tutte le differenze da zona a zona. Questo è un nodo che va risolto. Stiamo lavorando affinché il vaccino possa far parte dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Le difficoltà sono tante - ammette - non so se ci riusciremo. Bisogna operare tutti insieme: dal Parlamento alle Istituzioni, dagli operatori sanitari ai media".
 
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16/6/2010
SANITA': SMI E SNAMI, CON MANOVRA SOTTO ATTACCO INTERO SISTEMA PUBBLICO  
 
Roma, 15 giu. (Adnkronos Salute) - Con la manovra economica è sotto attacco tutta la sanità pubblica. Ne sono convinti Smi e Snami, sindacati dei medici convenzionati con il servizio sanitario nazionale - medici di famiglia, del 118, dei servizi, della guardia medica, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali - che esprimono sostegno alle iniziative di protesta indette dall'intersindacale della dirigenza medica, amministrativa e veterinaria, contro la manovra varata dal Governo. Le due sigle saranno a fianco dei camici bianchi della dirigenza a partire dalla manifestazione di domani, cui parteciperanno con una delegazione. Per le organizzazioni sindacali "il decreto legge colpisce in modo iniquo un settore già sottofinanziato, che ha, invece, bisogno di maggiori investimenti per avviare una seria riorganizzazione delle cure primarie. La domanda di salute - ricordano le due sigle in una nota congiunta - in questo decennio è radicalmente mutata, ma il nostro Ssn non riesce a costruire politiche adeguate per cambiare l'organizzazione dei servizi sul territorio, valorizzando i professionisti che vi operano e puntando sulla centralità del cittadino". Smi e Snami denunciano un deciso peggioramento delle condizioni lavorative dei medici convenzionati che hanno perso sempre più peso economico a causa della crescita dell'inflazione (affitti, strutture, personale) e della maggiore pressione fiscale. "A ogni tornata contrattuale si è chiesto ai medici convenzionati di 'stringere la cinghia' e allo stesso tempo si è imposto un maggiore onere organizzativo e burocratico, estraneo ai compiti naturali del professionista. Il tutto a scapito della presa in cura dei cittadini e del rapporto fiduciario con il paziente. Ora con la manovra si bloccano i rinnovi dei contratti e quindi delle prossime convenzioni, con un'evidente, ed ulteriore, perdita economica per i medici del settore", sottolineano. Non ultima, continuano le due sigle sindacali, "la beffa della legge Brunetta che impone l'invio online obbligatorio dei certificati, senza che però si sia prima verificata la fattibilità tecnica del nuovo meccanismo. E se qualcosa non funzionerà, come è certo che sarà, viste e note le difficoltà della rete telematica sul territorio italiano, i medici potranno subire gravi sanzioni".
 
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16/6/2010
SANITA': RAPPORTO CEIS, DIMENSIONI ASL UNA 'GIUNGLA' DA REGIONE A REGIONE  
 
Roma, 15 giu. (Adnkronos Salute) - La dimensione media delle Asl italiane sfiora oggi i 350 mila abitanti, con variazioni evidenti da regione a regione. Lo dice il Rapporto Ceis Sanità 2009, presentato oggi a Roma. Da un punto di vita organizzativo - emerge dal VII report del Centro studi economici e internazionali della Facoltà di economia dell'università Tor Vergata - il sistema vede alcune tendenze comuni come l'accorpamento delle Asl e la riduzione dei posti letto per acuti, ma con velocità diverse e altrettante forze centrifughe a livello regionale, ultimamente accelerate per effetto del federalismo. Si passa dal milione e mezzo di abitanti dell'unica Asl della Regione Marche - spiega il Rapporto - ai 118.200 abitanti della Regione Basilicata, con un rapporto di 1 a 12. Analogamente, la dimensione media dei distretti passa dai 154 mila abitanti in media della Regione Lazio, superando di fatto la soglia dei 60 mila abitanti indicata dalle norme, a meno di 25 mila del Molise, con una rapporto di circa 1 a 6. Le differenze sono ancora più marcate per altre forme di presidio che caratterizzano la primary care. I punti di guardia medica, ad esempio, vanno dai 61.700 abitanti in media per punto di guardia della Provincia autonoma di Bolzano ai 4.200 della Regione Basilicata. I consultori dai 57 mila abitanti in media della Provincia autonoma di Trento ai 5.700 della Regione Valle d'Aosta. I Centri di salute mentale dai 118.200 abitanti in media nella Regione Basilicata ai 15.700 della Regione Valle d'Aosta.
 
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15/6/2010
LAZIO: MONDIALI 2010, MAXISCHERMO ALL'IRE A AL SAN GALLICANO DI ROMA  
 
Roma, 14 giu. (Adnkronos Salute) - Un maxischermo per seguire, anche dalla corsia di un ospedale, le partite della Nazionale italiana di calcio ai Mondiali 2010 in Sudafrica. A partire dall'esordio di questa sera, alle 20.30 contro il Paraguay. E' l'iniziativa lanciata dal direttore generale dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena e dell'Istituto dermatologico San Gallicano di Roma, Francesco Bevere. La proiezione delle partite degli azzurri sarà aperta non solo ai pazienti degli Istituti, ai loro familiari e al personale in servizio - riferisce una nota - ma anche a tutti i cittadini del XII Municipio di Roma che volessero condividere questi momenti di svago. 'La persona prima di tutto', ricorda l'ospedale, è lo slogan che accompagna tutte le iniziative rivolte a soddisfare i bisogni delle persone ospitate nei nostri Istituti. E' all'interno di questo progetto che si inserisce anche questa ennesima iniziativa, con l'obiettivo di contribuire a migliorare la qualità di vita degli ospiti degli Istituti e dei loro familiari, permettendogli di recuperare e vivere momenti di normale quotidianità. "La nazionale di calcio in una caratteristica è unica: durante i Mondiali - afferma in merito all'iniziativa il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo Sport, Rocco Crimi - durante i Mondiali riesce a trasportare tutti gli italiani in una dimensione parallela, in cui si parla di calcio e si vive con i tempi del calcio. L'iniziativa è apprezzabile proprio per questo: grazie al maxischermo, l'Istituto nazionale tumori Regina Elena e l'Istituto dermatologico San Gallicano diventeranno una piazza, una delle tante in cui le famiglie si troveranno per fare il tifo". "Riteniamo - ha affermato il Direttore Francesco Bevere - che il compito di una struttura ospedaliera al servizio delle persone, non sia solamente quello di garantire la qualità e l'appropriatezza delle cure ma, al pari, quello di saper soddisfare a pieno i bisogni inespressi degli assistiti". E ancora: "Con questa iniziativa vogliamo dimostrare come e quanto i nostri Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico siano radicati nel territorio e come quest'ultimo diventi stimolo e sostegno alle nostre iniziative, in uno spirito globale di collaborazione, aggregazione e supporto reciproco".
 
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15/6/2010
LAZIO: AUSL VITERBO, SPORTELLO ASSOCIAZIONI DISTRETTO 3 COMPIE UN ANNO  
 
Viterbo, 14 giu. (Adnkronos Salute) - Compie un anno lo sportello delle associazioni della Cittadella della salute di Viterbo. In programma, quindi, un bilancio iniziale del progetto che ha come referente Simonetta Tribuzi e che è inserito nelle attività del servizio sociale del Distretto 3, coordinato da Patrizia Prosperi. Un bilancio decisamente positivo, non solo per il numero delle associazioni che hanno aderito all'iniziativa, 11 a cui se ne stanno aggiungendo altre 4, ma anche per i risultati raggiunti sotto il profilo della collaborazione tra i soggetti protagonisti e dell'apporto informativo fornito ai cittadini. Il servizio - si legge in una nota dell'Ausl di Viterbo - è nato nel 2009 per rispondere adeguatamente alla necessità di rete e di collegamento presente nel mondo dell'associazionismo viterbese e della solidarietà sociale, in modo da garantire un'offerta completa e coerente agli utenti che ad esso si rivolgono quotidianamente, con particolare attenzione alle persone con fragilità. Tra le attività erogate dallo sportello, la diffusione di informazioni su attività specifiche e su iniziative che coinvolgono il mondo del volontariato, la consulenza alle associazioni, il sostegno ai cittadini nei percorsi sanitari e socio sanitari. L'obiettivo finale è quello di favorire l'utente nell'incontro con le realtà associative e nell'incrementare, tra queste, le occasioni di dialogo.
 
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15/6/2010
SANITA' LAZIO: ANISAP ANNUNCIA RICORSO A TAR CONTRO DECRETI POLVERINI  
 
Roma, 14 giu. (Adnkronos Salute) - Nel Lazio 'in bilico' "radiografie e risonanze magnetiche. In pericolo l'attività delle strutture ambulatoriali e riabilitative private". A lanciare l'allarme è l'Anisap Lazio che denuncia "l'iniquità e la pericolosità dei provvedimenti della Regione Lazio che colpiscono cittadini, operatori sanitari e lavoratori". E, preannunciando un immediato ricorso al TAR contro le cosiddette misure Polverini, critica duramente "una manovra improvvisa e frettolosa che ha ascoltato solo le imposizioni dettate dal Governo nell'ambito del Piano di rientro" e che ha portato la Giunta a "scelte che rendono disastrosa la gestione economica dell'assistenza sanitaria". Anisap Lazio punta il dito, in particolare, contro i "decreti n. 44 e 45, destinati a tagliare l'assistenza garantita dalle strutture ambulatoriali private". Secondo l'Associazione, "si è trattato di un vero e proprio colpo di mano, realizzato ignorando le proposte che Anisap Lazio ha sempre posto all'attenzione della Regione, basate su soluzioni razionali indirizzate al risparmio, come la stessa concertazione con indicazioni date per un'organica integrazione tra ambulatori pubblici e privati". "I progressivi tagli economici che si sono conclusi per l'anno 2010, con un ulteriore abbattimento del 4% sul budget e del 50% sulle tariffe di alcune analisi - evitando di introdurre, denuncia l'associazione, dispositivi di appropriatezza delle prestazioni, di vigilanza sui sistemi di esenzioni specie riguardo le autocertificazioni per reddito, di riordino della rete ambulatoriale programmandola sui territori - sono la dimostrazione di un pericoloso stato di confusione anche politica oltre che di scarsa conoscenza del settore". "Questa grave situazione - denuncia l'Anisap - determinerà la scomparsa per asfissia gestionale delle strutture ambulatoriali private capillarmente disposte sul territorio, con contestuale aumento delle liste d'attesa e dei contributi economici per ottenere l'assistenza". L'Associazione ripropone "con determinazione i suoi progetti tesi all'efficienza e al risparmio, e chiede l'intervento urgente dei ministri della Salute e dell'Economia affinché il Piano di rientro possa raggiungere gli obiettivi di risparmio senza sconvolgere i canoni dell'assistenza, bene primario del cittadini". L'Anisap Lazio, realtà che associa 280 strutture ambulatoriali, il 50% di quelle operanti nella Regione Lazio, "giudica attualmente improponibile ricorrere a uno sciopero che colpirebbe solo i cittadini, ma ritiene allo stesso tempo necessario mettere in atto tutte quelle forme di pressione capaci di scongiurare il tracollo della rete ambulatoriale". Preannuncia, dunque, "un immediato ricorso alla giustizia del TAR affinché vengano sospesi e annullati e quindi riesaminati i citati decreti emanati dal Commissario ad Acta". L'Anisap Lazio chiama in causa anche i Consiglieri regionali "affinché, con un attento e rapido esame di quanto potrebbero determinare i decreti, provvedano agli opportuni interventi correttivi che possano assicurare con l'oculata gestione delle risorse, l'appropriatezza e l'efficienza principi fondamentali di una moderna assistenza sanitaria".
 
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15/6/2010
SANITA': ANCHE MEDICI FAMIGLIA CONTRO MANOVRA, SNAMI IN STATO DI AGITAZIONE  
 
Roma, 14 giu. (Adnkronos Salute) - Non solo i medici ospedalieri, anche quelli di famiglia sulle barricate. Lo Snami, il Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani, proclama lo stato di agitazione. Nel mirino: l'applicazione della normativa relativa alla certificazione online e gli effetti della manovra economica varata dal Governo. Il segretario nazionale Snami, Pasquale Orlando, denuncia che la situazione sanitaria nazionale, in rapporto all'applicazione della normativa relativa alla certificazione online, "non ha subito alcuna variazione, nonostante le criticità denunziate, come la mancata applicazione della legge che impone la contemporaneità dell'obbligo di certificare online da parte di tutte le figure professionali interessate, la mancata convocazione per le modifiche relative alle incombenze extra sanitarie della certificazione, come la anagrafica del lavoratore e non ultima la problematica delle certificazioni domiciliari". A provocare il malcontento dei medici di famiglia c'è anche la manovra, che, a detta di Orlando, "oltre al contributo economico richiesto alla categoria, di fatto blocca la prossima trattativa per il rinnovo contrattuale". Senza contare che, per lo Snami, il contratto appena concluso "era propedeutico al rinnovo per il prossimo quadriennio normativo". A questo punto, è facile evincere, conclude Orlando, il "forte disagio che la manovra comporterà in termini, non solo economici, ma principalmente all'assistenza ai cittadini".
 
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15/6/2010
FECONDAZIONE: STUDIO, PER BEBE' IN PROVETTA PIU' RISCHI MALFORMAZIONI  
 
Roma, 14 giu. (Adnkronos Salute) - I bebe' nati grazie alla provetta sono più a rischio di malformazioni congenite. E' quanto emerge da uno studio francese, che sarà presentato oggi alla conferenza annuale dell'European Society of Human Genetics in corso a Gothenburg (Svezia). Il team di Geraldine Viot, genetista del Maternité Port Royal Hospital di Parigi, sottolinea che le coppie che stano pensando di sottoporsi a trattamenti di fecondazione assistita dovrebbero essere informate di questi rischi dai medici. Il gruppo di Viot ha condotto uno studio in 33 centri di fecondazione assistita in Francia, circa un terzo delle strutture autorizzate nel Paese. Sono state esaminate tutte le nascite dal 2003 al 2007, per un totale di 15.162 bimbi 'in provetta'. "Abbiamo rilevato una malformazione congenita maggiore nel 4,24% dei bambini, rispetto al 2-3% che ci aspettavamo in base a precedenti studi pubblicati". Questo tasso più alto "in parte - spiega la ricercatrice - è dovuto a un eccesso di cardiopatie e malformazioni del sistema uro-genitale, molto più comuni nei maschi. Fra le malformazioni minori, abbiamo rilevato invece un tasso cinque volte più alto di angioma" un tumore benigno "che è risultato più frequente nelle bambine". Si tratta di dati importanti, ma comunque ben lontani dall'11% di malformazioni maggiori emerso da alcune ricerche, come evidenziano gli stessi studiosi. "Dal momento che il nostro lavoro è il più vasto realizzato fino ad ora - dice la Viot - pensiamo che i nostri dati siano probabilmente i meglio rappresentativi della 'fotografia' reale". E se le cause delle malformazioni sono ancora da chiarire, "è importante che tutti i medici siano informati di questo risultato. Inoltre dobbiamo seguire tutti i bimbi nati grazie alla fecondazione assistita - conclude - per cercare di capire quale delle procedure sia implicata nel problema".
 
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14/6/2010
SANITA' LAZIO: ASP PROPONE SISTEMA TRIAGE REGIONE COME MODELLO NAZIONALE  
 
Roma, 11 giu. (Adnkronos Salute) - Utilizzare in tutto il territorio nazionale il modello di triage 'globale' già sperimentato nei pronto soccorso del Lazio, per stabilire al meglio le priorità di assistenza. Un sistema che, tra i diversi modelli individuati, sembra garantire in modo migliore gli obiettivi di presa in carico della persona. E' la proposta dell'Agenzia di sanità pubblica del Lazio (Laziosanità-Asp), al primo Congresso nazionale dedicato al triage, patrocinato dalla Regione e dalla stessa Agenzia, che si è aperto questa mattina all'università 'Sapienza' di Roma e che si concluderà domani. "Decentrare è utile - ha spiegato il presidente di Laziosanità-Asp, Lucio D'Ubaldo - ma talvolta è più utile unire e integrare. La proposta di triage 'globale' corrisponde alla esigenza di fornire a tutti i cittadini un servizio di emergenza sanitaria efficiente in ogni Regione. Il Lazio ha sperimentato procedure interessanti, oggi meritevoli di essere assunte a fondamento di un coerente sistema nazionale. Al di là della retorica sul federalismo uno sforzo di armonizzazione può incidere, in misura considerevole, sui costi e sull'efficacia delle prestazioni assistenziali". Il modello di triage 'globale' garantisce una valutazione approfondita e completa delle condizioni del paziente, necessaria soprattutto quando si verifica una maggiore affluenza nei pronto soccorso. Lazio Sanità-Asp dal 2002 - ha spiegato Gabriella Guasticchi, direttore generale dell'Agenzia - ha avviato il progetto 'Triage modello Lazio, nel quale è stato individuato il triage globale quale modello da utilizzare in tutti i pronto soccorso della regione, in quanto, "tra i vari modelli esistenti, sembra essere quello maggiormente in grado di garantire il raggiungimento degli obiettivi del triage realizzando una presa in carico completa della persona e delle sue problematiche. L'Agenzia di Sanità Pubblica intende, quindi, promuovere, con questo Congresso, l'utilizzo del triage globale a livello nazionale". Il Lazio è facilitato in questo percorso, conclude Guasticchi, "dal fatto che tutti i Pronto Soccorso della regione utilizzano il sistema GIPSE, uno strumento informatico di supporto alle attività del PS, attraverso il quale è possibile registrare tutte le attività di triage e seguire l'intero percorso terapeutico del paziente".
 
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14/6/2010
LAZIO: AUSL VITERBO, AUMENTANO INTERVENTI OSPEDALE CIVITA CASTELLANA  
 
Viterbo, 11 giu. (Adnkronos Salute) - Migliora l'attività condotta dal team dell'unità operativa di Chirurgia dell'ospedale di Civita Castellana, diretta da Fabio Cesare Campanile. Lo testimoniano i dati relativi al primo trimestre del 2010 e ricavati da uno studio condotto, nei giorni scorsi, sulla base dei database della sala operatoria e di quello delle cartelle consegnate nella direzione sanitaria dell'Andosilla. Si conferma, dunque - si legge in una nota dell'Ausl Viterbo - il trend positivo che era già emerso nell'ultimo trimestre del 2009. Da gennaio a marzo del 2010 la Chirurgia falisca ha riscontrato un aumento del 21,5% dei ricoveri in regime ordinario rispetto all'analogo trimestre del 2010. Gli interventi chirurgici effettuati dalla struttura complessa in regime ordinario vedono, poi, un incremento del 49,3% e quelli in regime di day surgery addirittura un aumento del 135%. Il tasso di occupazione posti letto è invece salito dal 72,39% del primo trimestre 2009 all'84,5%. In miglioramento anche il tasso di operabilità (Drg chirurgici sul totale): 56,18% ad inizio 2010 contro il 45,34% riportato lo scorso anno. "Questi due indicatori (occupazione posti letto e tasso di operabilità) - spiega Campanile - vengono valutati tra l'altro per determinare l'appropriatezza del lavoro svolto in una chirurgia e l'efficienza, ma indicano anche l'attrattiva esercitata dalla struttura. Può essere utile inoltre sottolineare che la percentuale degli interventi in chirurgia laparoscopica nel periodo considerato è del 33,96%, in sensibile aumento non soltanto se raffrontato al periodo corrispondente del 2009 (11,84%), ma anche al trimestre immediatamente precedente".
 
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14/6/2010
LAZIO: ASL ROMA C-COMUNE INSIEME SU SPORTELLO UNICO ATTIVITA' PRODUTTIVE  
 
Roma, 11 giu. (Adnkronos Salute) - E' la Asl Roma C la prima nella Capitale ad attivare una sperimentazione dello sportello unico per le Attività produttive, inaugurato questa mattina dal sindaco Gianni Alemanno all'assessorato Attività produttive in via Dei Cerchi a Roma. Dopo la firma di un protocollo d'intesa con l'assessorato alle Politiche economiche del Comune di Roma, infatti, la Asl Roma C ha snellito, in 3 municipi del proprio territorio (VI, IX e XII), tutte le procedure necessarie ad avviare un'attività produttiva con strutture commerciali, industriali, artigianali e di servizi. L'ufficio di igiene della Asl dell'Eur permetterà all'impresa di presentare al proprio municipio, oltre alla dichiarazione di inizio attività, un'autodichiarazione in cui assicura di possedere tutti i requisiti igienico-sanitari. Il municipio inoltrerà i documenti al dipartimento di Prevenzione della Asl, che invierà i suoi tecnici a verificare che la struttura sia in regola. "E' un'innovazione importante non solo per le soluzioni che può dare - sostiene il direttore generale della Asl Roma C, Elisabetta Paccapelo - ma anche perché dà vita a un rapporto diverso di fiducia fra cittadino e pubblica amministrazione che si assume una doppia responsabilità, dimostrando una crescita civile". "Siamo la prima Asl a collaborare con il Comune di Roma in questo progetto - spiega Stefano Marzani, direttore del servizio igiene e sanità pubblica che fa capo al dipartimento di prevenzione della Asl Roma C - e abbiamo firmato questo protocollo d'intesa sperimentale di 6 mesi dopo due anni di lavoro coordinato con il Comune di Roma. Inoltre, ogni 30 giorni - continua Marzani - il gruppo di lavoro della nostra Asl, dei municipi e del Comune si riunisce per valutare e risolvere le criticità che emergono durante il percorso".
 
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14/6/2010
LAZIO: UMBERTO I (ROMA), AMBULANZA DONATA A MISSIONARI DEL BIAFRA  
 
Roma, 11 giu. (Adnkronos Salute) - Consegnate oggi le chiavi dell'autoambulanza donata dal Policlinico Umberto I di Roma all'Infant Jesus Sanatorium del Biafra, nell'est della Nigeria. La vettura, dismessa per l'azienda, è stata riallestita delle attrezzature necessarie, revisionata in tutte le parti e rifornita dei documenti necessari per l'espatrio. Secondo Don Gregorio Ndubisi, presente alla consegna per il Jesus Sanatorium, "in queste zone povere del Biafra non esistono collegamenti e mezzi, e chi si rivolge alle strutture come le nostre, per visite mediche, percorre distanze di centinaia di chilometri. Questo mezzo ci aiuterà a portare soccorso nelle capanne dei villaggi, e nel caso si renda necessario il ricovero, a trasportare la popolazione all'ospedale più vicino". Ndubisi ha infine ringraziato la direzione del Policlinico capitolino per la sensibilità dimostrata.
 
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14/6/2010
LAZIO: VITERBO, ASSEMBLEA PER DISCUTERE PIANO RIORDINO RETE OSPEDALIERA  
 
Viterbo, 11 giu. (Adnkronos Salute) - L'immediata convocazione di un'Assemblea per discutere il piano di riordino della rete ospedaliera regionale. La chiedono i rappresentanti del Comitato di rappresentanza della conferenza per la sanità della provincia di Viterbo al presidente della Conferenza locale per la sanità della provincia di Viterbo. "Ieri alcuni rappresentanti del Comitato - si legge in una nota dell'azienda sanitaria - hanno incontrato il direttore generale dell'Ausl di Viterbo per un colloquio di aggiornamento e approfondimento sull'applicazione dei decreti riguardanti il piano degli interventi per la riconduzione dell'offerta ospedaliera per acuti, riabilitazione post acuzie e lungodegenza medica agli standard previsti dal patto per la salute 2010-2012". Tra i punti fondamentali da discutere in Assemblea, la suddivisione territoriale che vedrebbe inserita la Ausl di Viterbo in una nuova collocazione denominata Macroarea 4.
 
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14/6/2010
SANITA': PROTESTA SINDACATI MEDICI MERCOLEDI' A ROMA CONTRO MANOVRA  
 
Roma, 11 giu. (Adnkronos Salute) - I medici serrano le fila e fanno fronte comune contro la manovra economica varata dal Governo. I sindacati della dirigenza del Servizio sanitario nazionale si sono dati appuntamento mercoledì prossimo per una giornata di protesta nazionale, con assemblee nei luoghi di lavoro e sit-in a Piazza Navona a Roma. Un 'antipasto' dello sciopero unitario di due giorni indetto per il 12 e il 19 luglio. "Le organizzazioni sindacali dei medici, veterinari, sanitari e amministrativi del Ssn - si legge in una nota dell'Intersindacale - manifestano forti preoccupazioni per alcuni contenuti della manovra, capaci di produrre conseguenze negative sui cittadini utenti del Servizio sanitario nazionale ed effetti eccessivamente penalizzanti sui professionisti della sanità, in particolare quelli più giovani". Le posizioni della categoria e il calendario delle proteste saranno illustrate nella conferenza stampa in programma mercoledì alle 13 all'Hotel Nazionale (piazza Montecitorio). La nota è firmata da: Anaao Assomed; Cimo-Asmd; Aaroi-Emac; Fp Cgil medici; Fvm; Fassid; Fesmed; Anpo; Ascoti; Fials medici; Sds Snabi; Upi; Sinafo; Fedir sanità; Sidirss.
 
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11/6/2010
SANITA' LAZIO: FAZIO, TRA 15 GIORNI RISPOSTA A DECRETI POLVERINI  
 
Roma, 10 giu. (Adnkronos Salute) - "Entro 10-15 giorni avremo delle risposte per le valutazioni sui decreti presentati" dal presidente della Regione Lazio Renata Polverini nei giorni scorsi al Governo. Lo ha annunciato il ministro della Salute Ferruccio Fazio intervenuto a margine di un convegno su 'Alcol e droga', oggi a Roma. "Sto aspettando che i miei uffici mi trasmettano le valutazioni - precisa il ministro - bisogna solo aspettare i tempi tecnici, ma non credo che ci vorrà molto. Entro due settimane avremo delle risposte".
 
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11/6/2010
SANITA': 48 PROGETTI A FINANZIAMENTO PUBBLICO-PRIVATO, ITALIA SECONDA IN UE  
 
Roma, 10 giu. (Adnkronos Salute) - Con 48 progetti aggiudicati per un valore di 3,3 miliardi di euro (su un totale di 73 progetti del valore di 4,5 miliardi di euro), pari al 73% dell'ammontare complessivo degli investimenti nazionali, l'Italia si posiziona al secondo posto nella classifica dei Paesi europei ed extra europei nel mercato del Project Finance (Pf) applicato alle collaborazioni pubblico-private in sanità, dopo il Regno Unito. Paese, quest'ultimo, con il modello più avanzato di Pf, grazie a 102 progetti aggiudicati del valore di 14,8 miliardi di euro (su 163 complessivi del valore di 20,5 miliardi di euro). Terzo in classifica il Canada con 29 progetti da 3,2 miliardi di euro (su un totale di 59 progetti per 6,5 miliardi di euro). Sono i dati emersi dal IX Osservatorio nazionale sul Project Finance in sanità resi noti oggi a Milano, in occasione dell'incontro 'Finanza & Sanità'. "Riconfermata - sottolinea una nota di Finlombarda - anche la leadership della Lombardia, tra le regioni italiane con 17 progetti (23% del totale) del valore di 1,3 miliardi di euro (29% del totale)". "Pur essendo il secondo mercato di Pf in sanità - ha dichiarato Marco Nicolai, direttore generale di Finlombarda - l'Italia sembra aver perso l'originaria vivacità, registrando per il secondo anno consecutivo un incremento solo del 3%, nonostante si tratta di uno strumento che aiuta a contenere l'impegno finanziario pubblico". "E' necessaria - ha aggiunto - una regia nella promozione di questo mercato, che fino a oggi è mancata e che la testimonianza di molti relatori internazionali evidenzia essere presente in tutti i Paesi. Molti hanno dedicato alla promozione del project finance agenzie pubbliche dedicate, e nei Paesi più dinamici sono sorte joint venture con i privati, garantendo a tutte le stazioni appaltanti competenza e celerità nella gestione di questo strumento. E, allo stesso tempo, economizzando sulle consulenze oggetto di tagli nella manovra finanziaria varata dal Governo".
 
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11/6/2010
ABORTO: LAZIO APPROVA LINEE GUIDA SU RU486  
 
Roma, 10 giu. (Adnkronos Salute) - Sono state approvate dalla Giunta del Lazio le linee guida per la somministrazione della pillola abortiva Ru486. Le direttive prevedono che il farmaco venga "somministrato esclusivamente in regime di ricovero ospedaliero, in linea con il parere del Consiglio superiore di sanità e la determina dell'Agenzia italiana del farmaco". Lo spiega il governatore Renata Polverini, in una conferenza stampa seguita alla riunione della Giunta. Ma la strada intrapresa dalla pillola della discordia per approdare negli ospedali laziali non finisce qui. "Abbiamo dato mandato alla Asp - spiega la presidente - di stimare il fabbisogno di posti letto da dedicare all'interruzione di gravidanza con Ru486. Bisognerà dunque attendere un successivo provvedimento che individui le strutture con i requisiti migliori per salvaguardare la salute delle donne".
 
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11/6/2010
SANITA': IN ITALIA MIGLIORANO TEMPI D'ATTESA, MA MOLTI PAZIENTI COSTRETTI A VIAGGI  
 
Roma, 10 giu. (Adnkronos Salute) - Migliora il rispetto dei tempi delle liste d'attesa nel nostro Paese. Prenotare e eseguire una visita specialistica senza finire alle 'calende greche' è infatti sempre più possibile. A patto che, purtroppo, ci si sobbarchi anche un lungo spostamento, anche al di fuori del proprio territorio di competenza. E' quanto emerge dal VI rapporto Audit civico di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato illustrato oggi a Roma. L'indagine è il frutto di un'analisi sul 2009 effettuata su 87 aziende italiane, 35 aziende ospedaliere e 52 Asl. Nella maggioranza delle strutture osservate - si legge nel Rapporto - vengono rispettati i limiti stabiliti dalle norme in vigore nel momento della rilevazione sui tempi massimi. Ecco nel dettaglio i casi negativi. Per la visita urologica, ad esempio, a fronte dei 30 giorni previsti dalla legge come limite massimo d'attesa, 7 Asl su 45 prese in esame la erogano nei 90 giorni, solo 2 nei 120. Per la visita oculistica (30 giorni previsti), 14 Asl la offrono in 90 giorni e 2 in 120. Per la visita neurologica (30 giorni previsti), ci vogliono 90 giorni in 12 Asl. Per l'ecografia ginecologica (60 giorni previsti), in 5 Asl bisogna aspettare 90 giorni, in 2 entro i 120 giorni e nel 10% dei casi bisogna rivolgersi a un'altra Asl. Per l'ecodoppler cardiaco (60 giorni), in 10 Asl si è costretti ad aspettare 90 giorni, in 7 fino a 120, in 4 più di 4 mesi. Per la spirometria (60 giorni), solo in un caso si devono aspettare 120 giorni. Per la risonanza magnetica nucleare e il tronco encefalico (60 giorni), in 6 Asl la si può ottenere in 90 giorni, in 2 fino a 120 giorni, 7 aziende sfondano questo muro. Per laTac addome completo, infine, a fronte dei 60 giorni stabiliti per legge, una Asl arriva entro i 90 giorni, in due entro i 120 e in altrettante oltre i 4 mesi.
 
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11/6/2010
SANITA': IL RAPPORTO, FATISCENTE UN OSPEDALE SU DUE  
 
Roma, 10 giu. (Adnkronos Salute) - In Italia il 50% degli ospedali è fatiscente. Si evidenziano infatti segni di trascuratezza e disattenzione, con scarsa abilità nel garantire un buon livello di manutenzione. E' quanto emerge dal VI rapporto Audit civico di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, presentato oggi a Roma. L'indagine è il frutto di un'analisi sul 2009 effettuata su 87 aziende sanitarie italiane, di cui 35 ospedali e 52 Asl. In oltre la metà delle strutture visitate, infatti, sono stati rilevati evidenti segni di fatiscenza. Nel 40% dei casi - si evidenzia nel Rapporto - sono state riscontrate richieste di intervento non soddisfatte dopo ben 15 giorni. In generale, comunque, il comfort sembra essere migliorato rispetto agli ultimi anni. Le stanze con più di 4 posti letto sono il 10% e quelle prive dei servizi igienici ammontano al 20%. Nell'83% dei casi presi in esame, inoltre, l'ospedale è dotato di sportello bancomat. Solo pochissime realtà continuano ancora ad avere ambulatori sprovvisti di spazi di attesa o rifiutano di fornire ai degenti gli accessori per la consumazione dei pasti.
 
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11/6/2010
SANITA': 32 MILA MEDICI 'UNDER 40', CON MANOVRA PERDERANNO 40 MILA EURO IN 3 ANNI  
 
Silvi Marina (Te), 10 giu. (Adnkronos Salute) - In Italia sono circa 32 mila i medici 'under 40' che lavorano nella sanità pubblica. A loro la manovra economica sembra riservare le sorprese più amare. "Per effetto di questo provvedimento, subiranno una perdita di quasi 40 mila euro in tre anni". E' l'allarme lanciato nel corso del 21.mo Congresso dell'Anaao Assomed, che ha deciso di dare voce a questa generazione di medici affidando loro un settore dell'Associazione: nasce infatti il 'Coordinamento Anaao giovani'. "Di questi 32 mila camici bianchi - spiega l'Anaao Assomed - 7 mila sono donne e 7 mila precari. I loro problemi vanno dalla formazione, alla stabilizzazione del posto di lavoro, alla crescita professionale, ai problemi della carriera, con le donne sempre più spesso discriminate in seguito a scelte personali legate alla maternità e alla famiglia". L'azione del Coordinamento sarà centrata su alcuni temi fondamentali, tra cui: la formazione e il precariato. Per i medici 'under 40' intervenuti al Congresso, "la formazione, completamente affidata alle Università, rimane inadeguata, soprattutto dal punto di vista della pratica professionale". Pesanti handicap anche per chi è precario. "Le professionalità acquisite mediante varie tipologie di contratto, dal Co.Co.Co. al dirigente medico a tempo determinato - spiegano i giovani camici bianchi - vivono nell'incertezza lavorativa totale, con l'impossibilità di programmare la propria vita e la propria carriera". Problemi anche per i medici stabilizzati. "Una volta entrati nel Ssn i giovani camici bianchi affrontano quotidianamente difficoltà che vanno dalla iniqua distribuzione dei carichi e ruoli di lavoro, all'impossibilità della crescita economico professionale, finendo con la totale incertezza legata al futuro previdenziale. E - concludono i giovani medici dell'Anaao Assomed - in un mondo della medicina che va tingendosi di 'rosa', il ruolo delle donne è ancora tutto da definire".
 
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10/6/2010
Nota informativa importante concordata con l'Agenzia Italiana Del Farmaco ( AIFA)  
 
Nuove importanti informazioni di sicurezza sull'associazione tra Efedrina ed Ischemia Miocardica
 
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10/6/2010
GRADUATORIE REGIONALI PROVVISORIE DI SETTORE VALIDE PER L’ANNO 2010  
 
Pubblicazione sul Supplemento Ordinario n. 107 al Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 20 del 28/05/2010 delle
GRADUATORIE REGIONALI PROVVISORIE DI SETTORE VALIDE PER L’ANNO 2010 (ART. 15 Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i Medici di Medicina Generale del 23 marzo 2005)
Domande presentate entro il 31 gennaio 2009
Entro 30 giorni dalla data di pubblicazione è proponibile, ai sensi dell’art. 15 comma 9 dell’Accordo, istanza di riesame della posizione in graduatoria da presentare in carta libera alla struttura competente.
Il ricorso va presentato a:
Assessorato alla Sanità
Direzione Regionale Programmazione Sanitaria
Risorse Umane e Sanitarie
Area D4/54/06
Via Rosa Raimondi Garibaldi,7 – 00145 Roma RM
 
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10/6/2010
Notizia di prova  
 
prova tecnica di pubblicazione
 
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10/6/2010
SANITA' LAZIO: MONTINO SCRIVE A BERLUSCONI, EVITI TSUNAMI FISCALE  
 
Roma, 9 giu. (Adnkronos Salute) - "Oggi ho scritto una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, perché intervenga per evitare che, a causa del silenzio irresponsabile della presidente Renata Polverini, di tutto il Pdl e dei suoi alleati sulla situazione della sanità del Lazio, nelle tasche dei cittadini di questa Regione si scarichi a breve l'onda d'urto di uno tsunami fiscale". Secondo il capogruppo Pd alla Regione Lazio, Esterino Montino, a "produrlo è la combinazione di tre elementi: la pesantissima e iniqua manovra del Governo, che toglie risorse alle Regioni per trasporti, scuola, sanità, energie rinnovabili, l'aumento dell'Irpef comunale dello 0,4% e il quasi certo aumento delle aliquote Irpef e Irap (0,15 e 0,30) regionali, causato dalla possibile bocciatura dei debolissimi decreti attuativi del piano di rientro della sanità adottati in fretta e furia dalla commissario ad acta". "Ho ragione di ritenere, per averli studiati a fondo - incalza Montino - che i provvedimenti del 31 maggio non siano perfettamente in linea con gli obiettivi fissati. Appaiono raffazzonati e strutturalmente deboli. Nel piano di disegno della nuova rete ospedaliera, tanto per citare una delle lacune più evidenti, non è contenuto nemmeno lo schema riassuntivo dei risparmi. Ancora oggi nessuna struttura privata ha firmato i contratti con il servizio sanitario regionale, necessari a stabilire il tetto di spesa per il 2010. Tutto il sistema dell'ospedalità religiosa, a partire dal Gemelli, è in forte stato di fibrillazione". "Nei prossimi mesi, come previsto dal Decreto 49 - continua il capogruppo del Pd - circa 310 responsabili di posizioni organizzative perderanno la loro funzione e la relativa parte economica. Lo stesso discorso vale per 1.400 coordinatori. Perderanno reddito e sul minore reddito pagheranno più tasse. Una beffa che, almeno per quanto riguarda le aliquote regionali, si può ancora tentare di scongiurare". "Il tempo a disposizione - secondo Montino - è ormai ridotto al lumicino, ma un tentativo va comunque fatto. Ho chiesto a Berlusconi di intervenire attraverso i ministri competenti affinché il Tavolo tecnico, nel valutare i decreti, tenga conto del contesto generale, usi un metro meno rigido di quello applicato a noi negli ultimi tre anni, così da sbloccare, anche se in extremis, dei fondi Fas necessari ad evitare l'aumento delle tasse". "In alternativa - aggiunge - chiedo di valutare la possibilità di concedere alla Regione Lazio la moratoria di un anno per far scattare l'aumento delle aliquote. Sono ipotesi di buon senso e realistiche e soprattutto necessarie per evitare che nel Lazio gli effetti della crisi nazionale evolvano da gravi a gravissimi".
 
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10/6/2010
CHIRURGIA: INTERVENTI 'ESTREMI' IN DIRETTA, A ROMA SUMMIT MONDIALE  
 
Roma, 9 giu. (Adnkronos Salute) - Roma capitale del 'bisturi estremo'. Per una tre giorni di interventi di chirurgia laparoscopica e robotica in diretta, al via domani, davanti agli occhi di 500 specialisti. Fino a sabato si terrà infatti il Congresso europeo di laparoscopia 2010 'Challenges in Laparoscopy & Robotics', nel corso del quale il gotha del settore a livello mondiale non si limiterà a fare relazioni dal podio. "Alcuni tra i migliori 17 chirurghi del mondo - spiega oggi Vito Pansadoro, presidente del Congresso, anticipando a Roma i temi del summit - eseguiranno 18 operazioni su 17 pazienti nell'arco di tre giorni. Interventi estremi in laparoscopia o alla consolle di un robot, trasmessi in diretta dalla sala operatoria". Teatro degli interventi, la casa di cura Pio XI della Capitale: saranno utilizzate contemporaneamente due sale operatorie per le laparoscopie e una per la robotica. "Si tratterà di operazioni difficili, perché su pazienti già operati più volte". In due settori che hanno fatto notevoli passi avanti negli ultimi anni. "La chirurgia robotica - dice Pansadoro - ha in qualche modo 'democratizzato' la chirurgia laparoscopica, prerogativa di specialisti molto dotati e molto abili: gli americani sono passati dagli interventi 'a cielo aperto' direttamente al robot, mentre la laparoscopia è più difficile e a rischio 'malpractice' - avverte - con conseguenze legali rischiosissime". 'Star' degli interventi di chirurgia robotica è la prostatectomia, alla quale negli ultimi anni si sono aggiunti i tumori agli organi posti al di fuori della pelvi, come i reni. "Oggi circa il 60-70% dei tumori renali viene diagnosticato incidentalmente, in una fase iniziale. La chirurgia mini-invasiva - prosegue l'esperto - è la più indicata per la terapia di queste forme iniziali". Gli interventi più frequenti sono la prostatectomia radicale, la nefrectomia parziale e la pieloplastica, ovvero la correzione di un difetto degli ureteri, i 'tubicini' che permettono il passaggio dell'urina dal rene alla vescica. Un altro organo trattato in laparoscopia o robotica è proprio la vescica. "Stiamo parlando di una chirurgia a un livello superiore con una precisione che non era mai stata raggiunta sino ad ora", dice Pansadoro. A operare nel corso del summit saranno alcuni tra i migliori chirurghi del mondo, provenienti da Cina, Australia, Europa e Stati Uniti, "tutti giovani, sotto i 54 anni, pronti a cimentarsi su casi al limite delle possibilità umane". Fra i 'maestri': l'indiano Vipul Patel, che lavora a Orlando, fa 5 prostatectomie al giorno e ha un curriculum di oltre 3500 asportazioni radicali; lo svedese Peter Viklund, che si 'cimenta' quasi solo in cistectomie e ricostruzioni ortotopiche, mentre il belga Alex Mottrie eseguirà una ricostruzione dell'uretere utilizzando il robot di ultima generazione. Oltre agli interventi di resezione parziale del rene per asportare piccoli tumori, saranno effettuati due interventi di correzione di stenosi (restringimento) dell'uretere dovuti a endometriosi. Verranno poi effettuate anche due pieloplastiche rispettivamente in chirurgia robotica e in chirurgia laparoscopica, utilizzando strumenti di 3 mm, per correggere un difetto congenito del giunto pielo-ureterico. Sarà poi eseguita 'a quattro mani' una cistectomia e una linfadenectomia estesa (asportazione di linfonodi), da un chirurgo tra i migliori al mondo che adesso è cattedratico alla University of Southern California di Los Angeles, l'indiano Inderbir Gill, e dal più grande esperto del mondo in questo campo, Viklund, che con una sua tecnica personale ricostruirà la nuova vescica. Ma cosa cambia per il paziente? "Una delle più recenti acquisizioni - spiega l'esperto - è il superamento della 'malattia chirurgica', dolori, fleboclisi, il dover stare a letto e non riuscire ad alzarsi dopo l'intervento. Oggi con la laparoscopia lo stesso intervento si effettua solo con tre, quattro o cinque buchetti. La situazione del malato migliora, anche perché non c'è perdita di sangue. E oggi con un taglietto in zone dove non si sente dolore (per esempio sotto la 'linea del bikini') siamo in grado - conclude - di asportare un rene e il paziente il giorno dopo è già in grado di muoversi".
 
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10/6/2010
SANITA': EFFETTO MANOVRA SU MEDICI, -4.760 EURO IN MENO L'ANNO IN BUSTA PAGA  
 
Silvi Marina (Te), 9 giu. (Adnkronos Salute) - Una perdita media annua di circa 4.200 euro, più altri 560 euro per chi gode dell'indennità di esclusività (ovvero oltre il 95% del totale) e una diminuzione degli organici stimabile tra i 24 e i 32 mila medici in meno, che nel frattempo saranno andati in pensione e per i quali non ci potrà essere rimpiazzo. Sono queste le principali ricadute, "a regime nel 2012", della manovra economica del Governo per i medici del Ssn, secondo quanto rilevato da Quotidiano Sanità. Il quotidiano online ha calcolato gli effetti sulle retribuzioni del blocco dei contratti 2010-2012 e le ripercussioni sugli organici del personale medico conseguente al blocco del turn over. L'analisi è stata illustrata oggi, a margine del 21.esimo Congresso nazionale dell'Anaao Assomed in corso a Silvi Marina (Teramo). "Per quanto riguarda in particolare la perdita nelle retribuzioni - spiega Quotidiano Sanità - il calcolo è stato effettuato stimando il mancato introito nel 2012 dell'aumento retributivo del 5,60%, che presumibilmente sarebbe scattato con il prossimo contratto. Mancati introiti che, per i primari si tradurranno nella busta paga del 2012 in circa 9.300 euro in meno, cui si aggiungono altri 840 euro in meno sulla voce indennità di esclusività. Per i direttori di struttura semplice in circa 6.700 euro in meno, più 700 euro per l'esclusività. Mentre per i dirigenti con più di 5 anni di anzianità la perdita scende a circa 3.400 euro, cui si aggiungono 420 euro in meno per l'esclusività. Per i medici con meno di 5 anni di anzianità, che sono però quelli che guadagnano di meno, la perdita, sempre nel solo 2012, si ferma invece a 3.200 euro".
 
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10/6/2010
SANITA': USB, STABILIZZARE 2 MILA PRECARI CROCE ROSSA  
 
Roma, 9 giu. (Adnkronos Salute) - Riaprire il percorso di stabilizzazione del personale precario della Croce Rossa Italiana (Cri), riformare la pianta organica e istituire un tavolo interministeriale per risolvere qualsiasi controversia. Queste le richieste dell'Unione sindacale di base (Usb), che ha proclamato per oggi uno sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori precari e stabili della Cri. Il sit in di protesta è attivo da questa mattina nella sede romana della Croce Rossa, in via Toscana. Il punto più delicato, ovviamente, riguarda il futuro del personale precario che ammonta attualmente a circa duemila operatori. "Bisogna riprendere al più presto il percorso di stabilizzazione dei precari - spiega Francesco Spataro, portavoce dell'Usb pubblico impiego - perché questa strada è stata abbandonata un anno fa dopo che è stato consegnato un questionario al ministero della Funzione pubblica che sosteneva il falso. Sul documento c'era scritto che non c'erano precari, mentre in realtà sono circa duemila in tutta Italia". Il braccio di ferro tra sindacato e direzione generale non finisce qui. "Ancora stiamo attendendo una riforma della pianta organica - prosegue Spataro - perché molti impieghi della Croce Rossa vengono affidati a personale militare, pagato dalla funzione pubblica, che esercita queste mansioni in borghese, come qualunque dipendente civile o volontario. In realtà questi lavori andrebbero affidati a tutto quel personale precario che attende delle risposte, e ancora ci sarebbe un esubero di posti". Il sindacato auspica anche un confronto diretto con le Istituzioni. "Da tempo chiediamo un tavolo interministeriale - sottolinea il sindacalista - che coinvolga i dicasteri della Salute, del Welfare, della Funzione pubblica, della Difesa e degli Interni per risolvere il problema. Invece, pare che non ci sia la volontà politica di farlo". Spataro puntualizza come si siano ormai stravolte le gerarchie all'interno della Cri. "Dopo i volontari - osserva - ora non ci sono più i dipendenti civili, ma i militari. Bisogna cambiare qualcosa". La preoccupazione del sindacato, inoltre, "è che presto anche il personale effettivo si trovi in difficoltà. C'è infatti sempre il timore - aggiunge Spataro - che questo diventi un ente di diritto privato. E da alcuni segnali lanciati dal commissario straordinario della Cri, Francesco Rocca, le nostre preoccupazioni sono legittime". Infine, l'Usb chiede anche il rispetto di tutte le norme sindacali e quelle sulla sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, "visto che alcuni non ce l'hanno. Stiamo preparando una documentazione che consegneremo ai Vigili del fuoco in merito alla situazione in cui versa il Centro di educazione motoria (Cem) di Roma, con un'ala non a norma. Vogliamo che venga ristrutturato - conclude - visto che non ci sono nemmeno gli scivoli per i pazienti in carrozzina".
 
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10/6/2010
SANITA': ANAAO CONFERMA SCIOPERO MEDICI 12 E 19 LUGLIO CONTRO MANOVRA  
 
Silvi Marina (Te), 9 giu. (Adnkronos Salute) - I medici non mollano la presa e mantengono la linea dura contro la manovra economica varata dal Governo. L'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica, conferma le due giornate di sciopero nazionale, indette insieme a tutte le organizzazioni sindacali dei medici, veterinari, sanitari e amministrativi del Ssn per il 12 e 19 luglio, e il sit-in davanti al Senato il 16 giugno. Non solo. La sigla invita i suoi iscritti a ulteriori forme di protesta: "rispetto tassativo dell'orario di lavoro; blocco degli straordinari; astensione da ogni attività che non faccia parte dei compiti istituzionali". L'appello e la conferma della linea dura arrivano da Silvi Marina, dove si tiene il 21.esimo Congresso nazionale che sabato 12 giugno porterà alla nomina del nuovo segretario nazionale Anaao, dopo che Carlo Lusenti ha assunto il ruolo di assessore alla Sanità dell'Emilia Romagna. "Non possiamo accettare - sottolinea il vicesegretario nazionale dell'associazione, Costantino Troise - che questo Governo tagli insieme alle risorse anche i diritti. Le conseguenze delle scelte contenute nella manovra si rifletteranno sui medici, che vedranno fortemente penalizzate le condizioni di lavoro quotidiane, costretti dal blocco del turnover a svolgere turni massacranti, straordinari, festivi e reperibilità in eccesso. Ma stessa sorte toccherà ai cittadini a cui si offrirà un servizio pubblico sempre più povero. In gioco non c'è solo il rispetto di una categoria, ma la credibilità e affidabilità del sistema sanitario pubblico che rischia il collasso sotto il peso di scelte distruttive". Al ministro della Salute Ferruccio Fazio, presente al Congresso, l'Anaao Assomed ha chiesto un impegno e un intervento decisivi affinché in Parlamento la legge sia modificata: "esclusione della sanità dal blocco del turnover; esclusione del Ssn dal congelamento delle retribuzioni; esclusione della sanità dalla riduzione della spesa per personale precario (che non può essere equiparato ai consulenti)". "Chiediamo - aggiunge Troise - attenzione e giusta considerazione nei confronti delle nostre rivendicazioni, al pari di quelle concesse ad altre categorie cui di certo non viene affidata la salute dei cittadini italiani". "Vigileremo sull'iter dei lavori parlamentari affinchè - conclude - il testo venga modificato e nel frattempo porteremo avanti la nostra battaglia sindacale inasprendo, se necessario, il calendario di manifestazioni preannunciato".
 
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10/6/2010
SANITA': FAZIO SU MANOVRA, DA MEDICO CAPISCO RAGIONI CATEGORIA  
 
Silvi Marina (Te), 9 giu. (Adnkronos Salute) - "Da medico mi trovo in grande difficoltà e capisco le ragioni dell'amarezza della categoria". Ad affermarlo è il ministro della Salute Ferruccio Fazio rivolgendosi ai medici dirigenti dell'Ssn che hanno proclamato uno sciopero contro la manovra correttiva, nel suo intervento oggi al 21.esimo congresso nazionale dell'Anaao Assomed, in corso a Silvi Marina (Teramo). "Mi metto a disposizione - aggiunge Fazio, rivolgendosi ai camici bianchi - per valutare ipotesi migliorative al provvedimento. Vi assicuro che nell'ambito dei risparmi necessari ho fatto quello che potevo per evitare tagli alla sanità. Vediamo che cosa si potrà recuperare in sede di conversione del decreto". "Purtroppo - precisa il ministro - la manovra è stata resa necessaria dai mercati. Come negli altri Paesi europei, anche in Italia è stato necessario orientarsi sulla riduzione della spesa pubblica. Sono stati chiesti sacrifici, come il blocco del turn over a tutti i dipendenti pubblici, nessuno escluso. Quindi anche ai lavoratori della sanità. Respingo l'accusa - conclude - che questa manovra sia un attacco al sistema sanitario pubblico".
 
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9/6/2010
RILASCIO AUTORIZZAZIONI ALL'ESERCIZIO PROFESSIONALE STUDI MEDICI/ODONTOIATRICI  
 
IN ALLEGATO LA NOTA INVIATA DAL PRESIDENTE, DOTT. MARIO FALCONI, ALL'ON.LE RENATA POLVERINI CON LA QUALE SI CHIEDE UN INTERVENTO URGENTE RELATIVAMENTE ALLE PROBLEMATICHE RELATIVE ALL'APERTURA DI NUOVI STUDI MEDICI/ODONTOIATRICI
 
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9/6/2010
Progetto " Clergy Helper" rivolto a psicologi e psichiatri cristiani  
 
ILLUSTRAZIONE DEL PROGETTO “CLERGY HELPER” RIVOLTO A PSICOLOGI E PSICHIATRI CRISTIANI PROMOSSO DA: ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PRO CLERO http ://www.pro-clergyassociation.org LA NOSTRA ASSOCIAZIONE PONE IN CONTATTO PSICOLOGI E PSICHIATRI CRISTIANI CON SACERDOTI CATTOLICI, PROTESTANTI O ORTODOSSI CHE STANNO ATTRAVERSANDO UN PERIODO DI CRISI VOCAZIONALE O PROBLEMI PSICOLOGICI O PSICHIATRICI CHIUNQUE SIA INTERESSATO PUO’ SCRIVERE A info@adottaunsacerdote.org O COMPILARE IL MODULO PRESENTE SUL NOSTRO SITO
 
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9/6/2010
LAZIO: DALLA DISPLASIA AL CANCRO, CONVEGNO ALL'UMBERTO I DI ROMA  
 
Roma, 8 giu. (Adnkronos Salute) - Tumori di colon-retto ed esofago, appropriatezza terapeutica ed efficacia degli screening: questi i temi sotto i riflettori al IX Convegno nazionale Isse (International Meeting of Surgical Endoscopy), al via il 10 giugno alle 8.30 nell'Aula Paride Stefanini del Policlinico Umberto I di Roma. Titolo del summit: 'Dalla displasia al cancro: nuovi orientamenti diagnostici e terapeutici'. Proprio i tumori del colon-retto - ricorda una nota - rappresentano la seconda causa di morte per neoplasia dopo il cancro del polmone nell'uomo e quello della mammella nella donna. Anche se la sopravvivenza dei casi diagnosticati nei primi anni '90 mostra una tendenza all'aumento rispetto ai casi registrati negli anni '80, nella maggior parte dei casi la malattia viene ancora diagnosticata in stadio avanzato e lo screening per i tumori del colon-retto risulta la misura più efficace nel ridurre la mortalità. Durante il convegno, vari ospedali romani, il Cancer Center di Tokyo e il Dipartimento di gastroenterologia di Amsterdam saranno collegati in rete, per poter assistere in diretta a interventi eseguiti con le ultime metodiche chirurgiche.
 
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9/6/2010
SANITA': L'ESPERTO, PIANI DI RIENTRO DEFICIT SU MISURA PER OGNI REGIONE  
 
Roma, 8 giu. (Adnkronos Salute) - I piani di rientro dal deficit sanitario, ai quali sono sottoposte le Regioni che hanno i conti della sanità in rosso, "devono essere come vestiti fatti su misura". Ed "è certo che le aree dove si è concentrato il disavanzo sono molto complesse e ci vorrà molto tempo per rientrare". Ne è convito Federico Spandonaro, esperto di economia sanitaria e docente dell'università Tor Vergata di Roma che stima in almeno 4-5 anni i tempi necessari alle Regioni più grandi e complesse, come il Lazio. "Le Regioni sono molto diverse non ci può essere un unico modo per agire", spiega l'esperto all'Adnkronos Salute a margine del seminario, in corso a Roma, su "La metodologia per i piani di rientro", organizzato dall'Aies insieme all'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). E nel 'tagliare' su misura i piani contro il deficit si deve considerare anche "il tempo per il rientro di cui ciascuna ha bisogno", aggiunge l'esperto. Le dimensioni che hanno assunto i 'buchi' di bilancio in questo settore "sono tali - ricorda Spandonaro - che è impensabile rientrare in poco tempo". Evidentemente, però, è compito delle Regioni "garantire che le misure adottate siano strutturali, e non si tratti semplicemente di 'aggiustamenti' finanziari per un rientro economico a breve termine, con il rischio di ricreare il debito in pochi anni". Quando si è deciso di ricorrere allo strumento dei piani "si sperava in una maggiore rapidità. Ora - sottolinea Spandonaro - è chiaro a tutti che non sarà così, soprattutto per le Regioni più grandi, che necessiteranno di un tempo congruo. Qualcuno ha parlato, nell'incontro di oggi, anche 5-10 anni. Speriamo che servirà di meno. Ma si tratta di anni, non certo di mesi: se una Regione viaggia a più di un miliardo di disavanzo l'anno, come il Lazio, non si può tagliare" questa "cifra in un anno solo. Ci vorranno almeno 4 -5 anni". Anche secondo Nerina Dirindin, ex assessore alla Sanità della Sardegna e docente alla Facoltà di economia all'università di Torino. " I tempi saranno più lunghi del previsto. Ma questo argomento non deve essere usato strumentalmente da alcune Regioni per non cominciare mai. Lo sapevamo da anni che ci volevano tempi lunghi e che bisognava lavorare per risanare i conti". "Le Regioni che hanno una situazione migliore oggi - aggiunge Dirindin - è perché negli anni '90 hanno cominciato a mettere in atto politiche di riorganizzazione della rete assistenziale. Un lavoro che adesso gli consente di essere adeguate. Sono preoccupata, però, che alcune Regioni rivendichino più tempo semplicemente perché vogliono dilazionare cambiamenti faticosi, politicamente, da portare avanti". "Ai ripiani - conclude Spandonaro - non si dovrebbe proprio arrivare. Il punto è far funzionare il sistema di delega sanitaria alle Regioni in modo da evitare che si arrivi ai disavanzi. La questione, o meglio la sfida futura, sarà far funzionare il federalismo senza che questo continui a generare disavanzi".
 
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9/6/2010
SANITA' LAZIO: DG ARES 118, MEZZO MILIONE DI INTERVENTI L'ANNO  
 
Roma, 8 giu. (Adnkronos Salute) - "Mezzo milione di interventi l'anno per un servizio che funziona 24 ore su 24: siamo un punto di riferimento per i cittadini". Lo ha affermato Antonio De Santis, direttore generale facente funzioni dell'Ares 118, questa mattina a Roma durante la conferenza stampa di apertura del congresso internazionale sull'emergenza in sanità, in Campidoglio. "Noi - continua De Santis - riceviamo circa 1.800 chiamate al giorno solo su Roma, milioni di chiamate ogni anno. Non tutte le chiamate necessitano di un soccorso, il cittadino si rivolge a noi per i più svariati motivi. In ogni caso, però, cerchiamo di dare una mano. Speriamo in un potenziamento, anche se ci rendiamo conto delle difficoltà oggettive, pensiamo alla crisi economica. Noi cerchiamo di usare nel modo migliore le nostre risorse". De Santis ricorda anche le 'finte chiamate' che arrivano al 118: "E' difficile dire quante siano e rendono difficile l'erogazione di un buon servizio. Chi lo fa non si rende conto che per ogni chiamata fasulla sottraiamo un mezzo alla collettività", avverte. "Il numero unico per le emergenze - conclude il dg Ares 118 - in Europa è una realtà e rappresenterebbe anche per l'Italia un notevole passo in avanti. Non sarà così semplice attuarlo, ma il percorso è iniziato".
 
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9/6/2010
SANITA' LAZIO: GRAMAZIO, OPERATORE 118 RISPONDERA' IN CENTRALE OPERATIVA 113  
 
Roma, 8 giu. (Adnkronos Salute) - "Il Lazio è l'unica Regione che presto vedrà un operatore fisso del 118 nella centrale operativa del 113 della Questura di Roma, che risponde solo alle chiamate di sanità. Questo è già un passo in avanti". Ad affermarlo è Domenico Gramazio (Pdl), vice presidente della Commissione Sanità del Senato, questa mattina a Roma durante la conferenza stampa di apertura del congresso internazionale sull'emergenza in sanità, in Campidoglio. "L'Europa ha già disposto che vi sia un numero unico per l'emergenza - aggiunge Gramazio - Bisogna ora adeguarsi alle disposizioni europee, per avere un numero che possa rispondere immediatamente alle necessità di sicurezza e di sanità". "Nei prossimi giorni - continua Gramazio - parleremo anche con il presidente della Regione per potenziare il piano sanitario per l'estate". E per quanto riguarda i tagli che hanno interessato la Regione Lazio, il senatore dice: "Tocca all'Ares 118 sopperire al lavoro di alcune strutture alle quali verranno tagliati posti letto. Bisogna stabilire nuove modalità di accreditamento sia per il pubblico che per il privato e lavorare con intelligenza".
 
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9/6/2010
SANITA': CHIRURGHI OSPEDALIERI, MANOVRA SCONCERTA E PREOCCUPA  
 
Roma, 8 giu. (Adnkronos Salute) - 'J'accuse' dei chirurghi ospedalieri alla manovra sui conti pubblici decisa dal Governo, che apporta "tagli alla sanità - a detta dell'Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi) - fatti a colpi di scure". "Siamo sconcertati e molto preoccupati", riconosce Rodolfo Vincenti, presidente dell'Associazione. "Pur comprendendo la difficoltà globale nella quale si trova il nostro Paese - incalza Vincenti - non possiamo tacere di fronte a tali iniziative di stretta attività finanziaria che riguardano il nostro settore. In particolare, la manovra prevede il blocco delle assunzioni per 4 anni: con questa misura verranno a mancare figure indispensabili". Il presidente dell'Acoi ricorda in una nota che "sono più di 4,5 milioni gli interventi chirurgici praticati in un anno nelle strutture ospedaliere. I dati pubblicati fanno prevedere una riduzione pari a 78 mila unità (medici e non) ed oltre 5.000 precari messi alla porta. Di fronte a tale cieca decimazione eseguita a colpi di scure - prosegue - non è secondario segnalare che i medici che rimarranno, subiranno un taglio tra blocco di contratti, convenzioni e degli scatti di anzianità, di molto superiore a 5.000 euro a testa". "Il nostro compito non si limita alla tutela del chirurgo - sottolinea poi Vincenti - ma soprattutto si estende alla tutela dei pazienti, che purtroppo toccheranno con mano il significato delle previste riduzioni di organico". E ancora, invocando la Costituzione, il presidente dell'Acoi sottolinea che "non ci sembra del tutto rispettato l'art. 32 della Carta, che al comma 1 recita: 'la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività'. Quindi - aggiunge - un diritto non vago, ma fondamentale per la tutela della salute". L'Associazione dei chirurghi ospedalieri esprime preoccupazione per le conseguenze che i tagli previsti dalla finanziaria provocheranno al Sistema sanitario nazionale. "Siamo convinti che, se tagli si devono fare - incalza Vincenti - si dovrebbe guardare a tutti quegli apparati amministrativi esistenti, dai costi spropositati e ben documentati, che potrebbero essere aboliti e trasferite le relative competenze. Non è però compito nostro dare suggerimenti - conclude il presidente dell'Acoi- ma stigmatizziamo con forza i pericoli e le nefaste conseguenze che tale manovra avrà nel mondo della Sanità italiana e segnatamente nella futura assistenza erogata dal Ssn e dalla rete ospedaliera".
 
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9/6/2010
SANITA': VIOLENZA SU DONNE, A ROMA 20 RICHIESTE AL MESE A SPORTELLO S.CAMILLO  
 
Roma, 8 giu. (Adnkronos Salute) - Quasi 20 al mese, per l'esattezza 118 in 6 mesi: tante sono state le donne vittime di violenza che si sono rivolte allo 'Sportello donna H24' del pronto soccorso dell'ospedale San Camillo di Roma, un punto d'ascolto di accoglienza, primo in Italia e tra i pochi in Europa, aperto 24 ore al giorno per 365 giorni l'anno. E' quanto emerge dal bilancio dei primi sei mesi di attività dello Sportello, presentato oggi a Roma. A rivolgersi al servizio 'in rosa' sono state donne di tutte le età, particolarmente nella fascia tra i 29 e i 48 anni, di tutti i ceti sociali e con diverse occupazioni (basso il numero di quelle che si definiscono 'casalinghe'). Quasi tutte hanno o hanno avuto un partner/marito, quasi tutte hanno figli. A subire violenza e a chiedere aiuto allo Sportello sono, per il 58,5%, italiane e per il 39,8% straniere. "Notevole il fatto - si legge nel dossier - che solo il 5,1% di queste ultime non ha i documenti in regola: questo ci può suggerire che la paura di essere denunciata come 'clandestina' da parte degli operatori sanitari tenga lontane le straniere irregolari ai sensi della vigente legislazione, nonostante il 'pacchetto sicurezza' non abbia introdotto questa norma, e nonostante il San Camillo Forlanini, come altri ospedali, abbia lanciato campagne rassicuranti in questo senso". Quasi il 51% delle donne che si sono rivolte al pronto soccorso per subita violenza dichiara all'accettazione che l'autore è una "persona conosciuta", specificando l'identità e la natura della relazione soltanto dopo, quando si sente rassicurata e protetta dal servizio. Non alto ma significativo (8,5%) anche il numero delle donne che accedono per proprio conto allo Sportello. "Si tratta - si legge nel dossier - di pazienti che si sono recate al pronto soccorso per patologie diverse, non strettamente collegate a un'aggressione recente, e che, incuriosite dalla nostra insegna su una porta che dà direttamente nella sala d'aspetto, entrano per chiedere informazioni su quello che facciamo. Spessissimo tornano". I dati sulla donna-vittima di violenze risultano assolutamente speculari a quelli relativi all'uomo-autore di violenze, come si legge nel rapporto. Anche lui è tra i 29 e i 48 anni, nella maggior parte dei casi italiano, lavora come libero professionista o come impiegato. Nella stragrande maggioranza dei casi ha, o ha avuto, una relazione sentimentale con la vittima: è il marito, il convivente, il fidanzato, l'ex-partner. Nel 7,6% dei casi è un parente della donna (padre, fratello, cognato, ecc.). Infine nel 4,2% dei casi è il datore di lavoro. La violenza raccontata dalle donne-vittime è di vario tipo: aggressione, sopruso psicologico, molestie sessuali, minacce, violenza privata, segregazione/sequestro, violenza economica, stupro. Nella stragrande maggioranza ne è autore il partner attuale o ex. Il dossier prende in esame anche i figli delle donne che si sono rivolte allo Sportello. Ben il 32% di questi ha subito violenza fisica e/o psicologica, o è stato presente alle aggressioni contro la madre, diventando così vittima della cosiddetta violenza assistita. "Possiamo correttamente affermare - si legge nel dossier - che la stragrande maggioranza dei casi che sono giunti allo Sportello non sarebbero emersi in alcun modo" se le vittime non avessero potuto giovarsi dello strumento reso loro disponibile dall'azienda ospedaliera San Camillo Forlanini e dalla cooperativa sociale BeFree. L'integrazione tra l'ospedale e il servizio è giudicata "eccellente: nel 74,3% dei casi c'è stata una collaborazione attiva con il personale del triage, e nell'8,5% dei casi l'interazione è avvenuta con il personale degli altri reparti". Sportello Donna ha a sua volta coinvolto, in tutte le occasioni in cui se ne è ravvisata la necessità, i servizi interni al San Camillo - Forlanini: l'assistente sociale (4,2%), le mediatrici culturali (2,5%), il servizio di psichiatria (4,2%).
 
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8/6/2010
SANITA': SINDACATI MEDICI A FAZIO, BLOCCO TURNOVER NON DEVE COLPIRE PRESTAZIONI  
 
Roma, 7 giu. (Adnkronos Salute) - Appello dei sindacati medici al ministro della Salute Ferruccio Fazio: il blocco del turnover previsto nella manovra economica non deve colpire le prestazioni sanitarie. "Il possibile distinguo annunciato oggi dal ministro, che escluderebbe le attività di oncologia dal blocco del turnover contenuto nella manovra economica proposta dal Governo, testimonia l'esistenza di spiragli per modifiche che salvaguardino le prestazioni connesse con la tutela della salute dei cittadini", sottolineano in una nota congiunta i sindacati della dirigenza medica del Ssn. "Invece di cominciare a stilare una gerarchia di prestazioni sanitarie 'meritevoli' (ad esempio perché non escludere le unità coronariche, o le terapie intensive, o la assistenza al parto o la chirurgia di urgenza, e la diagnostica strumentale necessaria per scoprirli i tumori, in un elenco interminabile) appare necessario operare per una esigibilità del diritto alla salute globalmente intesa. Esistono forse - chiedono i sindacati - malati figli di un dio minore?". Le organizzazioni sindacali rinnovano quindi la richiesta a Fazio di un "urgentissimo incontro per cercare di limitare i danni alla sanità italiana determinati da una manovra che, pensata per il pubblico impiego, mal si adatta alla complessità del Ssn". "Intanto - concludono - non possiamo che confermare la giornata nazionale di protesta del 16 giugno con assemblee in tutte le aziende con la manifestazione in camice bianco davanti al Senato, e il preannunciato sciopero del 12 e 19 luglio". La nota è firmata da: Anaao Assomed; Cimo-Asmd; Aaroi-Emac; Fp Cgil medici; Fvm; Fassid; Fesmed; Anpo-Ascoti; Fials medici; Sds Snabi; Aupi; Sinafo; Fedir sanità; Sidirss.
 
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8/6/2010
SANITA': CIMO A FAZIO, A RISCHIO TUTTI SETTORI NON SOLO ONCOLOGIA  
 
Roma, 7 giu. (Adnkronos Salute) - "Senza turnover sono a rischio molti settori della sanità. Ci auguriamo che l'impegno dichiarato dal ministro della Salute Ferruccio Fazio a introdurre correttivi alle norme relative a questo argomento, non si limiti alla sola oncologia, ma riguardi anche le altre specialità". A dichiararlo è il presidente Cimo-Asmd Riccardo Cassi, che dopo le ulteriori dichiarazioni del ministro precisa: "Se non si vogliano costringere i cittadini a rivolgersi al privato, occorre garantire negli ospedali e nei presidi territoriali gli specialisti necessari a erogare le prestazioni previste dai livelli essenziali di assistenza". Per Cassi, "gli ospedali sono strutture complesse sulle quali non si può intervenire con una decimazione indiscriminata imposta dal centro. E' necessario - sottolinea in una nota - che i processi di razionalizzazione del personale del sistema sanitario nazionale vengano demandati alle Regioni per essere effettuati nel contesto di piani di riorganizzazione mirati, rispettando i vincoli di spesa". "La Cimo - conclude Cassi - ha da subito posto il problema delle sostituzioni dei medici dei dipartimenti d'emergenza, del 118, delle terapie intensive, ma le stesse considerazioni valgono per le chirurgie, le medicine, il materno-infantile, così come per le diagnostiche. Sono necessari interventi mirati che non mettano in pericolo la tutela della salute dei cittadini".
 
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8/6/2010
SANITA': RADIOLOGI, LISTE D'ATTESA LUNGHE? TROPPI ESAMI INAPPROPRIATI  
 
Milano, 7 giu. (Adnkronos Salute) - "Le liste d'attesa sono lunghe? Se andassimo a indagare, ci renderemmo conto che buona parte del problema è dovuto al fatto che facciamo una marea di esami inappropriati". Ne è convinto il presidente uscente della Società italiana di radiologia medica (Sirm), Alfredo Siani, che oggi a Milano lancia un monito sull'urgenza di "intervenire per eliminare prestazioni inutili o scorrette che rappresentano un dispendio di risorse per il sistema sanitario e e di energie per il paziente". Siani, durante la presentazione del 44esimo Congresso nazionale Sirm, in programma dall'11 al 15 giugno alla Fiera di Verona, sottolinea alcune criticità nel sistema delle prescrizioni degli esami diagnostici. "Più esami, spesso inutili, richiesti in sequenza per arrivare a una diagnosi che poteva essere individuata con un unico test, quello più adatto al caso. Sono situazioni che si verificano spessissimo", segnala Siani. Il settore della radiologia medica "sta lavorando per rendere più efficiente il sistema su tutto il territorio nazionale", assicura. Il punto di partenza "è stato capire qual era la situazione italiana. Da questa esigenza è nata l'idea di un censimento di tutte le strutture pubbliche e private e del parco macchine del Belpaese, che sarà presentato al congresso di Verona. L'obiettivo iniziale era ottenere un quadro della distribuzione dei radiologi nella Penisola. Poi abbiamo deciso di ampliare l'indagine e di vedere quali tecnologie e che tipo di offerta garantisce ogni ospedale e l'età delle macchine che vengono utilizzate". I risultati del censimento, annuncia Siani, "sono stati consegnati al ministro della Salute Ferruccio Fazio. Saranno uno strumento del quale potrà avvalersi per individuare dove e su quali attrezzature investire". In Italia, spiega Siani, "abbiamo contato 1.780 strutture di Radiologia. E la distribuzione della tecnologia è risultata relativamente omogenea. Certo, resistono delle differenze fra il Centro-Nord e il Sud Italia". Alcune strutture, sottolinea, "hanno attrezzature molto vecchie. In particolare, la maggior parte delle macchine con più di 7 anni di età è stata individuata nelle Radiologie tradizionali e fra i mammografi (anche se il ministero ha già stanziato diversi milioni di euro per rinnovare il parco tecnologico per l'area senologica)". Mediamente più 'giovani', invece, sono le Tac e le risonanze magnetiche che nella maggior parte dei casi non superano i 7 anni di età, limite massimo di 'vetustà' considerato accettabile dalla Sirm. Nel complesso, puntualizza Siani, i risultati del nostro censimento si sono rivelati positivi. "Siamo sopra lo standard europeo, nonostante le differenze Nord-Sud", conferma il radiologo Alessandro Del Maschio, presidente del comitato scientifico del congresso. "E oltre il 55% delle radiologie sono 'digitalizzate'", gli fa eco Siani. "L'obiettivo del censimento - spiega lo specialista - è proprio quello di fornire indicazioni alle centrali di acquisto regionali per una collocazione strategica delle nuove tecnologie". La Sirm ha anche proposto al ministero di incentivare il rinnovo delle attrezzature attraverso una vera e propria 'rottamazione'. Per portare la tecnologia a un livello accettabile su tutto il territorio nazionale, riflette, "si potrebbero mettere a disposizione dei finanziamenti finalizzati per il rinnovo in ogni regione".
 
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8/6/2010
SANITA': FP CGIL MEDICI, CAMERA BOCCI LEGGE SU GOVERNO CLINICO  
 
Roma, 7 giu. (Adnkronos Salute) - "Chiediamo ai deputati di bocciare la legge sul governo clinico a tutela della professionalità dei medici e della salute dei cittadini". A chiedere lo stop al provvedimento è il segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza, che in una nota elenca una serie di punti critici del disegno di legge. "L'indennità economica dell'esclusività di rapporto - sottolinea Cozza - nei fatti sarà estesa a tutti i medici, abbassando le retribuzioni di chi aveva scelto di lavorare solo nel pubblico". E ancora. Con questa legge, "il cittadino prenderà gli appuntamenti e pagherà gli onorari per la libera professione dei medici pubblici direttamente nelle negli studi e nelle strutture private , senza effettivi controlli e con minor trasparenza per le liste di attesa". Nel mirino del segretario anche il capitolo del provvedimento che riguarda le nomine. "I manager nominati dalla politica - spiega - decidono direttamente i responsabili delle strutture semplici (circa 20 mila cosiddetti 'primarietti'), e i circa 10 mila primari nell'ambito di una terna indicata da una Commissione. Se a questo aggiungiamo la facoltà di poter degradare qualsiasi medico, anche se ha avuto una ottima valutazione, come stabilito dalla manovra economica, siamo all'invasione della politica che sceglie chi deve curare i cittadini in base a criteri di appartenenza e non di professionalità". Anche in tema di pensioni, tante critiche alla legge. "La possibilità per i medici di continuare a lavorare fino a 70 anni - spiega il segretario nazionale della Fp Cgil medici - rappresenta una porta chiusa in faccia a migliaia di camici bianchi che vedranno la carriera bloccata dagli apicali che hanno interesse a rimanere in servizio, e un pugno allo stomaco ai 12 mila medici precari, che già rischiano di essere dimezzati dalla manovra economica". "A questo - conclude Cozza - si aggiunge la beffa dei professori universitari che potranno continuare a lavorare per seguire progetti di ricerca clinica fino ad 80 anni ed oltre".
 
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8/6/2010
SANITA': FAZIO, SU BLOCCO TURNOVER MI IMPEGNO A DISTINGUO PER ONCOLOGIA  
 
Milano, 7 giu. (Adnkronos Salute) - "Condivido le preoccupazioni espresse dagli oncologi in questi giorni, relativamente al blocco del turnover" dei medici del Ssn previsto dalla manovra finanziaria. "Credo però sia possibile fare un distinguo per l'oncologia", e su questo punto "mi impegnerò personalmente all'interno del governo". Così il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, oggi in visita all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, risponde ai timori manifestati dagli esperti dell'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) in queste ore al congresso Asco di Chicago. "Tutto dovrà naturalmente essere visto alla luce dei conti", precisa Fazio. "Non sto dicendo di escludere totalmente gli oncologi" dal blocco dei turnover, puntualizza. "Ma di garantire in qualche modo che le risorse per l'oncologia siano assolutamente adeguate nel Paese". Fazio ricorda che "la lotta ai tumori è una priorità anche del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi". Per questo, tranquillizza il ministro, "il Governo manterrà le risorse per la lotta ai tumori, e si cercherà di implementarle. Il Governo - ribadisce Fazio - deve impegnarsi, e mi impegno personalmente come suo esponente, perché la manovra non porti a detrimenti o rallentamenti all'oncologia nel nostro Paese. Piuttosto, è opportuno che vengano trovate risorse per dare nuovo stimolo alla ricerca, per mettere a sistema i Centri di eccellenza e per promuovere la capacità dell'Italia di attrarre cervelli dall'estero". L'ambizione di Fazio è che "l'Italia diventi nel Mediterraneo, in Europa e nel mondo un polo di ricerca oncologica". Infatti, osserva il ministro, "dobbiamo anche esportare quanto facciamo". Quanto alla preoccupazione che le misure della manovra finanziaria possano avere un impatto negativo sul fronte della diagnostica, il responsabile della sanità italiana ribadisce la necessità di combattere gli sprechi: "Gli esami inutili ci costano oltre 500 milioni di euro all'anno", evidenzia, quindi "c'è ancora da fare per migliorare percorsi, linee guida e uso corretto delle apparecchiature". Per Fazio "dobbiamo introdurre delle linee guida per consentire alle grandi macchine", come Tac, risonanza magnetica o Pet "di essere disponibili ai pazienti che ne necessitano". In conclusione, chiude Fazio tornando al blocco del turnover "c'è il razionale per fare dei distinguo". D'altra parte, "in alcune regioni come la Lombardia sono già in atto meccanismi di eccezione" che consentono di adattarsi alle particolari esigenze del territorio.
 
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8/6/2010
SANITA': 'SCINTILLE' TRA SINDACATI MEDICI SU MANOVRA, FVM ATTACCA CISL  
 
Roma, 7 giu. (Adnkronos Salute) - La manovra economica varata dal Governo non piace ai medici del Servizio sanitario nazionale e alimenta polemiche anche tra i sindacati di categoria, tanto da provocare 'scintille' tra la Federazione veterinari e medici (Fvm) e la Cisl medici. Secondo la Fvm, infatti, la Cisl medici "sbaglia a proclamarsi sindacato quando non fa sindacato". Un duro attacco, dopo che venerdì la Cisl medici, "pur condividendo con le altre organizzazioni tutte le criticità e le forti contrarietà sui punti della manovra economica che penalizzano i medici", ha ritenuto "sbagliato proclamare lo sciopero" indetto dai sindacati della dirigenza sanitaria del Ssn. Sciopero che vedrà i camici bianchi incrociare le braccia il 12 e il 19 luglio. "La Cisl medici - si legge in una nota Fvm - vuole avviare una consultazione con il presidente del Consiglio e con il ministro della Salute per correggere la manovra. Per modificare il provvedimento del ministro dell'Economia Giulio Tremonti però - sottolinea la Federazione - il tempo delle consultazioni è finito. Sacconi prima e Fazio poi hanno assicurato ai sindacati medici e sanitari una costante concertazione sulle criticità della sanità. I tavoli promessi mesi fa, però, non sono mai usciti dalla segheria. Forse, data la gravità complessiva della manovra, è il momento di fare sindacato con gli strumenti più forti di cui il sindacato dispone".
 
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7/6/2010
SANITA': ODONTOIATRI CHIEDONO AUTONOMIA PROFESSIONALE NELL'ORDINE  
 
Roma, 4 giu. (Adnkronos Salute) -Completa autonomia dell'Ordine professionale. Sancita "con atti regolamentari chiari, espliciti e indiscutibili".È quanto chiedono, all'unanimità, i presidenti delle Commissioni Albo odontoiatri degli Ordini dei medici e degli odontoiatri italiani, riuniti oggi nel castello di Castelbrando, Cison Di Valmarino (TV), nel 'Consiglio nazionale Cao'. Oggi i dentisti fanno parte della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo). I dentisti, però, sottolineano che la professione odontoiatrica ha specificità diverse dalla professione medica. Per questo all'interno della Fnomceo vuole vedersi riconosciuta: 1) l'autogestione economica 2) l'autonomia politico-decisionale nell'individuazione e indicazione dei propri rappresentanti in enti e istituzioni esterne all'Ordine. 3) la rappresentatività in forma autonoma nell'Ente di previdenza. "Il tutto - spiegano gli odontoiatri - non può non trovare definizione in atti regolamentari che, a parere del Consiglio nazionale dei presidenti Cao, devono essere attuati nell'immediatezza, in quanto già disattese da troppo tempo". Altro punto approvato all'unanimità dei presenti la ricerca "della rappresentatività degli odontoiatri nei vari Enti di previdenza, l'Enpam in primo luogo".Oggi gli odontoiatri non hanno il diritto di elettorato né attivo né passivo nelle elezioni per il rinnovo degli organi direttivi. Votano e sono votati solo i presidenti degli Ordini. Quindi la rappresentatività della componente odontoiatrica è "a discrezione" dei presidenti d'Ordine. Due obiettivi che saranno ottenuti "se costretti, anche attraverso azioni di rivendicazione nelle forme e nei termini consentiti dalla legge". "Sono felice - dichiara il presidente nazionale Cao, Giuseppe Renzo - che si sia arrivati, in pieno accordo, a un risultato così importante proprio in questo primo Consiglio nazionale, che si svolge nella terra del nostro caro amico e collega Saverio Orazio, che recentemente ci ha lasciato, ma che stiamo qui celebrando proprio dando continuità al suo impegno per la professione". Dopo l'Assemblea Cao, ancora in corso, i lavori proseguiranno infatti domani, con il ''I Memorial Saverio Orazio. Un progetto per l'odontoiatria: dall'istituzione della professione all'autogestione''.
 
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7/6/2010
LAZIO: FESTA PATRONALE DEL SACRO CUORE ALLA CATTOLICA DI ROMA  
 
Roma, 4 giu. (Adnkronos Salute) - Con l'omaggio a due amici dell'università Cattolica, culmineranno il 10 giugno, alle 16.30 nell'Auditorium dell'ateneo a Roma, le celebrazioni per la festa patronale del Sacro Cuore. Quest'anno - riferisce una nota - il riconoscimento è attribuito a monsignor Giuseppe Betori, arcivescovo della Diocesi di Firenze, e a Emanuele F. M. Emmanuele, presidente della Fondazione Roma. La cerimonia sarà presieduta dal rettore dell'università Cattolica, Lorenzo Ornaghi. In occasione della festa patronale, saranno consegnate le targhe di benemerenza al personale non docente della Facoltà di medicina e chirurgia e del Policlinico Gemelli con 20 anni di servizio, per significare il ruolo prezioso di tutti gli operatori nella vita dell'università. In programma anche la consegna del decreto di nomina a professore emerito dell'università Cattolica ai docenti Maurizio Maurizi, già direttore dell'Istituto di clinica otorinolaringoiatria, e a Paolo Preziosi, già direttore dell'Istituto di farmacologia dell'ateneo del Sacro Cuore.
 
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7/6/2010
SANITA': ANESTESISTI SU MANOVRA, NON POSSIAMO STARE A GUARDARE  
 
Roma, 4 giu. (Adnkronos Salute) - "Di fronte a una manovra economica iniqua che prevede tra le altre cose il blocco delle assunzioni per quattro anni, non possiamo stare a guardare. Dobbiamo andare avanti per tutelare non solo i medici, ma soprattutto gli utenti che con una riduzione degli organici andrebbero incontro a gravissimi disagi". Con queste parole Vincenzo Carpino, presidente dell'Aaroi Emac (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani emergenza area critica), ha commentato la decisione dell'Intersindacale dei dirigenti del Sistema sanitario nazionale di proclamare lo stato di agitazione. "Con il blocco del turn over - sottolinea Carpino in una nota - per quanto riguarda gli anestesisti rianimatori, verranno a mancare figure importantissime nella gestione delle emergenze e delle aree critiche. Tra le conseguenze immediate sarebbe fortemente a rischio una parte dei 50 mila interventi chirurgici che quotidianamente vengono effettuati negli ospedali italiani". Di fronte a una simile prospettiva, l'Aaroi Emac "aderisce pienamente" alle decisioni prese dall'Intersindacale che prevedono inoltre per mercoledì 16 giugno a Roma una manifestazione davanti al Senato della Repubblica, preceduta da una conferenza stampa.
 
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7/6/2010
SANITA': CISL MEDICI, SBAGLIATO PROCLAMARE SCIOPERO  
 
Roma, 4 giu. (Adnkronos Salute) - "Nella riunione dell'Intersindacale medica di oggi abbiamo condiviso con le altre organizzazioni tutte le criticità e le forti contrarietà sui punti della manovra economica che penalizzano i medici. Ma al momento di trovare gli strumenti più idonei per combattere unitariamente la battaglia per gli emendamenti è prevalsa la linea della Cgil medici di dichiarare fin da adesso due giornate di sciopero nel prossimo mese di luglio. Noi, unitamente alla Fpl medici Uil, l'abbiamo ritenuta una decisione errata". E' quanto afferma Giuseppe Garraffo, segretario generale Cisl medici. "Noi - sottolinea in una nota Garraffo - restiamo convinti che lo sciopero in questa fase è tatticamente e strategicamente sbagliato. I medici non possono sottrarsi al loro senso di responsabilità davanti a una situazione di crisi economica di così vaste implicazioni, ma devono adoperarsi, con gli strumenti ordinari dell'attività sindacale, nel cercare di ottenere gli emendamenti più opportuni e necessari per correggere il decreto del Governo. Ci riferiamo in particolare al blocco della contrattazione, allo stop del turn over, alle forme esplicite ed implicite dell'incentivazione dei pensionamenti, all'articolo 32 sugli incarichi, e a tutte quelle misure che potrebbero avere un esito molto negativo sull'organizzazione, sul funzionamento e sulla qualità del Ssn e degli ospedali". Garraffo ritiene che la dichiarazione "intempestiva dello sciopero, risponda ad esigenze tattiche e strategiche al momento inadeguate e controproducenti. Chiediamo, pertanto - ha concluso Garraffo - al ministro della Salute Ferruccio Fazio e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di avviare una consultazione urgente per individuare i necessari emendamenti, al fine di evitare le possibili ricadute negative sull'assistenza sanitaria ai cittadini".
 
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7/6/2010
SANITA': SIVEMP, SCIOPERO UNICA VIA PER DENUNCIARE SMANTELLAMENTO SSN  
 
Roma, 4 giu. (Adnkronos Salute) - "Scioperare è il solo modo che abbiamo per denunciare il compimento del disegno di smantellamento della sanità pubblica che la manovra da 24 miliardi provocherà nel nostro Paese". Ad affermarlo è Aldo Grasselli, segretario nazionale del Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica (Sivemp), dopo la proclamazione da parte dell'Intersindacale della dirigenza del Ssn di due giornate di sciopero a luglio. "In quest'ultimo anno - sottolinea Grasselli in una nota - abbiamo più volte chiamato a raccolta i professionisti e la politica responsabile per fermare provvedimenti legislativi dirompenti e devastanti che l'esecutivo aveva posto in essere senza alcuna concertazione e senza prospettive di sviluppo. 'Fermiamoli!' era stato il grido di allarme, ma oggi con il blocco definitivo del turn over, la sospensione dei diritti contrattuali, il blocco degli stipendi e la contrazione del finanziamento della sanità produrranno un arretramento del Ssn a funzione simbolica e la sanità redditizia sarà consegnata ai privati per mancanza di medici e sanitari pubblici". Per Grasselli, "la veterinaria pubblica potrà subire un danno gravissimo considerando che nei prossimi dieci anni usciranno dai servizi oltre 2 mila dirigenti. I veterinari pubblici - aggiunge - avranno molto più lavoro da svolgere e, di contro, stipendi ridotti. E allora, se non ora, quando è il momento di protestare?", conclude Grasselli.
 
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7/6/2010
SANITA': MEDICI SSN PROCLAMANO 2 GIORNI SCIOPERO CONTRO MANOVRA  
 
Roma, 4 giu. (Adnkronos Salute) - Medici sulle barricate. I camici bianchi del Servizio sanitario nazionale dicono no alla manovra economica varata dal Governo e proclamano lo stato di agitazione annunciando due giornate di sciopero: il 12 e il 19 luglio. E' quanto apprende l'Adnkronos Salute da fonti sindacali della dirigenza medica del Ssn, riunite oggi a Roma proprio per fare il punto sugli effetti della manovra. La decisione è stata sottoscritta da tutte le organizzazioni sindacali, ad eccezione di Cisl medici e Uil medici. "L'Intersindacale dei dirigenti del Ssn - si legge in una nota - esprime un forte dissenso per i contenuti della manovra di correzione dei conti pubblici varata dal Governo che determina tagli inaccettabili per la sanità pubblica e gravi iniquità nei confronti dei medici, veterinari e dirigenti sanitari ed amministrativi del Servizio sanitario nazionale". Per i sindacati, infatti, la manovra "sottrae risorse indispensabili al funzionamento del sistema sanitario e al mantenimento dei livelli essenziali di assistenza attraverso: il blocco del turnover, che determinerà una carenza di circa 20 mila medici e dirigenti sanitari necessari al funzionamento degli ospedali e dei servizi territoriali; il licenziamento dei precari che da anni vicariano le mancate assunzioni soprattutto nei settori legati all'emergenza e alla prevenzione; il taglio di 10 miliardi delle risorse alle Regioni con inevitabili ricadute sul settore socio sanitario che rappresenta il 70% del loro bilancio". I dirigenti del Ssn non vogliono sottrarsi alla necessità di contribuire al risanamento dei conti del Paese, ma denunciano "l'iniquità di provvedimento che li penalizzano in maniera eccessiva, tra cui: il blocco dei contratti e il congelamento della retribuzione per il quadriennio 2010-2013; il congelamento della progressione economica legata alla valutazione professionale e della retribuzione legata a turni notturni e festivi; la precarizzazione di tutti gli incarichi dirigenziali". Oltre alle due giornate di sciopero, le organizzazioni sindacali annunciano una giornata nazionale di protesta per il 16 giugno caratterizzata da assemblee in tutti gli ospedali dalle 12 alle 14 e un incontro con i parlamentari a Palazzo Madama, con conferenza stampa e manifestazione.
 
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4/6/2010
MANOVRA FINANZIARIA E FONDAZIONE ENPAM  
 


“E’ da molto tempo - afferma Mario Falconi, Presidente dell’Ordine Provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri e Vice Presidente Vicario della Fondazione Enpam - che mettiamo in guardia i medici dai rischi, molto spesso inascoltati, che corre la Fondazione Enpam di essere ricondotta nella previdenza pubblica, anche e soprattutto al fine di far fare cassa ad uno Stato in crisi finanziaria e con un debito pubblico tra i più alti del mondo”.

La recente manovra finanziaria (decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, G.U. Serie generale n. 125 del 31 maggio 2010 recante “misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività del paese”), introduce una serie di misure anche di contenimento di costi per le amministrazioni pubbliche e per le casse privatizzate, approfittando del fatto che queste ultime sono tutt’ora inserite nell’elenco ISTAT (Dlgs n. 165/2001).

“Concordiamo con il Presidente dell’ADEP, Maurizio Di Tilla, – continua Falconi – secondo cui “le casse in questione godono di autonomia gestionale, organizzativa e contabile (art. 2, comma 1 dlgs 509/94), nell’ambito della natura privatistica loro riconosciuta dall’attuale legislazione e, pertanto, non possono trovare limitazione nelle decisioni amministrative, quando queste mirano alla salvaguardia dei patrimoni e al conseguimento dei relativi rendimenti, peraltro necessari ai rispettivi equilibri finanziari”.

Giova inoltre ricordare che le Casse di Previdenza privata non possono usufruire di finanziamenti pubblici e quindi non incidono in modo assoluto sull’erario pubblico, sulla spesa pubblica e sul patto di stabilità di crescita.

Secondo il Vicepresidente dell’Enpam, “come se non bastassero le norme inique già in essere a carico degli enti privatizzati, quali, tra le altre, quelle della doppia tassazione o l’averci imposto all’improvviso di garantire stabilità di bilanci non più a quindici ma a trent’anni, le misure inserite nella manovra tendono a ridurre, sin quasi ad annullare, quelle prerogative proprie di un Ente privato, ancorché soggetto a sorveglianza pubblica. Tutto ciò rappresenta l’anticamera dell’inglobamento nel sistema previdenziale pubblico?”

“Ci auguriamo fermamente che il Parlamento, in sede di riconversione del decreto - conclude Falconi - possa far uscire le casse private professionali fuori dalla manovra finanziaria, restituendo loro quelle libertà che le sono dovute.”

Roma, 4 giugno 2010
 
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4/6/2010
LAZIO: UMBERTO I ROMA, PROGETTO SU RIABILITAZIONE EQUESTRE  
 
Roma, 3 giu. (Adnkronos Salute) - Presentato nei giorni scorsi a Roma l'avvio del progetto di riabilitazione equestre 'Al Passo!'. L'iniziativa, dedicata a bambini affetti da disturbi neuromotori e/o comportamentali, si pone il duplice obiettivo di fornire una fisioterapia che consente di entrare in contatto con un animale, il cavallo, e rimanere a contatto con la natura, ma anche dare una evidenza scientifica alla riabilitazione equestre. "Da sempre sono a favore dell'ippoterapia - ha detto il delegato del sindaco per le politiche della disabilità, Antonio Guidi - però ritengo che bisogna creare dei parametri verificabili, ossia delle linee guida perché negli anni molti centri benessere e agriturismo improvvisano terapie mettendo bimbi disabili a cavallo. La riabilitazione equestre è importante per il rapporto di normalizzazione sociale che si crea tra il bambino e il cavallo - ha aggiunto - Sono sicuro che la collaborazione tra i vari enti promotori del progetto porterà a risultati importanti". Promotori del progetto: Policlinico Umberto I di Roma, l'Università Sapienza, la Federazione italiana sport equestri, la Onlus Bambini oggi, adulti domani, l'Associazione culturale Punto e Accapo. "Siamo pronti a collaborare mettendo a disposizione tutte le risorse che ha l'Umberto I per realizzare il progetto", dichiara in una nota Ubaldo Montaguti, direttore generale del nosocomio romano. "L'equitazione - precisa Stefania Cerino, responsabile del Dipartimento di riabilitazione equestre - non è solo lo sport dei grandi cavalieri in grado di saltare ostacoli terribilmente impegnativi. Ma, come riabilitazione, è anche il passo lento e rassicurante di un bravo e buon cavallo che porta chi da solo è in difficoltà a oltrepassare le barriere della vita".
 
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4/6/2010
SANITA' LAZIO: RDB, CON MISURE POLVERINI DECRETATA MORTE SISTEMA REGIONALE  
 
Roma, 3 giu. (Adnkronos Salute) - I 12 decreti commissariali che la neogovernatrice del Lazio, Renata Polverini, ha inviato al tavolo tecnico al ministero dell'Economia per evitare la stangata fiscale "decretano la morte del sistema sanitario regionale". E' quanto sostiene la RdB/Usb Pubblico Impiego, che in una nota denuncia: "Cambia la Giunta nel Lazio, ma non la manovra di rientro". Le misure decide da Polverini rappresentano "una procedura che permetterà, a caro prezzo, un risparmio che comunque non copre il disavanzo di spesa previsto - secondo Sabino Venezia, del coordinamento nazionale RdB/Usb Pubblico Impiego - ma arrecherà non pochi problemi alla cittadinanza, costretta anche a nuovi ticket sul pronto soccorso, da cui si prevede un entrata di 5 milioni di euro". "Ancora una volta si risparmia sui cittadini e sul personale - prosegue Venezia in una nota - che subiranno contemporaneamente il piano di rientro e la manovra nazionale. Nessuna novità invece sul fronte degli appalti e delle esternalizzazioni di personale, come nessuna novità si apprezza sul lavoro dei direttori generali, che continuano a favorire la politica degli appalti e creare posti di lavoro per consulenti. Per questo chiamiamo tutti alla mobilitazione con la manifestazione del 5 giugno a Roma e con lo sciopero generale del pubblico impiego indetto per il 14 giugno", conclude il sindacalista.
 
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4/6/2010
SANITA' LAZIO: FIALS, SCIOPERO 30 GIUGNO CONTRO DECRETI POLVERINI  
 
Roma, 3 giu. (Adnkronos Salute) - "Con la sua carriera di sindacalista navigata, la presidente del Lazio Renata Polverini sa bene che ci sono argomenti sui quali i lavoratori tutti e in modo particolare gli operatori di un settore così delicato e complesso come quello sanitario non riescono, malgrado impegno e tanta buona volontà, a transigere. Primo fra tutti beffare medici, tecnici di laboratorio, specialisti clinici e infermieri con una serie di decreti che vengono presentati come nuovi di zecca ma nei fatti non sono altro che la copia conforme di quelli firmati dall'ex presidente Piero Marrazzo". Così il segretario regionale della Fials Confsal, Gianni Romano, proclamando in una nota lo sciopero per il prossimo 30 giugno contro i 12 decreti varati dalla neogovernatrice. Nei contenuti, secondo Romano, i provvedimenti inviati al tavolo tecnico del ministero dell'Economia "riproducono drasticamente quanto per cinque anni la nostra organizzazione ha cercato di contrastare: la chiusura dei posti letto, l'accorpamento dei reparti con riduzione dei servizi assistenziali e soprattutto la mancata programmazione sul territorio. Questo per dire - prosegue Romano - che il piano sanitario lo si mette in piedi dopo un approfondito colloquio con le parti sociali, con uno studio ponderato dei tecnici del settore. E non bastano 10 giorni a tirare le somme ma 3 o 4 mesi almeno". Contro le misure decise dalla governatrice per cambiare volto alla sanità laziale ed evitare la stangata fiscale, la Fials "ha deciso di proclamare lo sciopero il 30 giugno, a meno che le tappe di programmazione del piano sanitario regionale non verranno riconsiderate sulla base delle esigenze dei territori e della carenza di personale strutturato ora coperta con l'ausilio delle Coop pagate a peso d'oro".
 
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4/6/2010
SANITA' LAZIO: ASSOCIAZIONE DOSSETTI, STOP AD AUTO BLU DIRETTORI ASL  
 
Roma, 3 giu. (Adnkronos Salute) - "I cittadini laziali sono in attesa di conoscere quale riflesso avrà sul diritto alla salute il piano di rientro presentato dalla Regione Lazio al Governo per ottenere lo sblocco dei fondi Fas. Nel frattempo, chiediamo al presidente Renata Polverini di bloccare con effetto immediato le decine di auto di servizio e di autisti messi a disposizione dei direttori generali delle Asl laziali". A chiederlo è il responsabile dell'Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti dell'Associazione G. Dossetti, Corrado Stillo. "Riteniamo - sottolinea Stillo in una nota - che sia necessario e urgente dare un segnale ai cittadini del Lazio, iniziando da una lotta agli sprechi mai tentata in passato. Gli stipendi dei manager delle Asl consentono di sicuro il ricorso ad autovetture private per il percorso che va da casa al lavoro e dal lavoro a casa: quanto costa l'autoparco pubblico tra mezzi e autisti per le Asl laziali? Sicuramente decine di migliaia di euro, che potrebbero essere messi subito a disposizione dei servizi sanitari territoriali". Stillo invita quindi a seguire l'esempio della moglie del presidente della Repubblica, Clio Napolitano. "Le foto di questi giorni, che mostrano la moglie del presidente prendere i mezzi pubblici di Roma, dovrebbero stimolare gli esponenti della Regione Lazio a dare l'esempio di austerità e rispetto verso i cittadini".
 
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4/6/2010
SANITA': ANESTESISTI, MANOVRA METTE A RISCHIO PARTO INDOLORE  
 
Roma, 3 giu. (Adnkronos Salute) - "La riduzione delle risorse finanziarie destinate alla sanità mette a rischio anche il parto indolore, perché già oggi manca un numero adeguato di anestesisti rianimatori per effettuare questo servizio in cui la presenza dell'anestesista deve essere costante durante tutto il parto". Parola del presidente dell'Aaroi Emac (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani Emergenza area critica), Vincenzo Carpino, critico nei confronti di alcune misure contenute nella manovra economica varata dal Governo. "Il blocco delle assunzioni previsto dalla manovra, oltre che per i medici a tempo indeterminato, anche per quelli a tempo determinato, accentuerà - sottolinea Carpino in una nota - la carenza di anestesisti rianimatori, già in deficit di 1.500 unità, e quindi la loro disponibilità per la partoanalgesia". Per il presidente dell'Aaroi Emac, "se il blocco delle assunzioni dovesse essere confermato, si potrebbe verificare un vero e proprio paradosso. Da una parte nei nuovi Lea (Livelli essenziali assistenza), come ha specificato il ministro Fazio, il ricorso all'anestesia epidurale verrebbe sistematizzato, ma dall'altra parte mancherebbe il numero di anestesisti in grado di garantire tale servizio. Non si può pensare - conclude Carpino - di rendere accessibile a tutte le donne del nostro Paese la partoanalgesia senza aumentare l'organico degli anestesisti rianimatori. E a noi sembra che il blocco del turn over vada esattamente nella direzione opposta".
 
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4/6/2010
SANITA': ANAAO SU MANOVRA, ESCLUDERE MEDICI DA BLOCCO TURN-OVER  
 
Roma, 3 giu. (Adnkronos Salute) - Non si smorza il malcontento dei medici nei confronti della manovra economica varata dal Governo. L'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica del Ssn, ribadisce la sua forte preoccupazione soprattutto su un punto specifico della manovra: il blocco del turn-over dei dipendenti pubblici, tra cui i lavoratori della sanità, previsto fino al 2014 compreso. Una misura che, a detta del sindacato, porterà nei prossimi anni a una forte riduzione del numero dei camici bianchi, con conseguenze pesanti per il Servizio sanitario nazionale. "La manovra - spiega l'Anaao Assomed in una nota - consente di sostituire solo un medico ogni cinque che vanno in pensione fino al 31 dicembre 2011, e un medico su due che vanno in pensione dal 1 gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2014. Dal 1 gennaio 2015 si potrà assumere, ma il numero non potrà eccedere quello delle unità cessate nell'anno precedente. In sostanza, di tutti i medici andati in pensione dal 2011 al 2014, solo un medico su tre verrà sostituito". Un problema, stando alle stime sulle uscite dei camici bianchi nei prossimi anni. "Stimando la frequenza per anno di nascita dei medici dipendenti del Ssn - sottolinea il sindacato - è facile prevedere che la stragrande maggioranza dei nati tra il 1946 ed il 1953 (circa 35 mila medici) andrà in pensione una volta acquisito il diritto, se non lo ha già fatto. Molti - aggiunge l'Anaao Assomed - non vorranno incappare nel blocco della liquidazione che scatterà dal 2011 per coloro che, come tutti i medici dipendenti a fine carriera, superano il limite di 90 mila euro fissato per la sua distribuzione a rate". Senza contare che, per l'Anaao Assomed, altri camici bianchi potrebbero lasciare il lavoro per il peggioramento del clima interno. "Un medico che non abbia ricevuto sufficienti gratificazioni professionali ed economiche, costretto dalle attuali condizioni lavorative a fare massacranti turni di guardia notturni e festivi e una mole elevata di lavoro straordinario, per giunta non retribuito per il blocco della retribuzione accessoria, in condizioni di elevato rischio professionale, all'età di 62 anni, o prima, se la sua situazione previdenziale glielo consente, è privo di sufficienti motivazioni per rimanere". Insomma, uno scenario poco rassicurante per l'intero sistema sanitario pubblico. "Alla fine - sottolinea l'Anaao Assomed - solo 10 mila medici saranno sostituiti, con una riduzione degli organici valutabile mediamente tra il 15 e il 20%. Le conseguenze sulla qualità e quantità delle prestazioni sanitarie saranno drammatiche. In pratica, molte unità operative dovranno chiudere gran parte delle attività ambulatoriali per concentrarsi solo sulle attività legate alla degenza. Le liste d'attesa si allungheranno ulteriormente e si calcoleranno in anni. Anche l'Italia forse dovrà organizzare viaggi all'estero per far operare i propri cittadini, come recentemente ha fatto l'Inghilterra". Per questi motivi, l'Anaao Assomed chiede che "tutti coloro che esercitano una responsabilità politica valutino attentamente questi dati e operino per escludere la sanità dal blocco del turn-over".
 
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3/6/2010
Attivato un Centro di Medicina Predittiva  
 
Nel Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento del Policlinico Umberto I è stato attivato un Centro di Medicina Predittiva che si occupa della prevenzione delle malattie degenerative e disabilitanti. Con il Centro si è voluto instaurare un rapporto stretto e duraturo con i medici che operano nel territorio, anche attraverso programmi continuativi di formazione e aggiornamento professionale su temi di grande interesse e diffusione. Si analizzeranno il rischio di alterazione dello stato di salute del soggetto, la possibilità d’insorgenza di malattia e si valuterà volta per volta la probabilità di risposta ad un intervento terapeutico. RIFERIMENTI DEL CENTRO Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento I° Clinica Medica Policlinico "UmbertoI"- Roma Direttore: Prof. Vincenzo Marigliano UOC Gerontologia e Geriatria TMC08 Ambulatorio di Medicina Predittiva Centro di Studio per la prevenzione e la predizione delle malattie degenerative e disabilitanti I° Clinica Medica Piano terra Stanza 141 Prof. Vincenzo Marigliano- Dott.ssa Paola Andreozzi Tel. 06/49972464
 
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3/6/2010
Bando per la nomina di n. 34 esperti del Tribunale di Sorveglianza di Roma per il triennio 2011 — 2013  
 
Bando per la nomina di n. 34 esperti del Tribunale di Sorveglianza di Roma per il triennio 2011 — 2013
 
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3/6/2010
Comunicato ONAOSI relativo alle prossime scadenze per l'iscrizione dei Sanitari volontari  
 
Comunicato ONAOSI relativo alle prossime scadenze per l'iscrizione dei Sanitari volontari
 
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3/6/2010
Comunicato ONAOSI relativo alle prossime scadenze per l'iscrizione dei Sanitari volontari  
 
Comunicato ONAOSI relativo alle prossime scadenze per l'iscrizione dei Sanitari volontari
 
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3/6/2010
SANITA': SALUTE E AMBIENTE, MEDICI A CONFRONTO SU POLITICHE EFFICACI =  
 
DELL'ISDE Roma, 1 giu. (Adnkronos Salute) - Cosa fare per mettere ambiente e salute al centro degli interventi pubblici e dell'azione politica. E' il tema su cui si confronteranno i 'medici per l'ambiente' che si riuniranno il 7 giugno a Roma per il primo Workshop nazionale Isde (International Society of Doctors for the Environment), in programma dalle 9.30 a Palazzo Marini. L'associazione, presieduta da Roberto Romizi, che "da vent'anni - si legge in una nota - si impegna per la salvaguardia dell'aria, dell'acqua, del suolo e più in generale del nostro habitat e della sua biodiversità e affinché tutto ciò si traduca in una reale protezione della salute".
 
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3/6/2010
SANITA' LAZIO: COMMISSIONE INCHIESTA CAMERA CONVOCA POLVERINI  
 
Roma, 1 giu. (Adnkronos Salute) - L'Ufficio di Presidenza della Commissione d'inchiesta della Camera sugli errori e le cause dei disavanzi sanitari regionali ha deciso di convocare il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, in qualità di commissario per il piano di rientro del deficit della sanità regionale. L'audizione, spiega una stessa nota della Commissione, "verterà sul piano messo a punto per ripianare il deficit, che nel 2009 per il Lazio avrebbe toccato il miliardo e 600 milioni di euro, e fa seguito all'incontro che la Commissione ha avuto il 27 gennaio scorso con l'ex commissario Elio Guzzanti". "Tra i provvedimenti principali dei 12 decreti firmati dalla governatrice Polverini e inviati all'esame dell'Esecutivo - scrive il presidente della Commissione Leoluca Orlando - la cancellazione di 2.492 posti letto e la chiusura e la riconversione di 10 piccoli ospedali: Amatrice, Ronciglione, Montefiascone, Sezze, Gaeta, Ceccano, Zagarolo, Rocca Priora, in parte del Cpo di Ostia e lo 'Spolverini' di Ariccia". "L'audizione che si terrà in data ancora da concordare e che verrà comunicata nei prossimi giorni - conclude Orlando - avrà per oggetto tanto gli aspetti finanziari quanto quelli relativi alla effettiva garanzia del diritto alla salute, temi che rientrano entrambi nelle competenze della Commissione e tra loro strettamente connessi".
 
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3/6/2010
SANITA': MEDICI IN CAMPO CONTRO MANOVRA, DA ANAAO LOCANDINA PROTESTA  
 
Roma, 1 giu. (Adnkronos Salute) - Iniziano a prendere forma le prime iniziative dei medici contro la manovra finanziaria varata dal Governo. L'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica del Ssn, ha realizzato una locandina in cui esprime il proprio malcontento contro il provvedimento, giudicato: "iniquo, incostituzionale e tutto a carico dei dipendenti pubblici". L'Anaao, che sul proprio sito web invita i camici bianchi a scaricare e ad affiggere la locandina, ritiene che sia "indispensabile protestare adesso per non tacere per sempre". Sulla locandina vengono elencate dettagliatamente tutte le ragioni del no a questa manovra: dal "blocco dei salari per tre anni", al "sequestro della liquidazione pagata in tre rate annuali". E ancora, dall'"allungamento dell'età pensionabile di sei mesi senza incremento", al "blocco del turnover con 20 mila medici non sostituiti". E tanto altro. "Il Governo del fare - recita la locandina - congela gli stipendi e le pensioni, aumenta le tasse, taglia servizi e personale, preparando la liquidazione del Servizio sanitario nazionale. A pagare sono sempre gli stessi e in particolare i dipendenti pubblici prima diffamati come macellai e fannulloni e ora brutalmente colpiti nelle retribuzioni e nelle condizioni di lavoro. Nessun contributo viene richiesto a lavoratori autonomi, possessori di grandi patrimoni e milionari".
 
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3/6/2010
SANITA' LAZIO: ABBRUZZESE, REGIONE AL LAVORO PER SISTEMA VIRTUOSO  
 
Roma, 1 giu. (Adnkronos Salute) - "I 12 decreti presentati dal presidente Polverini sono un primo e importante passo in avanti per rimettere in sesto i conti della sanità regionale e ridefinire un'offerta di prestazioni che si distinguano per qualità ed eccellenza". Lo dichiara in una nota Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale del Lazio. "Il disavanzo e le inadempienze accumulate negli anni ci hanno costretti, nel rispetto del Patto della Salute, ad assumere decisioni drastiche per risolvere definitivamente i problemi legati alla ridefinizione della rete ospedaliera e ai tetti di spesa degli erogatori privati accreditati - aggiunge - L'abbiamo fatto, intervenendo a livello strutturale per ridisegnare l'intero sistema della sanità laziale, rimettendo al centro il cittadino e il diritto alla salute ed eliminando le tante duplicazioni presenti sul territorio". "Ridisegnare la mappa della sanità con la divisione in quattro macro aree omogenee e autosufficienti, e ridurre le Asl che passano da 12 a 8, significa semplificare la gestione e migliorare la qualità dell'assistenza - spiega il presidente del Consiglio regionale - I cittadini troveranno nel territorio di residenza tutti i servizi sanitari essenziali, senza dover ricorrere a spostamenti. Entro 30 giorni ogni area sarà dotata di quattro reti di alta specialità, a cui se ne aggiungeranno altre sette entro la fine di luglio", precisa. "Non sono stati fatti tagli dei posti letto - prosegue Abbruzzese - ma una riconversione degli stessi in strutture sanitarie che oggi mancano. Per ottemperare poi agli obblighi di garantire 4 posti letto ogni 1.000 abitanti, è stata ridefinita la proporzione tra ospedali e territorio, riconvertendo 2.000 posti dal settore acuti alla riabilitazione e lungodegenza e prevedendo di creare altri 3.000 posti letto per Rsa e Hospice". "Tutto questo - ricorda ancora il presidente del Consiglio regionale del Lazio - nel rispetto del principio di appropriatezza: ciò significa che ogni cura deve essere prestata nel luogo più appropriato, dai medici migliori nel campo specifico di competenza, e in quelle strutture dotate di macchinari all'avanguardia. Che tutto venga fatto ovunque significa spesso una scarsa qualità nel servizio offerto e una ricaduta negativa sulle cure che riceve il paziente". "Vorrei infine sottolineare le azioni di governo messe in campo per razionalizzare la spesa. La centralizzazione degli acquisti di beni e servizi fatti ogni anno dalle Asl consentirebbe un risparmio di circa 600 milioni (ovvero il 25% della spesa complessiva). Come il presidente Polverini aveva già annunciato in campagna elettorale, è stato istituito il Nucleo controllo sulla sanità in collaborazione con Guardia di finanza e Carabinieri per impedire il nascere di sacche di illegalità. Insomma - conclude Abbruzzese - stiamo lavorando per eliminare inefficienze e sprechi, nella convinzione di poter cambiare un sistema vecchio e che non risponde più alle esigenze dei cittadini e dei territori. Immaginiamo una sanità più virtuosa che sappia contestualmente 'fare i conti' con il passato e affrontare le sfide del futuro".
 
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3/6/2010
SANITA': FIMP, MANOVRA RISCHIA DI COLPIRE DOPPIAMENTE MEDICI CONVENZIONATI  
 
Roma, 1 mag. (Adnkronos Salute) - Pediatri di famiglia preoccupati per le conseguenze della manovra finanziaria, che rischia di colpire due volte i medici convenzionati. "In due commi, il 16 e il 17, dell'articolo 9 della manovra di contenimento della spesa - rileva in una nota Giuseppe Mele, presidente della Fimp (Federazione italiana medici pediatri) - il Governo non lascia spazio a dubbi sul fatto che anche nell'area delle convenzioni, nel triennio 2010-2012, non ci sarà nessuna contrattazione, a livello di accordi regionali e aziendali". "La questione - prosegue il leader dei pediatri di famiglia - ci lascia molto preoccupati relativamente al futuro della medicina territoriale, e altamente perplessi. Giacché quella che a prima vista potrebbe sembrare una manovra tesa al risparmio, rischia di realizzare solo una previsione di maggior spesa". In effetti, se è vero che con il riordino delle cure primarie e la previsione, proprio attraverso gli accordi regionali, di passare tutte le attività improprie dall'ospedale al territorio con il conseguente, notevole, abbattimento dei costi ospedalieri, "è altrettanto vero - prosegue la nota - che tutto ciò sarà vanificato, bloccato da questa manovra, certamente indispensabile ma che colpisce in modo indifferenziato centri di costo improprio ma, anche, le azioni di recupero". "I pediatri, per cultura, non si sono mai tirati indietro nei momenti di crisi o quando in ballo c'è stata la salute dei loro piccoli assistiti - ricorda Mele - e in questo caso sappiamo bene che i sacrifici richiesti toccano tutti gli italiani, ma non vorremmo che i medici convenzionati dovessero pagare due volte". "Non si deve dimenticare, infatti, che parte di quelli che sembrano aumenti economici contrattuali che finiscono in tasca ai medici convenzionati, in realtà sono fondi destinati alla partecipazione della copertura dei costi di produzione (strutturali e funzionali) del servizio di assistenza da parte del Ssn", prosegue Mele. Secondo la Fimp, i costi che questa manovra rischia di riassorbire con il blocco della contrattazione colpirebbero oltre misura e spropositatamente la categoria. "E' proprio per evitare rischi di questo tipo e per fare chiarezza, una volta e per tutte, che - conclude - si deve mettere mano alla ristrutturazione delle voci del compenso dei pediatri di famiglia. E, purtroppo, le recenti vicissitudini mi stanno dando ragione".
 
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3/6/2010
SANITA': SCAVONE (FIMMG), PASSO AVANTI VERSO ESONERO IRAP PER MEDICI FAMIGLIA  
 
Roma, 1 giu. (Adnkronos Salute) - Passo avanti verso il definitivo esonero dell'Irap per i medici di famiglia, grazie a una circolare emanata nei giorni scorsi dall'Agenzia delle Entrate. Lo riferisce Carmine Scavone, responsabile della Commissione fisco della Federazionie italiana medici di medicina generale (Fimmg), sindacato impegnato nella battaglia per esentare il camice bianco da questa tassa in base alla particolare attività del medico convenzionato che lo distingue da altri lavoratori autonomi. La Circolare rappresenta un ulteriore tassello verso l'esenzione. "Viene finalmente data attenzione alle peculiarità del nostro lavoro convenzionato", spiega Scavone. "E' stato stabilito - prosegue - che nei casi in cui il lavoratore autonomo sia dotato esclusivamente dei mezzi indispensabili all'esercizio dell'attività non c'è il presupposto per l'applicazione del tributo. Per la medicina convenzionata questo limite è stabilito dalla Convenzione, quindi solo nei casi in cui fosse accertato un complesso strumentale in dotazione del medico superiore a tale limite potrebbe essere legittimo il pagamento del tributo". Rimane la discrezionalità degli Uffici dell'Agenzia delle Entrate "nel valutare le singole situazioni di volta in volta", sottolinea Scavone. Questa circolare "avvalora in parte le tesi e il lavoro della Commissione fisco della Fimmg e ci incoraggia a proseguire il confronto con i funzionari dell'Agenzia delle Entrate. L'obiettivo e' di giungere all'esenzione del pagamento dell'Irap che riteniamo non debba essere mai dovuta per l'attività convenzionata della medicina generale. Ribadiamo ancora una volta - conclude Scavone - che la strumentazione e i fattori produttivi in dotazione dei medici di medicina generale in quanto convenzionati con il Ssn in nessun caso sono in grado di produrre un maggior reddito da attività svolta in Convenzione".
 
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1/6/2010
SANITA' LAZIO: POLVERINI, NESSUN TAGLIO POSTI LETTO MA RICONVERSIONE  
 
Roma, 31 mag. (Adnkronos Salute) - "Nessun taglio ai posti letto ma una riconversione degli stessi, per garantire ai cittadini laziali un'assistenza più appropriata e sicura". Lo assicura il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, nel corso della conferenza stampa nella sede della Regione, in cui ha garantito di aver inviato tutta la documentazione al tavolo tecnico del ministero dell'Economia per scongiurare un aumento dei balzelli per i cittadini. "Oltre 2 mila posti letto verranno riconvertiti per rispondere alla domanda di Rsa", residenze sanitarie assistite. Per l'esattezza, secondo il subcommissario Mario Morlacco, saranno 2.492 i posti letto per acuti che verranno riconvertiti per rispondere "adeguatamente alle esigenze dei cittadini". Il 'restyling' riguarderà trasversalmente l'intera regione, ma in alcuni casi comporterà un vero e proprio cambio di pelle di ospedali "piccoli e di cui i cittadini stessi non si fidano", afferma il subcommissario. Si tratta, nello specifico, delle strutture di Gaeta, Montefiascone, Amatrice, Ronciglione, Ceccano, Rocca Priora, Zagarolo, Ariccia, e una parte del Cto di Ostia. "Queste strutture - garantisce Morlacco - non verranno chiuse, ma i posti letto saranno riconvertiti in altre tipologie per dare ai cittadini quello di cui hanno bisogno". "Riconvertire - conclude Polverini - non vuol dire necessariamente risparmiare, ma evitare in appropriatezza morti, code negli ospedali e più in generale un cattivo servizio". La governatrice spera piuttosto di far cassa "centralizzando gli acquisti, riducendo il numero delle Asl e attuando maggiori controlli per ridurre gli sprechi".
 
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1/6/2010
SANITA' LAZIO: POLVERINI, REGIONE VERRA' DIVISA IN 4 MACRO AREE  
 
Roma, 31 mag. (Adnkronos Salute) - La sanità laziale verrà divisa in quattro macro aree, "ciascuna autosufficiente e in grado di fornire prestazioni sanitarie eque ai cittadini, in qualunque punto della regione essi si trovino". E' una delle novità previste dal restyling del Servizio sanitario regionale messo a punto dalla neogovernatrice Renata Polverini nei provvedimenti inviati oggi al tavolo tecnico al ministero del Tesoro. Le quattro macro aree individuate dal team guidato da Polverini dividono la regione sotto una sorta di 'Croce di S.Andrea' che parte dal centro della regione per diramarsi verso "Frosinone, Latina, Rieti e Roma centro", spiega la stessa governatrice. La misura va verso la strada "della riduzione delle Asl laziali da 12 a 8", uno degli obiettivi attraverso i quali Polverini spera di sforbiciare i costi della sanità.
 
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1/6/2010
SANITA' LAZIO: POLVERINI, CONSEGNATI AL TESORO DOCUMENTI RICHIESTI  
 
Roma, 31 mag. (Adnkronos Salute) - "Abbiamo consegnato al Tesoro tutto quello che ci era stato richiesto", compreso il provvedimento "sul piano di riordino della rete ospedaliera". Lo assicura il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, nel corso della conferenza stampa appena conclusasi nella sede della Regione. La governatrice fuga ogni dubbio su quanto sostenuto dall'opposizione, ovvero l'assenza del documento sul tavolo di via XX settembre sul riordino della rete degli ospedali laziali che avrebbe sfatto scattare in automatico l'aumento dell'Irap e dell'Irpef. "Non so da chi hanno le informazioni - ironizza - ma sono informati male". Stamattina, infatti, la Regione ha inviato al tavolo tecnico del Governo "dodici decreti, con i quali intendiamo cambiare il volto della sanità laziale - spiega - inaugurando così un nuovo corso". Il presidente ha ricordato che il disavanzo sanitario per l'anno 2009 ammonta a 1,4 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti 186 milioni di euro dell'anno precedente "non dichiarati - accusa - dall'ex Giunta". Adesso bisognerà attendere che il tavolo tecnico al ministero dell'Economia studi i 12 decreti per tirare le somme. Quanto all'attesa necessaria per scoprire se sui cittadini del Lazio si abbatterà una nuova stangata fiscale, "sicuramente i ministeri competenti avranno bisogno di lavorare per studiare i nostri decreti. Il piano - assicura Polverini - è infatti complesso, ma ci consentirà di cambiare radicalmente il Servizio sanitario regionale".
 
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1/6/2010
SANITA' LAZIO: CONFERMATO TAGLIO 4% A FONDI PER CLINICHE CONVENZIONATE  
 
Roma, 31 mag. (Adnkronos Salute) - Confermato il taglio del 4% ai fondi per le cliniche convenzionate con il Ssn che operano nel Lazio rispetto alle risorse previste nel 2009. La misura, ha spiegato nel corso di una conferenza stampa oggi a Roma il neo governatore Renata Polverini, è contenuta in uno dei 12 decreti inviati stamani al tavolo tecnico del ministero del Tesoro per evitare una nuova stangata fiscale per i cittadini del Lazio.
 
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1/6/2010
SANITA': ANAAO CALCOLA EFFETTI MANOVRA, PER GIOVANI MEDICI -37 MILA EURO IN 3 ANNI  
 
Roma, 31 mag. (Adnkronos Salute) - Si cominciano a fare i conti sui tagli della manovra finanziaria messa a punto dal Governo. L'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica del Ssn ha calcolato il peso e le ricadute che il provvedimento avrà sui medici della sanità pubblica. Solo per i più giovani, si calcola una perdita di circa 37 mila euro in tre anni. "Se, come si legge nel testo pubblicato sulla stampa ma non ancora in Gazzetta Ufficiale 'il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, non può superare il trattamento in godimento nell'anno 2010', ne deriva che i giovani medici del Ssn subiranno una perdita che potrebbe arrivare fino 37 mila euro nel triennio 2011-2013". Infatti - spiega l'Anaao Assomed in una nota pubblicata sul sito web - questi professionisti al raggiungimento dei 5 anni di anzianità di servizio e al superamento della corrispondente valutazione tecnico-professionale, hanno diritto su base annua a una retribuzione di posizione minima contrattuale di 3.608 euro e a un incremento dell'indennità di rapporto esclusivo pari a 7.648 euro, come previsto anche dal contratto appena sottoscritto, cui è da aggiungere il mancato incremento contrattuale per il triennio 2010-2012 (5,5% delle voci retributive). A pagare non saranno però solo i camici bianchi più giovani. Per l'Anaao Assomed, "i medici ospedalieri che dal 2011 al 2013, a causa della carenza di organico legata al blocco del turn over, per garantire la continuità assistenziale verranno chiamati a effettuare straordinario, turni notturni, festivi e reperibilità in eccesso rispetto al 2010, non riceveranno la relativa remunerazione del lavoro svolto. A dispetto dell'articolo 36 della Costituzione che stabilisce che il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro". Nella stessa situazione potrebbero trovarsi anche i direttori di struttura complessa e i responsabili di struttura semplice nominati nel periodo 2011-2013. Professionisti che, calcola l'Anaao Assomed, "avrebbero il riconoscimento giuridico della nuova posizione, ma non gli incrementi economici rinviati al 2014". Per il principale sindacato della dirigenza medica del Ssn, "l'iniquità è del tutto evidente nel confronto con i manager del settore pubblico, a cui viene chiesto solo un contributo forzoso del 5% per la quota parte di retribuzione superiore a 90mila euro, del settore privato nemmeno chiamati a contribuire al risanamento dei conti. Inoltre - conclude l'Anaao Assomed - emerge anche un profilo di incostituzionalità per il taglio chirurgico degli stipendi fatto dai tecnici di via XX Settembre poiché discrimina in modo selettivo una categoria di cittadini".
 
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1/6/2010
SANITA': RIUNIONE SINDACATI MEDICI SU MANOVRA, MANIFESTAZIONE IN VISTA  
 
Roma, 31 mag. (Adnkronos Salute) - Uno per tutti, tutti per uno: i sindacati della dirigenza medica del Ssn fanno quadrato e, compatti, affilano le armi contro la manovra finanziaria. Venerdì, nella sede romana della Cimo-Asmd, è in programma una riunione dell'Intersindacale medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa proprio per fare il punto sul provvedimento messo a punto dal Governo, ritenuto dai camici bianchi "ingiusto e iniquo". Obiettivo dell'incontro: "trovare una posizione comune su alcuni punti e valutare eventuali azioni sindacali comuni da intraprendere. Non è esclusa una manifestazione unitaria". A riferirlo all'Adnkronos Salute è il presidente della Cimo-Asmd, Riccardo Cassi, che precisa: "Non ci faremo trasportare su una campagna di tipo politico". I punti della manovra che più preoccupano i camici bianchi riguardano il blocco contrattuale, la riduzione della retribuzione per i redditi superiori a 90 mila euro e il blocco del turn over. "Le posizioni - spiega Cassi - sono molto variegate. L'intenzione è quella di trovare una posizione comune e unitaria su alcuni punti critici della manovra, uno su tutti: il blocco del turn over, che rischia di mettere in crisi gli ospedali. Con effetti catastrofici". Un tema, quello del blocco turn over, su cui si è già espresso negativamente anche il vicesegretario nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise: "Questo blocco - spiega Troise - non tiene conto dei flussi di mobilità di uscita dei camici bianchi. Nei prossimi 4 anni - sottolinea - saranno 30 mila i medici che usciranno dal Ssn e, con questa norma, ne entrerebbero appena 6 mila". A rimetterci, naturalmente, i cittadini. "A pagare un conto salato - aggiunge il vicesegretario Anaao Assomed - sarà l'intero settore della sanità pubblica, con conseguenze disastrose sulla qualità e quantità dei servizi sanitari erogati".
 
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31/5/2010
SANITA': COMMISSIONE ERRORI FARA' ACCERTAMENTI SU FALSI MEDICI  
 
Roma, 28 mag. (Adnkronos Salute) - I 'falsi medici' sono "una degenerazione del sistema sanitario italiano" su cui la Commissione d'inchiesta della Camera sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari "farà accertamenti". Lo assicura il presidente dell'organismo parlamentare, Leoluca Orlando. "Circa trentamila persone in Italia, secondo stime degli Ordini professionali, esercitano - si legge in una nota - la professione medica senza averne titolo, commettendo così un reato e mettendo a rischio la salute dei cittadini". Sono circa 15.000 i falsi medici e altrettanti i dentisti 'fasulli'. Solo nel 2009 sono state 1.170 le persone denunciate dal Nas per esercizio abusivo della professione medica, cifra cui vanno aggiunti i dati dell'attività della Guardia di Finanza e della Polizia. Circa mille ogni anno i processi per questo tipo di reato, ricorda una nota. "Le condanne nei confronti di persone che lucrano sulla buona fede dei pazienti e ne mettono a rischio l'incolumità - conclude Orlando - sono spesso troppo lievi, o comunque non agiscono a sufficienza da deterrente".
 
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31/5/2010
SANITA' LAZIO: CGIL FP, CON MANOVRA A RISCHIO 15MILA POSTI IN 3 ANNI  
 
Roma, 28 mag. (Adnkronos Salute) - "Il solo blocco del turn over in sanità, Enti locali e amministrazioni statali provocherà nel Lazio la perdita di 15 mila posti in tre anni. Se a questo aggiungiamo il licenziamento di oltre 5 mila precari, nei prossimi mesi potremmo correre il concreto rischio che i cittadini vedano chiudere interi reparti ospedalieri, sportelli informativi della questura e della prefettura, asili nido e scuole dell'infanzia". A lanciare l'allarme è Lorenzo Mazzoli, segretario generale della Cgil Fp di Roma e Lazio, che annuncia la partecipazione il 12 giugno alla manifestazione indetta dalla Cgil Fp nazionale a Roma. "I cittadini del Lazio - dice Mazzoli - sono i più colpiti dalla manovra finanziaria. Ancora una volta il costo della crisi e della recessione lo pagano i lavoratori e i cittadini più deboli, quelli del Lazio due volte. Da un lato la manovra del Governo che divide il Paese. E dall'altro gli annunci dell'amministrazione regionale di tagli di ospedali e posti letto, dopo aver assicurato in campagna elettorale che nulla sarebbe accaduto, con effetti speciali, senza indicare le alternative e senza aver ancora convocato le organizzazioni sindacali: uno tsunami in vista per l'economia e il welfare della Regione: se confermate, queste scelte provocheranno un disastro sociale". Sullo stesso filone la "riduzione delle ambulanze e dei servizi sociali. Intere strutture, in una tale situazione, correrebbero il rischio di non poter garantire i servizi essenziali. A questo va aggiunto il blocco dei contratti che, oltre a ridurre il potere d'acquisto per retribuzioni già basse, deprimerà un'economia regionale di per se già in crisi".
 
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31/5/2010
SANITA' LAZIO: POLVERINI, LAVORIAMO A TEMPO PIENO PER RIMETTERE A POSTO CONTI  
 
Roma, 28 mag. (Adnkronos Salute) - "Stiamo lavorando molto per la sanità, da quando sono stata nominata commissario, tutti i giorni, fino a molto tardi, anche il sabato e la domenica. Abbiamo il dovere di rimettere a posto i conti complessivi della Regione a cominciare dalla sanità. Stiamo lavorando a tempo pieno, e quindi siamo fiduciosi che venga approvato. Sono tutti i giorni dedicati alla sanità e a tutto il resto, ma la sanità è centrale". Lo ha dichiarato Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, a margine della premiazione del concorso ippico di Piazza Siena, che si é svolta oggi a Roma.
 
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31/5/2010
SANITA': FEDERSANITA'-ANCI, 'RETE' ENTI LOCALI PER AFFRONTARE TAGLI MANOVRA  
 
Roma, 28 mag. (Adnkronos Salute) - Enti locali in 'rete' per garantire la qualità dei servizi sanitari nonostante i tagli della manovra, facendo tesoro delle esperienze di eccellenza realizzate nelle diverse realtà del territorio. E' una delle proposte emerse dal convegno 'La sanità sul territorio: prima e dopo le cure", organizzato da Federsanità-Anci (Associazione nazionale comuni italiani) all'interno di Exposanità,manifestazione in corso a Bologna fino a domani. Un incontro che si è trasformato in un tavolo di lavoro propositivo, in vista dei sacrifici legati alla manovra economica. Serve puntare su una 'rete', hanno spiegato gli esperti, "per accompagnare con coraggio coloro che subiranno dalla Finanziaria 2010 le maggiori ristrettezze economiche, ma per farlo è assolutamente necessario tenere presente l'obiettivo di massima qualità con autorevolezza e credibilita". Diverse le proposte pratiche emerse dall'incontro bolognese. Crescenzo Simone, presidente nazionale Ancom (Associazione nazionale cooperative mediche), ha chiesto un confronto diretto con le istituzioni comunali e regionali perché si possano valutare le soluzioni già sperimentate dalla categoria. Gabriele Cavazza (Associazione Emilia-Romagna Card Categoria delle associazioni regionali di distretto) ha sottolineato la presenza a Bologna di un sistema informatico puntuale e aggiornato, che accompagna la cartella clinica del malato dal medico di base allo specialista, passando attraverso le strutture ospedaliere, velocizzando così i tempi di approccio alla diagnostica e dando modo al cittadino di non perdersi nella rete burocratica. In questo modo si evitano sprechi di tempi e costi. Ma il sistema richiede comunque degli investimenti iniziali. Infine Federsanità-Anci ha sottolineato il proprio ruolo di raccordo tra territorio e politica, ribadendo la disponibilità a raccogliere le proposte dei Comuni italiani perché vengano considerate e accolte in sede legislativa locale e nazionale.
 
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31/5/2010
SANITA': FIMMG, PREOCCUPATI PER BLOCCO CONVENZIONI MEDICINA FAMIGLIA  
 
Roma, 28 mag. (Adnkronos Salute) - Non solo i medici ospedalieri, la manovra finanziaria presentata dal Governo fa 'storcere il naso' anche ai medici di famiglia. "Siamo molto preoccupati per le misure di contenimento della spesa che toccheranno da vicino la medicina generale". E' quanto afferma il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo. "Non vogliamo tirarci indietro di fronte ai sacrifici che, come tutti gli italiani, siamo tenuti a fare - sottolinea in una nota Milillo - ma, per quanto ci è dato conoscere da notizie non ancora ufficiali, il blocco senza possibilità di recupero delle procedure contrattuali e negoziali del personale per il triennio 2010-2012 (previsto dal comma 17 dell'articolo 9 inserito nel Capitolo III 'Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico, invalidità e previdenza' della manovra) e la riduzione dei finanziamenti (prevista dal comma 16 dello stesso articolo) metterebbero a rischio il processo di sviluppo dell'assistenza primaria". "Paradossalmente - aggiunge il numero uno della Fimmg - l'effetto di tale manovra potrebbe comportare un aumento dei costi. Molte attività rimarrebbero in capo alle strutture ospedaliere impedendo di fatto il loro trasferimento sul territorio per renderle più efficaci e meno onerose. Dobbiamo inoltre ricordare come una rilevante quota dei nostri compensi non costituisce reddito, ma serve a finanziare i costi dell'attività (attrezzature, affitto e manutenzione degli studi) e gli stipendi del del personale (collaboratori di studio, operatori sociosanitari e infermieri), che - conclude Milillo - nessuna manovra è in grado di congelare".
 
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31/5/2010
IMPORTANTI NOVITA' - al via le iscrizioni via web per i corsi ECM dell'Ordine  
 

In allegato la comunicazione del Presidente Mario Falconi agli iscritti circa l'inaugurazione della piattaforma ECM Educa per le iscriizoni online ai Corsi ECM organizzati dall'Ordine.

Ufficio Segreteria ECM
 
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30/5/2010
FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE - LETTERA DEL PRESIDENTE, DOTT. MARIO FALCONI, ALL'ON.LE RENATA POLVERINI  
 


IL PRESIDENTE, DOTT. MARIO FALCONI, HA INVIATO IN DATA 25 MAGGIO 2010 UNA NOTA ALL'ON.LE POLVERINI PER SOLLECITARE UN SUO INTERVENTO NEI CONFRONTI DEI MEDICI CHE HANNO ACQUISITO IL TITOLO DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE IN ATTESA DI COVENZIONAMENTO.

ALLEGHIAMO LA NOTA INVIATA DAL PRESIDENTE E LA LETTERA A FIRMA DEI DOTT.RI MARCELLO PILI, GIUSEPPE MITTIGA, ANTONIA COLICCHIO, MARIA CRISTINA MAGNOTTI, FRANCESCA ROMANA ESPOSITO IN RAPPRESENTANZA DI 200 SANITARI IN POSSESSO DEL TITOLO DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE.
 
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28/5/2010
SANITA': SNAMI, PER MEDICI DI FAMIGLIA ALLARME TURN OVER  
 
Roma, 27 mag. (Adnkronos Salute) - Allarme turn over per i medici di famiglia. A lanciarlo i camici bianchi del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), dal congresso in corso a Palermo. L'età media dei medici di famiglia in Italia - dice il presidente dello Snami Angelo Testa - ha ormai raggiunto quota 'over 50'. Nel 2016 si prospetta un'uscita dall'attività professionale addirittura del 60%, senza un adeguato ricambio". A tutto ciò, "si aggiunga - continua Testa - la prossima allarmante carenza di laureati in medicina che nel 2020 potrebbe aggravare ulteriormente la situazione dell'assistenza territoriale". Lo Snami "da anni denuncia questa situazione chiedendo di intervenire sulla programmazione del numero chiuso e dei test di ingresso alla facoltà di medicina e chirurgia. Se non ci si prepara sin da ora, fra 10 anni avremo una situazione di irreversibilità". Per formare uno specialista in medicina generale "servono all'incirca 10 anni tra laurea, abilitazione e corso di specializzazione. Se non si corre subito ai ripari sarà impossibile recuperare il gap. Secondo i dati Enpam, poi a questa situazione si aggiunge l'aumento di richiesta di prepensionamento a seguito di malattie professionali e invalidanti collegate allo stress per i nuovi carichi di lavoro", conclude Testa.
 
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28/5/2010
LAZIO: POLICLINICO UMBERTO I, AL VIA CORSO 'PER UN PARTO SERENO'  
 
Roma, 27 mag. (Adnkronos Salute) - Un nuovo corso di aggiornamento al policlinico Umberto I di Roma. Questa volta si tratta di 'Per un parto sereno: lavoro di equipe', un'iniziativa che partirà domani, organizzata dall'Associazione Sippo (Società italiana psicoprofilassi ostetrica). L'anestesista Maria Luisa Borgia - si legge in una nota del policlinico romano - illustrerà il servizio 'Anestesia in ostetricia' per il parto in analgesia dell'Umberto I. Il corso mira a fornire importanti informazioni riguardanti il dolore del parto, la farmacodinamica e farmacocinetica degli anestetici locali, la gestione del travaglio in parto analgesia, i farmaci per il controllo della coagulazione, il ruolo dell'ostetrica e l'uso del remiferentanil in parto analgesia.
 
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28/5/2010
SANITA': SMI, MANOVRA INSUFFICIENTE E INADEGUATA  
 
Roma, 27 mag. (Adnkronos Salute) - "Una manovra insufficiente e inadeguata. Nel resto d'Europa si discute di innalzare l'età pensionabile e di ridurre gli sprechi nell'amministrazione pubblica, in Italia invece si prevedono solo interventi tampone che, oltretutto, danneggiano i cittadini e mortificano i medici e il Ssn". Parola di Salvo Calì, segretario generale del Sindacato dei medici italiani (Smi), che commenta così la manovra economica presentata dal Governo. Secondo lo Smi, quanto proposto dall'esecutivo rischia di essere solo "un'operazione dettata dall'emergenza e dalle pressioni internazionali. Mancano però le tanto auspicate riforme strutturali in sanità di cui l'Italia ha assoluto bisogno". Per Calì, "se non si risolve il nodo dell'invecchiamento della popolazione, la mutata domanda di salute e la conseguente e necessaria riorganizzazione delle cure primarie e dei servizi sanitari, non si arriverà mai a un vero risparmio nella spesa del settore. Purtroppo - aggiunge - finora questa è stata una vera chimera, nonostante i continui annunci di prossime rivoluzioni nella medicina generale o le promesse di modernizzazione e potenziamento del territorio del ministro di turno, non ultimo Fazio". Secondo Calì, "sarà impossibile avviare una politica corretta di contenimento e di razionalizzazione dei costi se non si riformano i meccanismi di governo del Ssn, viste le ingerenze della politica e le degenerazioni del regionalismo italiano. Attendiamo da anni invano - sottolinea - una nuova legge sulla governance, sul governo clinico delle Asl per dare una soluzione definitiva al problema e, invece, dobbiamo subire dei tagli iniqui, oltretutto a una categoria che ha ben poche responsabilità nei buchi di bilanci delle regioni". Il segretario generale dello Smi ritiene comunque che "non tutto ciò che si sta facendo è sbagliato, ma manca una logica complessiva e latitano proposte di portata strutturale: l'innalzamento dell'età pensionabile, una modernizzazione e riorganizzazione del Ssn, una serrata lotta all'evasione fiscale. Ma anche una riduzione della pressione tributaria, un taglio netto agli organismi ed enti pubblici inutili. Se non si aprirà un confronto con i medici - conclude Calì - non mancheremo di avviare una forte mobilitazione".
 
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28/5/2010
SANITA': L'ETA' D'ORO DELL'INFORMATICA, 1 STRUTTURA SU 3 INVESTIRA' 20% IN PIU'  
 
Milano, 27 mag. (Adnkronos Salute) - Un'età d'oro per l'informatica in corsia: nei prossimi tre anni, in Italia, una struttura sanitaria su tre (precisamente il 32%) aumenterà la spesa in innovazione informatica di oltre il 20% rispetto al triennio scorso. In controtendenza rispetto al panorama generale, dove la spesa in tecnologie di elaborazione, comunicazione e archiviazione è in contrazione. E' quanto emerge dalla ricerca dell'Osservatorio Ict in Sanità della School of management del Politecnico di Milano, condotta in collaborazione con l'Ict Institute del Politecnico e presentata oggi a Bologna in occasione della fiera Exposanità. L'indagine ha coinvolto oltre 200 fra ospedali, ambulatori, case di cura, cliniche, istituti di ricerca e fondazioni. Considerando la media dei budget destinati a strumenti e progetti informatici da tutta la sanità italiana, le spese annuali passano da 1,9 milioni di euro registrati nel 2009 ai 2 milioni del 2010 (+6%). Solo per nuovi progetti ad alto contenuto tecnologico, l'investimento nello stesso periodo cresce da 1 a 1,2 milioni di euro (+17%). Si riducono anche le strutture sanitarie che mettono in conto investimenti annui in informatica inferiori ai 300 mila euro: erano il 37% del totale nel 2009, oggi sono il 25%. Aumentano invece le aziende con investimenti fra i 2 e i 5 milioni di euro: l'anno scorso erano il 5% del totale, oggi sono l'11%. Cinque gli ambiti in cui l'Italia della sanità punta sull'innovazione. In cima alla lista la cartella clinica elettronica, che riunisce in formato digitale le informazioni mediche sul percorso di cura del paziente all'interno di una singola struttura sanitaria (l'evoluzione è il fascicolo sanitario elettronico, che integra l'intera documentazione sanitaria del paziente presente nelle diverse strutture del territorio). Segue la 'dematerializzazione' dei documenti sanitari, contesto in cui rientrano anche i sistemi di sicurezza e validazione, come la firma elettronica, e la gestione informatizzata dei farmaci. E ancora la creazione di un network fra i sistemi informativi delle strutture sanitarie, con accesso ai documenti nel rispetto delle norme di sicurezza e di privacy, e la continuità assistenziale, cioè il monitoraggio a distanza del paziente da parte delle strutture ospedaliere. Conclude la lista la prenotazione e il pagamento dei servizi sanitari. Unico neo: "L'innovazione nella sanità italiana è disomogenea. Il modello federato ha prodotto sistemi regionali autonomi e diversi. Le regioni del nord hanno investito e continueranno a investire più di quelle del centro e del sud", avverte in una nota Mariano Corso, docente del Politecnico di Milano e direttore dell'Osservatorio Ict in sanità. Alle eccellenze, conclude, "fanno da contrappeso situazioni di degrado nel servizio e sprechi nell'impiego delle risorse".
 
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28/5/2010
SANITA': CGIL MEDICI, MANOVRA TAGLIA 12 MILA PRECARI, A RISCHIO PRONTO SOCCORSO  
 
Roma, 27 mag. (Adnkronos Salute) - Non si placa la protesta dei medici contro la manovra finanziaria. "Il dimezzamento dei precari nel pubblico impiego e la cancellazione dell'80% delle consulenze, così come previsto dalla manovra economica del Governo, mette a rischio, nelle Regioni che la recepiranno, il funzionamento dei servizi per l'emergenza e i pronto soccorso dove lavorano gran parte dei 12 mila medici precari". Parola di Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil medici, che annuncia battaglia e invita tutti i camici bianchi del Ssn alla mobilitazione. "Il taglio del 50% dei circa 7 mila camici bianchi a tempo determinato e dei medici precari 'invisibili' con rapporti di lavoro atipici e di consulenza - sottolinea Cozza in una nota - si aggiungerà alla mancata sostituzione per il blocco del turn over dell'80% dei dipendenti che andranno in pensione. Una miscela esplosiva che nei prossimi due anni potrà determinare nella sanità pubblica una carenza complessiva di 12 mila medici, e il taglio del 10% delle prestazioni mediche erogate ai cittadini". Per Cozza, "ancora più grave" la situazione sarà nelle Regioni soggette ai piani di rientro (Lazio, Campania, Molise, Calabria, Abruzzo e Sicilia) "dove il blocco del turn over è spesso totale. Ad esempio nel Lazio, che vede la presenza di circa 1.500 medici precari, sono a forte rischio di chiusura alcuni reparti del Policlinico di Roma, dalla pediatria a servizi di radiologia e di rianimazione, e i pronto soccorso di alcuni ospedali di provincia. I medici che rimarranno a lavorare vedranno congelati per tre anni i loro stipendi e avranno un carico maggiore di lavoro, a partire dalle guardie ospedaliere". "Perché - è l'interrogativo posto da Cozza - un signore che guadagna 500 mila euro non fa alcun sacrificio, così come i grandi evasori coperti dallo scudo fiscale, mentre la manovra ricade in gran parte sui dipendenti pubblici, e ai medici non verrà dato l'aumento stimato in 280 euro mensili? E' questo il cuore dell'iniquità della manovra che ricade sulle spalle dei soliti noti". Il segretario nazionale della Fp Cgil medici rivolge quindi un appello a tutti i camici bianchi del Ssn: "Per chiedere al Governo e al Parlamento di cambiare le iniquità della manovra, invitiamo tutti i medici del Servizio sanitario nazionale alla mobilitazione, a manifestare insieme a tutto il pubblico impiego il 12 giugno a Roma con la Cgil, fino ad arrivare allo sciopero generale che dovrebbe essere proclamato entro giugno. E - conclude Cozza - siamo pronti anche a proteste unitarie con gli altri sindacati medici".
 
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28/5/2010
SANITA': FAZIO, CON MANOVRA SCONGIURATO SUPER-TICKET  
 
Roma, 27 mag. (Adnkronos Salute) - Pericolo scampato per i tagli alla sanità. "Il super-ticket non sarà introdotto". La conferma arriva dal ministro della Salute Ferruccio Fazio, a margine della Giornata nazionale del respiro che si sta celebrando nella sede del dicastero a Roma. "Come è stato già detto - ribadisce il ministro - la manovra finanziaria dal punto di vista sanitario sarà a impatto zero".
 
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27/5/2010
SANITA' LAZIO: CGIL, CISL E UIL, RICHIESTO INCONTRO URGENTE CON POLVERINI  
 
Roma, 26 mag. (Adnkronos Salute) - Un incontro urgente sul tema della sanità, insieme alle rispettive categorie. Lo hanno chiesto Cgil di Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil di Roma e Lazio, in una lettera inviata ieri al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. "In questi giorni non si fa altro che parlare di tagli alla sanità e aumenti delle tasse - dichiarano Claudio Di Berardino, segretario generale Cgil di Roma e del Lazio, Franco Simeoni, segretario generale Cisl del Lazio, e Luigi Scardaone, segretario generale Uil di Roma e del Lazio - Se tutto ciò dovesse concretarsi, avremmo come risultato un peggioramento della qualità dell'offerta sanitaria e delle condizioni economiche delle famiglie. Una prospettiva inaccettabile. Per questo - concludono - pur essendo stati convocati per un primo generale incontro con la Regione il 1 giugno, chiediamo alla presidente Polverini di aprire immediatamente sul piano di riordino della rete ospedaliera un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali".
 
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27/5/2010
SANITA' LAZIO: SAN RAFFAELE ANNUNCIA QUERELE CONTRO STAMPA  
 
Roma, 26 mag. (Adnkronos Salute) - Il Gruppo San Raffaele passa al contrattacco e annuncia querele contro la stampa, rea di diffondere "notizie false e profondamente lesive della reputazione e dell'immagine della società". L'azienda è finita alla ribalta delle cronache dopo il sequestro cautelativo disposto dalla Corte dei Conti di sei cliniche del Gruppo. Il reato su cui la Procura di Velletri sta indagando è quello di danno al Servizio sanitario nazionale, per svariati milioni di euro, attraverso la fatturazione di prestazioni sanitarie mai effettuate o comunque irregolari. Ma per il San Raffaele, in merito alla vicenda, sono state diffuse notizie false. "Con riferimento alle notizie false e profondamente lesive della reputazione e dell'immagine del San Raffaele spa, delle sue strutture sanitarie e di tutto il personale in esse impiegato a vario titolo, pubblicate oggi su alcuni mezzi di informazione, in particolare su un quotidiano economico-finanziario, la Società comunica che ha dato mandato ai suoi legali affinché vengano poste in atto tutte le azioni a tutela della propria immagine e dei propri diritti".
 
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27/5/2010
LAZIO: REGINA ELENA E S.GALLICANO ROMA ADERISCONO A GIORNATA DEL SOLLIEVO  
 
Roma, 26 mag. (Adnkronos Salute) - Anche gli Istituti Regina Elena e San Gallicano di Roma partecipano domenica alla nona edizione della Giornata del sollievo, iniziativa promossa dalla Fondazione nazionale Gigi Ghirotti, in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e con il patrocinio del ministero della Salute. Aprono la giornata Francesco Bevere, direttore generale degli istituti, insieme a l'onorevole Rocco Crimi. "Sollievo - dichiara Bevere in una nota - vuol dire anche ricevere attenzioni che ti sostengono in un momento difficile come quello della malattia, in cui l'integrità della persona può essere compromessa. I nostri istituti, insieme alla Fondazione Gigi Ghirotti, condividono l'obiettivo di portare sollievo, inteso nell'accezione di serenità, affetto, vicinanza, amore, altruismo, comprensione, umanizzazione delle cure". Tutte attività che gli Istituti Regina Elena e San Gallicano offrono da tempo ai propri assistiti. Il pranzo, preparato dal personale dell'ente, sarà servito nell'area verde del Centro congressi. E' inoltre in programma la proiezione di filmati che raccontano delle molteplici attività di umanizzazione che si svolgono negli istituti. Successivamente, una serie di appuntamenti ricreativi terranno impegnati gli assistiti e i loro familiari: proiezione di film, proiezione della partita Italia-Germania 1982, laboratorio di pittura, giochi di carte, corso di make-up al quale parteciperanno anche Hoara Borselli, Maria Grazia Nazzari e Barbara Chiappini nelle vesti di consulenti di bellezza.
 
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27/5/2010
LAZIO: AUSL VITERBO, CONVEGNO SU STAMINALI DA CORDONE OMBELICALE  
 
Viterbo, 26 mag. (Adnkronos Salute) - Promuovere e diffondere, anche nel territorio della Tuscia la cultura della donazione del sangue del cordone ombelicale con finalità solidaristiche. Questo l'obiettivo di un convegno in programma venerdì a Tarquinia, sul tema 'Donazione e trapianto di cellule staminali da cordone ombelicale: le basi scientifiche ed etiche della donazione solidaristica'. L'evento è organizzato da Adisco Lazio Onlus e dall'Unità operativa di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Tarquinia. Il cordone ombelicale - ricorda una nota dell'Ausl di Viterbo - dopo un parto può oggi essere utilizzato per prelevare le cellule staminali con il consenso dei genitori. Adisco è una Onlus che opera su tutto il territorio nazionale in collaborazione con le strutture sanitarie. L'associazione ha come obiettivi: promuovere la donazione di sangue del cordone ombelicale, renderla possibile su tutto il territorio nazionale e raccogliere fondi per la ricerca. Tutto il personale dell'Ostetricia di Tarquinia, diretta da Antonio Perugini, da alcuni anni ha accolto pienamente i principi della donazione solidaristica fondati su solide basi scientifiche, sulla massima sicurezza della procedura e sulla completa gratuità della conservazione del campione. Il sangue del cordone, donato alle banche pubbliche italiane, è quindi disponibile per essere trapiantato in qualsiasi malato nel mondo necessiti di cellule staminali compatibili, compresi naturalmente i familiari del donatore stesso. Il convegno di Tarquinia analizzerà quindi tutti gli aspetti della donazione del sangue del cordone ombelicale grazie anche all'intervento di alcuni dei massimi esperti nazionali e mondiali nel settore.
 
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27/5/2010
PEDIATRIA: A MILANO NUOVO SUPERTEST PER BEBE', 'STANA' 40 MALATTIE RARE  
 
Milano, 26 mag. (Adnkronos Salute) - Bastano poche gocce di sangue su una speciale carta assorbente per 'stanare' in un paio di minuti più di 40 malattie metaboliche rare. Poche gocce di sangue e uno strumento ultra sofisticato che vale 160 mila euro. Si chiama Tandem Mass ed è la nuova arrivata nel 'parco macchine' dell'ospedale dei bambini Vittore Buzzi di Milano. Uno strumento salvavita per i neonati colpiti da queste patologie. Perché solo una diagnosi precoce può aiutare i medici a intervenire in tempo, limitando o prevenendo i danni con diete speciali o terapie a base di farmaci orfani. La nuova apparecchiatura, presentata oggi nel capoluogo lombardo, è già al lavoro nel laboratorio di riferimento regionale per lo screening neonatale. Tecnologia di ultima generazione, amica dei bebè. E' approdata al Buzzi, una delle culle di Milano, già da quasi un anno e adesso è pronta per il grande salto dalla fase sperimentale al pieno regime. In una regione che ogni anno registra più di 90 mila nascite. La Tandem Mass potenzia l'attività diagnostica del laboratorio milanese. Il Buzzi ha potuto acquistarla grazie a una massiccia campagna di raccolta fondi lanciata dalla onlus Obm (Ospedale dei bambini di Milano), con l'aiuto del gruppo farmaceutico Sanofi-Aventis e di una neomamma della tv che ha prestato il suo volto alla causa: la giornalista Ilaria D'Amico. I cittadini hanno risposto numerosi , partecipando alla donazione via sms solidale. La Tandem Mass è l'evoluzione hi-tech della classica spettrometria. Prevede appunto l'uso in tandem di due spettrometri di massa che permettono di indagare su gruppi di malattie rare diverse, a esordio neonatale e infantile, con un solo prelievo. Completa la catena di montaggio un 'cervellone' informatico che aiuta i medici nell'identificazione dello specifico errore congenito del metabolismo. Il risultato arriva in pochi minuti. Oggi in Italia lo screening neonatale è regolamentato solo per 4 malattie (la fenilchetonuria, l'ipotiroidismo congenito, la fibrosi cistica, la galattosemia). In Lombardia, con la Tandem mass, presto l'indagine si allargherà a 40 patologie. "Si tratta di malattie rare che contano meno di 5 casi ogni 10 mila abitanti e spesso, proprio per questo motivo, non vengono riconosciute - spiega Carlo Corbetta, direttore del Laboratorio di riferimento regionale per lo screening neonatale degli Istituti clinici di perfezionamento-ospedale Buzzi. "Ogni anno l'ospedale - prosegue - esegue su tutti i neonati lombardi lo screening obbligatorio e contribuisce con altre strutture sanitarie ai progetti di diagnosi e cura delle malattie rare. La Tandem Mass consentirà di ottimizzare le capacità diagnostiche per alcuni errori congeniti del metabolismo (aminoacidopatie, acidemie organiche, difetti dell'ossidazione degli acidi grassi), causa importante di patologia nei neonati e nei bambini". La formazione del personale che dovrà usare questa complessa macchina, dotata di software moderni, "si è già conclusa - annuncia Corbetta - ed è a buon punto anche la definizione preliminare dei molti parametri biochimici necessari per l'interpretazione corretta dei risultati". Di diagnosi precoce e malattie metaboliche ereditarie si parlerà il 4 giugno a Milano, in occasione di un convegno con specialisti, pediatri e associazioni dei genitori, organizzato nell'Aula magna dell'ospedale Buzzi.
 
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27/5/2010
SANITA': MEDICI SSN UNITI CONTRO MANOVRA, E' INGIUSTA E INIQUA  
 
Roma, 26 mag. (Adnkronos Salute) - Medici del Servizio sanitario nazionale uniti contro la manovra finanziaria varata dal Governo. Ai camici bianchi, dipendenti del pubblico impiego, non piace per nulla il provvedimento messo a punto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Lo ritengono "ingiusto e iniquo", che va a colpire "i soliti noti". Non solo. Se alcune misure previste dal documento varato ieri in Consiglio dei ministri non saranno riviste, "a pagare saranno anche i pazienti, che per avere assistenza saranno costretti a rivolgersi sempre di più al privato". E' il quadro a tinte fosche tratteggiato all'Adnkronos Salute da alcune tra le principali organizzazioni sindacali della dirigenza medica del Ssn: Anaao Assomed, Cimo-Asmd e Fp Cgil medici. Sindacati delusi dalla manovra ma pronti a dare battaglia. "La prossima settimana - dichiara il vicesegretario nazionale dell'Anaao Assomed Costantino Troise, che conferma la mobilitazione della categoria - cercheremo di organizzare una riunione con tutte le sigle per fare il punto e per decidere quali iniziative intraprendere. L'intenzione è quella di ottenere la rimodulazione dei punti più negativi della manovra. Prima che il decreto diventi legge". Un invito raccolto subito dal segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza: "Siamo disponibili a iniziative unitarie e ad azioni di protesta contro questa manovra iniqua, a difesa della categoria e dell'intero sistema sanitario". I punti della manovra che più preoccupano i camici bianchi riguardano il blocco contrattuale, l'aliquota fiscale aggiuntiva per i redditi superiori a 90 mila euro e il blocco del turn over. "Anche se il testo definitivo ancora non si conosce - spiega Troise - la manovra dovrebbe prevedere il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici fino al 2013, misura che aggrava pesantemente il potere d'acquisto". E ancora. "Il provvedimento - aggiunge il vicesegretario Anaao Assomed - colpisce inoltre i medici con un'aliquota fiscale aggiuntiva del 5% per i redditi superiori a 90 mila euro. Quindi - sottolinea Troise - dire che questa manovra non mette le mani in tasca dei contribuenti è una falsità. Per quanto ci riguarda mette le mani nelle tasche dei camici dei medici dipendenti del Ssn fino a sfondarle". Ma non è solo un problema di portafoglio. Ad esempio, questa aliquota fiscale aggiuntiva, che dovrebbe colpire circa il 15% dei camici bianchi del servizio pubblico, potrebbe generare problemi di natura strettamente assistenziale. "Per raggiungere quegli stipendi, i medici fanno turni aggiuntivi, notturni e quant'altro. Siamo sicuri che saranno disposti ancora a fare questi 'sacrifici'?", è l'interrogativo posto dal presidente della Cimo-Asmd, Riccardo Cassi. "Noi - aggiunge - abbiamo già invitato i nostri associati a non fare più turni aggiuntivi". Ecco quindi che a pagare, in termini di assistenza, potrebbero essere anche i pazienti. Un altro punto della manovra nel mirino dei medici è senz'altro il blocco del turn over. "Questo blocco - spiega Troise - non tiene conto dei flussi di mobilità di uscita dei camici bianchi. Nei prossimi 4 anni - sottolinea - saranno 30 mila i medici che usciranno dal Ssn e, con questa norma, ne entrerebbero appena 6 mila". Pochi medici, scarsa assistenza ai cittadini. "Certamente", afferma Troise. "A pagare un conto salato sarà l'intero settore della sanità pubblica, con conseguenze disastrose sulla qualità e quantità dei servizi sanitari erogati. Il diritto alla salute - sottolinea il vicesegretario - è destinato a diventare un diritto condizionato dal censo e dalle condizioni organizzative ed economiche della Regione di residenza. Dire quindi che questa manovra non tocca la sanità è una bugia. La tocca eccome". Ma i camici bianchi non ci stanno e annunciano battaglia. Per Cassi, "i medici non sono più disposti a subire ulteriori abbattimenti economici senza reagire. La categoria dà già il suo contributo al bilancio dello Stato lavorando milioni di ore che non vengono pagate dalle Asl e dalle aziende ospedaliere. Ci impegneremo - aggiunge il presidente Cimo-Asmd - affinché Governo e Parlamento tengano conto della peculiarità e delle condizioni del lavoro negli ospedali e nei presidi territoriali. Perché i medici - conclude Cassi - sono dirigenti solo di nome, in realtà professionisti impegnati nella tutela della salute dei cittadini".
 
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26/5/2010
Scadenza del termine ultimo per la comunicazione all’Ordine dell’indirizzo della propria Pec  
 
Con riferimento alla notizia della scadenza del termine ultimo per la comunicazione all’Ordine dell’indirizzo della propria Casella di Posta Elettronica Certificata (PEC), pubblicata sul bollettino dell'Ordine n°2 Marzo-Aprile 2010 , si rende noto che erroneamente è stato indicato al 29/11/2010, mentre è scaduto il 29/11/2009.
 
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26/5/2010
SANITA' LAZIO: ASL RM/H SU SEQUESTRO S.RAFFAELE, NOI PARTE LESA  
 
Roma, 25 mag. (Adnkronos Salute) - "Al momento possiamo solo aspettare l'evolversi del procedimento penale. E' chiaro però che in tutta questa vicenda l'Asl Roma H è parte lesa". E' quanto afferma all'Adnkronos Salute il direttore generale dell'Asl Roma H, Alessandro Cipolla, dopo che la Corte dei Conti ha disposto il sequestro di sei cliniche della Tosinvest, tra cui la San Raffaele di Velletri, che si trova sul territorio di competenza dell'azienda sanitaria capitolina. Il reato su cui la Procura di Velletri sta indagando è quello di danno al Servizio sanitario nazionale, per svariati milioni di euro, attraverso la fatturazione di prestazioni sanitarie mai effettuate o comunque irregolari. "Al momento - sottolinea Cipolla - siamo nella fase istruttoria, coperta dall'indagine, quindi non è il caso di entrare nel merito della vicenda. Da parte nostra - aggiunge il direttore generale - continueremo a fare i controlli che ci spettano, come prima, senza nessun tipo di accanimento". Il sistema dei controlli sembra però complesso. "Quando si parla di riabilitazione - sottolinea Cipolla - non è mai facile fare verifiche. Il controllo si può fare infatti solo sul risultato finale. Per quanto ci riguarda - aggiunge - l'azienda sanitaria può monitorare tempi e tipo di prestazioni. Le verifiche per così dire contabili, non sono infatti di competenza della Asl, bensì dell'Agenzia di sanità pubblica (Asp)". In attesa del lavoro dei magistrati, l'attività della clinica procede. "Da questo punto di vista non c'è problema", afferma il direttore. "Si tratta infatti di un sequestro conservativo, quindi - conclude - l'attività assistenziale della clinica prosegue come prima".
 
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26/5/2010
SANITA' LAZIO: SPI CGIL, AL VIA CAMPAGNA PREVENZIONE OSTEOPOROSI  
 
Roma, 25 mag. (Adnkronos Salute) - Sensibilizzare l'opinione pubblica e le autorità sanitarie sull'osteoporosi, una malattia 'della terza età' che colpisce già oggi 5 milioni di persone in Italia e che minaccia di fare altre 'vittime' da qui ai prossimi anni, quando l'età media del nostro Paese sarà ancora più elevata. Con questo obiettivo lo Spi (Sindacato pensionati italiani) Cgil di Roma e Lazio ha presentato oggi nella Capitale, nella sede della Regione, una campagna di prevenzione contro l'osteoporosi. L'opinione pubblica, infatti, sembra avere ancora una bassa percezione del problema. Il sindacato chiede "di affrontare il problema da subito". Secondo Teti Croci, segretaria generale Spi Cgil Roma e Lazio, "bisogna attivare al più presto un sistema di prevenzione nelle Asl regionali contro questa malattia che colpisce le donne 3 volte più frequentemente degli uomini". Il sindacato pensionati, insieme all'Asl Roma A, ha anche presentato e diffuso un questionario svolto negli ultimi tempi per conoscere più approfonditamente il fenomeno, distribuito a tutti i 145 mila pensionati iscritti allo Spi Cgil, nelle 200 sedi del sindacato. "Vogliamo partire da questo lavoro - spiega Croci - per presentare alla Regione una nostra proposta". L'invito del sindacato è pertanto quello di muoversi per tempo, almeno nel Lazio. I numeri a livello nazionale non sono infatti incoraggianti: nel 2001 gli 'over 70' italiani erano quasi 7 milioni e mezzo, oggi sono quasi 9 milioni, nel 2020 saranno più di 10 milioni. Secondo Francesco Riva, direttore della chirurgia odontostomatologia dell'ospedale George Eastman di Roma, "bisogna adottare al più presto sistemi virtuosi per ritardare il più possibile gli effetti negativi dell'osteoporosi".
 
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26/5/2010
SANITA' LAZIO: FAZIO, AL BAMBIN GESU' BUON PIANO MANAGERIALE, RISULTATI POSITIVI  
 
Roma, 25 mag. (Adnkronos Salute) - "Il Bambino Gesu' di Roma ha dimostrato di avere un buon management e una visione molto lucida. E i risultati si vedono". Ad affermarlo e' il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, questa mattina a Roma alla celebrazione dei 25 anni del riconoscimento dell'ospedale pediatrico Bambino Gesu'come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. "Non sono i soldi che fanno la buona sanita' - aggiunge il ministro - Quello che più mi ha colpito osservando il programma triennale 2009-2011 dell'ospedale Bambino Gesu' e' che cio' che e' stato realizzato non e' stato fatto a caso, ma secondo un piano manageriale molto preciso. Il Governo - conclude Fazio - cerca di sostenere le cose belle come il Bambino Gesu'".
 
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26/5/2010
SANITA' LAZIO: SAN RAFFAELE, SEQUESTRO NON INTERFERISCE SU ATTIVITA' ASSISTENZIALE  
 
Roma, 25 mag. (Adnkronos Salute) - "Il sequestro conservativo ante causam è stato disposto su alcuni beni immobili sui quali la società mantiene comunque la titolarità e che non riguarda le attività sanitarie, che mantengono la loro operatività assistenziale". A precisarlo è Carlo Trivelli, presidente di San Raffaele Spa, dopo che la Corte dei Conti ha disposto il sequestro di sei cliniche della Tosinvest, tra cui la San Raffaele di Velletri. "Il sequestro - sottolinea Trivelli in una nota - è una mera garanzia sull'eventuale danno erariale che dovesse essere accertato rispetto alla contestata irregolarità di alcune prestazioni effettuate nel solo San Raffaele di Velletri. Il sequestro, infatti, si riferisce all'inchiesta, ancora aperta, della Procura di Velletri del febbraio 2009". Trivelli assicura di riporre "piena fiducia nell'operato della magistratura contabile. Ovviamente - aggiunge - riteniamo la misura ingiustificata e per questo i nostri legali hanno presentato istanza di revoca del provvedimento e, comunque, l'anticipazione della data dell'udienza, rispetto a quella del 2 luglio fissata nell'ordinanza della Corte dei Conti. Auspichiamo, infatti - conclude Trivelli - di poter finalmente e al più presto dimostrare la correttezza e la legittimità dell'operato della nostra struttura di Velletri e la conformità alle disposizioni legislative delle attività lì svolte".
 
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26/5/2010
SANITA': CIMO, NO A TAGLI SU SALARI MEDICI  
 
Roma, 25 mag. (Adnkronos Salute) - I medici non ci stanno e dicono no alle 'sforbiciate' annunciate nella prossima manovra finanziaria. "Questi tagli avrebbero ricadute pesanti sulla possibilità di continuare a erogare l'attuale livello di prestazioni ai cittadini". Parola di Riccardo Cassi, presidente nazionale Cimo-Asmd, che precisa: "I medici non sono supermanager e non sono più disposti a subire ulteriori abbattimenti economici senza reagire". "I livelli retributivi per cui si ipotizzano tagli - spiega Cassi in una nota - vengono raggiunti lavorando oltre l'orario contrattuale per abbattere le liste di attesa e garantire assistenza ed emergenza 24 ore su 24, per 365 giorni l'anno o con l'indennità per chi ha scelto il rapporto esclusivo con il Servizio sanitario nazionale. Se i prelievi venissero confermati si tratterebbe del secondo annullamento da parte del Governo dei benefici di un contratto appena firmato negli ultimi tre anni, al quale si aggiungerebbe il blocco degli aumenti per il prossimo triennio". Per il numero uno della Cimo-Asmd, "la categoria dà già il suo contributo al bilancio dello Stato lavorando milioni di ore che non vengono pagate dalle Asl e dalle aziende. La Cimo-Asmd - aggiunge Cassi - si impegnerà affinché Governo e Parlamento tengano conto della peculiarità e delle condizioni del lavoro negli ospedali e nei presidi territoriali. Perché i medici - conclude - sono dirigenti solo di nome, in realtà professionisti impegnati nella tutela della salute dei cittadini".
 
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26/5/2010
TRAPIANTI: CSS APRE A SAMARITANI DEL RENE, TEST PSICHICI SU DONATORE E FAMIGLIA  
 
Milano, 25 mag. (Adnkronos Salute) - Via libera del Consiglio superiore di sanità (Css) alla donazione di rene 'samaritana', ossia offerta gratuitamente, per puro spirito di generosità, a un estraneo malato in attesa di un organo. Durante la seduta del 4 maggio scorso, comunica oggi il ministero della Salute, l'organo consultivo ministeriale ha espresso all'unanimità un parere in 4 punti. Tra le raccomandazioni del Css, quella di "svolgere un'attenta valutazione psichiatrica e psicologica del donatore e del suo nucleo familiare" (punto 2) e il fatto che (punto 1) "per i primi 10 casi la donazione 'samaritana' deve rientrare in un programma nazionale la cui gestione è affidata al Centro nazionale trapianti", Cnt, "che riferirà annualmente al Css". Il Css risponde alla richiesta di parere presentata dal Dipartimento della prevenzione e comunicazione - Direzione generale della prevenzione sanitaria, dopo che il Cnt aveva riferito "il caso di tre persone (due in Lombardia e una in Piemonte) che hanno espresso la volontà di donare un proprio rene secondo la cosiddetta modalità 'samaritana'". Al punto 1 del parere finale, dunque, il Css spiega che il programma nazionale affidato al Cnt per gestire i primi 10 donatori samaritani "deve tenere conto delle seguenti raccomandazioni: a) inserire prioritariamente il donatore 'samaritano' nel programma di trapianti con modalità cross over" - cioè il trapianto incrociato di rene da donatore vivente, secondo un protocollo che prevede la "donazione incrociata tra coppie donatore-ricevente (consangunei o emotivamente legati), ma biologicamente/immunologicamente incompatibili" - b) tenere conto della provenienza regionale del donatore, qualora non fosse possibile procedere come indicato al punto a)". Infatti, ricorda il Css nelle premesse al parere, citando la Direzione generale competente, "la normativa nazionale di riferimento contempla la possibilità che il donatore sia non consanguineo o estraneo al ricevente e che tra i due intercorra un legame affettivo". Non solo. Anche "la legge 458/67 che disciplina l'attività di trapianto di rene tra persone viventi contempla la possibilità di trapianto da donatore anche estraneo". Nel pronunciarsi, il Css tiene conto anche del parere espresso il 23 aprile scorso dal Comitato nazionale di bioetica (Cnb) che ha ritenuto la donazione samaritana "legittima, trattandosi di atto supererogatorio e, quindi, eticamente apprezzabile, ma non preteso né sul piano morale né su quello giuridico". Sempre secondo il Cnb, la donazione samaritana deve avere "un carattere residuale e non sostitutivo (purché non esistano priorità biologiche di compatibilità) al trapianto da donatore cadavere o da donatore vivente consanguineo o affettivamente legato". E ancora, per il Cnb la donazione samaritana va "esercitata nel rispetto del principio di reciproco anonimato del donatore e del ricevente", dopo un'informativa "completa ed esauriente" al donatore "sui correlati potenziali rischi psico-fisici immediati e futuri", e previo "accertamento sulle condizioni cliniche e sulle motivazioni del gesto", da affidare però a "una 'parte terza' rispetto all'organizzazione medica che attuerà il prelievo e poi il trapianto". Dopo avere evidenziato che la donazione samaritana "non comporta per il donatore rischi maggiori rispetto a quelli che si corrono nelle procedure di prelievo di rene da donatori viventi consanguinei o affettivamente legati", il Css "corrisponde affermativamente al contenuto del quesito, riconoscendone la totale validità" - recita il parere al punto 2 - e raccomandando che si provveda, oltre ai test psichici (a), anche a: "b) applicare le indicazioni previste dalle linee-guida per il trapianto di donatore vivente per quanto attiene alla 'parte terza'" incaricata della valutazione clinica e motivazionale, "con la precisazione che questa abbia carattere nazionale; c) effettuare una completa e accurata valutazione clinica strumentale delle condizioni fisiche del donatore 'samaritano' da parte del Centro trapianti che organizzi il prelievo, analogamente a quanto previsto nel caso della donazione cross over". E ancora: al punto 3, il Css spiega che "il follow-up di donatore-ricevente, anche in questa modalità di trapianto, non può essere difforme da quanto a tal fine espletato per donatori e riceventi di rene da viventi". Infine, punto 4, "il rispetto dell'anonimato del donatore e del ricevente deve essere assicurato come previsto dalla legge, anche tenuto conto di quanto espresso dal Cnb", conclude il Consiglio superiore di sanità.
 
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25/5/2010
SANITA' LAZIO: CIMO, SUBITO RICAMBIO AI VERTICI ASL  
 
Roma, 24 mag. (Adnkronos Salute) - "La voragine del deficit e i conseguenti disservizi della sanità della Regione invocano un immediato ricambio dei vertici delle Aziende sanitarie". Lo afferma il segretario regionale Cimo-Asmd, Giuseppe Lavra, che sottolinea: "Bisogna fermare la malagestione di questi anni e rimuovere immediatamente i responsabili". "La cattiva gestione - aggiunge in una nota Lavra - si è accentuata nelle settimane successive al voto regionale e sta continuando in questi giorni. Siamo ormai all'allegra gestione che va assolutamente fermata". Secondo il segretario regionale Cimo "gli ospedali del Lazio boccheggiano e chi ne è responsabile non può essere prorogato oltre la scadenza del proprio mandato, come sa bene il presidente della Regione Lazio Renata Polverini".
 
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25/5/2010
SANITA': SNAMI, PER TUTTI I MEDICI OBBLIGO CERTIFICATO MALATTIA ONLINE  
 
Roma, 24 mag. (Adnkronos Salute) - Tutti i medici, dipendenti e convenzionati, sono tenuti a redigere il certificato di malattia on line, secondo le nuove norme. E per tutti sono previste pesanti sanzioni in caso di inadempimenti ripetuti. Lo ricorda il Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) che sottolinea però come, fino a oggi, il dibattito sembra essersi limitato ai medici di famiglia. La legge è chiara ma, avverte lo Snami, va evitato che le incombenze di altre aree della mediche ricadano sulla medicina generale. E il sindacato invita le autorità sanitarie ad informare meglio tutti i camici bianchi sui loro obblighi. "Stranamente a oggi - dice il segretario organizzativo nazionale Snami, Pasquale Orlando - di questo importante argomento se ne sono occupate solo le associazioni di categoria dei medici convenzionati della medicina generale e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) per le competenza etiche e deontologiche. Mentre le altre associazioni come la pediatria di libera scelta, la convenzionata specialistica e tutti i colleghi della dipendenza sembrano poco o per nulla interessati. Eppure le norme legislative sono chiare: ci sono anche loro". "Non vorremmo - continua - che incombenze che competono a colleghi di altre aree, ricadessero poi sulla medicina generale, nonostante la legge sia chiara e che l'ultima circolare del 11 marzo 2010, della Presidenza del Consiglio dei ministri pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 15 maggio, inviti le amministrazioni pubbliche a informare i propri dipendenti". Per questo lo Snami chiede al ministero della Salute, alle Regioni e Province Autonome, alle aziende sanitarie e agli Ordini professionali di riferimento di diffondere un'informazione più puntuale. Lo Snami, in sintesi, sollecita i 'datori di lavoro' dei medici dipendenti, convenzionati specialisti e dei distretti sanitari, di metterli al corrente del nuovo obbligo di trasmettere, per via telematica, gli eventuali certificati di malattia agli enti preposti. E invita Regioni, asl e ospedali a dotare le strutture sanitarie "di strumenti informatici con opportuni collegamenti telematici". I medici di famiglia, precisa Gianfranco Breccia vice segretario nazionale dello Snami, "per contratto, hanno gli studi medici chiusi la notte, nei giorni prefestivi, il sabato, i festivi e le domeniche. Inoltre non hanno nessun obbligo contrattuale ad essere reperibili negli orari extra ambulatoriali, né sono tenuti per legge, a ricopiare diagnosi e prognosi indicate da altre strutture e/o medici dipendenti o convenzionati con il Ssn. Un mancato adeguamento agli obblighi di legge, da parte delle strutture menzionate, potrebbe avere negative ripercussioni sull'assistenza, non mettendo in grado il lavoratore di poter certificare un proprio diritto".
 
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25/5/2010
RICERCA: FOR WOMEN IN SCIENCE - PREMIO A MARIA LUDOVICA SACCA' PER MISSIONE 'ACQUE PULITE'  
 
Milano, 24 mag. (Adnkronos Salute) - La sua missione è far sparire le tracce di farmaci, droghe e pesticidi che contaminano sempre di più le acque italiane, con l'aiuto di microrganismi alleati dell'ambiente. E' Maria Ludovica Saccà, biologa 27enne con una vocazione 'ecologica', una delle 5 scienziate premiate oggi a Milano con le borse di studio L'Oreal-Unesco 'Per le donne e la scienza'. La giovane ricercatrice si è laureata nel 2006 in Scienze biologiche all'università La Sapienza di Roma, ed è volata subito a Madrid (università Complutense), per proseguire le sue ricerche con colleghi spagnoli e svedesi. L'indagine sugli effetti dei 'contaminanti emergenti' nei sistemi acquatici la riporta dopo qualche tempo in Italia, dove ottiene un European PhD all'università di Bologna. Il progetto che le ha permesso di aggiudicarsi l'assegno da 15 mila euro, messo in palio dall'alleanza L'Oreal-Unesco, si concentra sugli ecosistemi acquatici e sull'uso di microrganismi per la rimozione biologica degli inquinanti. I rischi di acque contaminate, spiega la scienziata, sono diversi: si va dagli "effetti dannosi su organismi non bersaglio" fino ai "fenomeni di farmaco-resistenza". Un tema attuale - soprattutto se si pensa alla recente pandemia di influenza A H1N1 - che riguarda anche le possibilità di controllo e cura delle malattie infettive. Tra le sostanze su cui Saccà ha concentrato le sue indagini, il farmaco antivirale Tamiflu (oseltamivir). L'obiettivo della ricerca in cantiere è di mettere a punto una strategia di decontaminazione di siti inquinati utilizzando microrganismi batterici o fungini. Una strategia che sia ovviamente eco-compatibile. Prove preliminari condotte nel laboratorio bolognese, assicura, "hanno permesso di individuare alcune matrici potenzialmente utilizzabili per questo scopo". Saranno identificati anche 'microrganismi sentinella' per il monitoraggio dello stato di salute degli ambienti acquatici.
 
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25/5/2010
RICERCA: FOR WOMEN IN SCIENCE - ALLEANZA L'OREAL UNESCO PREMIA 5 SCIENZIATE UNDER 35  
 
Milano, 24 mag. (Adnkronos Salute) - Hanno dai 25 ai 33 anni le giovani promesse della ricerca italiana in Europa premiate oggi a Milano con le borse di studio 'L'Oreal Italia per le donne e la scienza', assegnate in collaborazione con la Commissione nazionale per l'Unesco. Si tratta di Cinzia Chiandetti, psicologa trentenne che studia la cosiddetta fisica ingenua; Valentina Domenici, 33 anni, chimica impegnata a studiare una nuova generazione di agenti di contrasto per la risonanza magnetica di imaging (Mri); Marina Faiella, 25 anni - la più giovane delle premiate - chimica che punta a sviluppare proteine artificiali; Lavinia Nardinocchi, biotecnologa 28enne che indaga sulle potenzialità di un mix di zinco e chemio o radioterapia contro il glioblastoma; Maria Ludovica Saccà, biologa di 27 anni, che usa microrganismi per la rimozione di farmaci, droghe e pesticidi dalle acque. Le cinque giovani scienziate hanno ricevuto un assegno di 15 mila euro per proseguire la propria attività di ricerca. A sceglierle una giuria presieduta dall'oncologo Umberto Veronesi.
 
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25/5/2010
SANITA': FP CGIL MEDICI, NO A PROPOSTA UE CHE AUMENTA ORARIO LAVORO  
 
Roma, 24 mag. (Adnkronos Salute) - "E' inaccettabile la proposta della Commissione europea che aumenta l'orario di lavoro, in particolare per i medici". Parola del segretario nazionale della Fp Cgil medici Massimo Cozza, che dice no alla proposta dell'Unione europea, contenuta nella comunicazione (Com (2010) 106 definitivo) di riesame della direttiva sull'orario di lavoro. "Si propone - spiega Cozza in una nota - l'opzione di un orario basato sulla organizzazione del lavoro in funzione della produttività, anche oltre la media delle 48 ore settimanali. Si indica la possibilità di non prendere in considerazione, per il calcolo dell'orario di lavoro, i periodi di inattività durante le guardie". Ma il sindacato non ci sta e promette battaglia. "La Fp Cgil medici - sottolinea Cozza - si è sempre battuta per la qualità del lavoro in ospedale, a partire dalla difesa di turni adeguati di riposo, e ha partecipato alla grande manifestazione di Strasburgo nel dicembre 2008 che ha impedito il precedente tentativo europeo di colpire l'orario di lavoro. Adesso - conclude - contrasterà queste proposte, con la Fp Cgil e la Cgil nell'ambito della Confederazione europea dei sindacati (Ces), a partire dalla prima fase di consultazione con le parti sociali".
 
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25/5/2010
RICERCA: 'ALLEANZA' L'OREAL-UNESCO, MILLE SCIENZIATE PREMIATE NEL MONDO  
 
Milano, 24 mag. - (Adnkronos Salute) - Mille scienziate sostenute con borse di studio nella dura strada della ricerca 'in rosa'. Compreso due premi Nobel. Fra i cervelli che si sono guadagnati gli assegni messi in palio dall'alleanza L'Ore'al-Unesco (nata nel 1998), ci sono anche Elizabeth Blackburn, la ricercatrice statunitense che, per la sua rivoluzionaria scoperta sul ruolo dei telomeri nell'invecchiamento cellulare, si e' guadagnata il Nobel per la medicina nel 2009, e l'israeliana Ada Yonath, a cui e' andato il Nobel per la chimica 2009 per i passi avanti nello studio dei ribosomi, strutture cellulari che costruiscono le proteine. Entrambe figurano nella lista delle vincitrici del premio L'Oreal-Unesco 'For Women in Science'. Un premio fortunato. Sognando Blackburn e Yonath, anche 5 scienziate italiane si aggiudicheranno oggi a Milano le borse di studio da 5 mila euro messe in palio dal programma 'L'Oreal Italia per le donne e la scienza', giunto alla sua ottava edizione. Ogni anno, nel Belpaese vengono consegnati a 5 promettenti ricercatrici altrettanti assegni da 15 mila euro. Finora hanno beneficiato di questo contributo economico per i loro studi 40 talenti 'rosa'. Tutte rigorosamente under 35. La versione tricolore del premio ha debuttato nel 2002: L'Oreal Italia, con la collaborazione della Commissione nazionale italiana per l'Unesco ha battezzato l'iniziativa con l'idea di accompagnare e sostenere la formazione di queste giovani promesse in patria. Alla borsa di studio possono aspirare ricercatrici residenti in Italia e laureate in discipline nell'area delle Scienze della vita e della materia. A sceglierle è una giuria che, nell'edizione 2010, e' stata presieduta da un nome illustre dell'oncologia italiana: Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano. Insieme agli altri 6 componenti della commissione, l'ex ministro della Sanita' ha selezionato le cinque vincitrici, i cui nomi saranno resi noti oggi, in occasione della cerimonia di premiazione, alla presenza di un nutrito parterre istituzionale.
 
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24/5/2010
TRASMISSIONE TELEMATICA DELLE CERTIFICAIZONI DI MALATTIA ALL’ INPS, ASPETTI ORGANIZZATIVI E PRIME ISTRUZIONI OPERATIVE  
 
SI ALLEGA ALLA PRESENTE LA CIRCOLARE N. 60 DEL 16 APRILE 2010 CON LA QUALE L’INPS HA FORNITO I PRIMI CHIARIMENTI E LE ISTRUZIONI OPERATIVE RELATIVE ALLA TRASMISSIONE TELEMATICA DELLE CERTIFICAZIONI DI MALATTIA TRAMITE IL SAC (SISTEMA DI ACCOGLIENZA CENTRALE), SISTEMA TECNOLOGICO MESSO A DISPOSIZIONE DAL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE. E’ PREVISTO UN PERIODO TRASITORIO DI TRE MESI (DECORRENZA 3 APRILE 2010) DURANTE IL QUALE E’ RICONOSCIUTA LA POSSIBILITA’ PER IL MEDICO DI PROCEDERE AL RILASCIO CARTACEO DEI CERTIFICATI Dl MALATTIA SECONDO LE MODALITA’ VIGENTI.
 
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24/5/2010
Informativa sul progetto " Fai la scelta giusta"  
 
Informativa sul progetto " Fai la scelta giusta"
 
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24/5/2010
LAZIO: UMBERTO I ROMA, SCUOLA CONVITTO REGINA ELENA COMPIE 100 ANNI  
 
Roma, 21 mag. (Adnkronos Salute) - Si celebra lunedì il centenario della Scuola convitto Regina Elena del Policlinico Umberto I di Roma. A suggellare l'anniversario una Messa con inizio alle 14. "Mi pregio di partecipare a questa iniziativa - sottolinea in una nota Ausilia Pulimeno, vicepresidente Collegio Ipasvi di Roma e responsabile dell'area centrale infermieristica dell'Umberto I - che rappresenta la storia e l'origine di tutti noi professionisti infermieri nella più bella delle arti sanitarie". Un gruppo di infermiere caposala, in occasione del centenario della fondazione della scuola infermieri, colgono l'occasione per far conoscere le origini della Scuola convitto. Col tempo la struttura è stata definita 'L'Isola Felice'. Anche in occasione di una epidemia di tifo scoppiata nel 1926, per l'organizzazione e l'impegno assistenziale, il personale ricevette encomi dal Prefetto di Roma.
 
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24/5/2010
LAZIO: CONSORZIO COOPERATIVE SOCIALI, AL VIA FORMAT RADIOFONICO  
 
Roma, 21 mag. (Adnkronos Salute) - Un nuovo format radiofonico sull'esperienza del mensile 'Roma sanità servizi'. Notizie in pillole per raccontare ai cittadini la sanità e i servizi sociali con un linguaggio semplice e immediato. Il Gr è un'idea dell'associazione Studi e ricerche in sanità (Srs) ed è sponsorizzato dal Consorzio di cooperative sociali Unisan, azienda leader nell'erogazione di servizi socio-sanitari sul territorio di Roma e provincia. Il format andrà in onda il martedì alle 12.35 e il giovedì alle 17.35 sui 93.00 FM di Radio Spazio Aperto o in streaming sul sito www.radiospazioaperto.it. Si tratta di un tentativo concreto per dare risposte ai bisogni che si celano dietro ad ogni ascoltatore - riferisce una nota - e che proprio la mancanza d'informazione trasforma spesso in problematiche apparentemente irrisolvibili. Diritti negati e nuove opportunità, notizie dalle aziende sanitarie pubbliche e dagli enti non profit, politica sanitaria e opinioni di comuni cittadini saranno al centro di un format unico nel suo genere.
 
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24/5/2010
SANITA': VIA A CERTIFICATI MALATTIA ONLINE, MA OLTRE 30% MEDICI FUORI RETE  
 
Roma, 21 mag. (Adnkronos Salute) - Il treno dei certificati di malattia telematici è partito, ma molti medici non sembrano ancora pronti a salire in 'carrozza'. Non perché manchi loro lo strumento principale, vale a dire il computer, presente ormai sulle scrivanie di circa il 95% dei camici bianchi, ma perché scollegati dalla rete. A oggi, infatti, a circa il 30-35% dei medici di famiglia italiani manca ancora la connessione Adsl a internet, strumento indispensabile per poter accedere al nuovo sistema di invio online dei certificati medici per malattia. E' quanto emerge da un'analisi elaborata per l'Adnkronos Salute dalla Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale). "Stiamo affrontando tutti gli ostacoli e i problemi, compreso quello della mancata connessione, d'accordo e in sintonia con i ministri Fazio e Brunetta. Entrambi - sottolinea il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo - ci hanno assicurato massima attenzione e disponibilità". Intanto, sabato scorso è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la circolare del ministro per la Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta, che di fatto dà il via alla nuova procedura. Anche se, è bene ricordarlo, per i tre 3 mesi successivi alla pubblicazione del decreto è riconosciuta comunque la possibilità per il medico di procedere al rilascio cartaceo dei certificati. Al termine di questo periodo transitorio ci sarà un mese di collaudo, dopodiché la trasmissione dei certificati dovrà essere effettuata esclusivamente online, pena sanzioni. L'inosservanza degli obblighi di trasmissione telematica costituisce infatti illecito disciplinare. Insomma, è vero che il nuovo sistema è solo agli inizi, e che c'è tutto il tempo per superare i problemi, ma al momento, secondo le stime elaborate dalla Fimmg, solo i medici della Lombardia e dell'Emilia Romagna sembrano 'informatizzati' e davvero pronti a partire. Nelle altre regioni la percentuale dei camici bianchi connessi in rete non supera infatti il 65-70%. Per risolvere questo e altri problemi legati ai cosiddetti certificati online, tra 15-20 giorni i segretari regionali della Federazione si riuniranno per fare un punto della situazione. "Noi - spiega Milillo - vogliamo favorire lo sviluppo dell'informatizzazione. E' vero che esistono ancora dei problemi da risolvere e il timore di non avere gli strumenti adeguati, ma questa paura - sottolinea - a volte viene strumentalmente alimentata". Per il numero uno della Fimmg, la percentuale dei medici 'scollegati' è abbastanza compatibile con la distribuzione in Italia della banda larga. "Anche su questo punto - spiega il segretario nazionale - stiamo lavorando per cercare di trovare altre soluzioni, ad esempio il centralino telefonico. Comunque - conclude Milillo - il vero banco di prova del sistema sarà il collaudo, a cui parteciperà sia la Fnomceo (Federazione nazionale ordini dei medici) che i sindacati di categoria". Sindacati che, pur condividendo in linea di massima l'ammodernamento del sistema, hanno, chi più chi meno, mostrato qualche perplessità. Per la Fp Cgil medici, ad esempio, "la nuova circolare del ministro Brunetta da sola è insufficiente a far partire realmente tutto il sistema". Per il segretario e il coordinatore nazionale della Fp Cgil medici di medicina generale, Massimo Cozza e Nicola Preiti, "è necessario un coinvolgimento dei sindacati rappresentativi di tutti medici interessati, insieme alle Regioni, per poter risolvere tutte le gravi criticità presenti, dalla imperante disinformazione alla mancanza delle adeguate risorse, dai problemi tecnici di software alla mancanza di linea Adsl". Secondo lo Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani), il nuovo sistema di certificazione medica online, "così come viene proposto", è addirittura "sgradito al 90% dei medici". Lo Snami, pur sottolineando di non avere "preclusioni per le nuove tecnologie", si dice contrario a "innovazioni tecnologiche 'improvvisate' che non funzionano e che rallentano addirittura il lavoro dei camici bianchi". Ad auspicare un coinvolgimento delle organizzazioni sindacali è anche il segretario generale dello Smi, Salvo Calì, che nelle scorse settimane ha invitato il ministro Brunetta "ad aprire un confronto senza compiacenze, affinché si possa concorrere costruttivamente al processo di innovazione tecnologica della sanità pubblica italiana". Secondo il Sumai (Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana e professionalità dell'area sanitaria), "sono le Istituzioni, attraverso le Regioni, che devono fornirci per tempo gli strumenti per lavorare su questa nuova procedura". Ma, sottolinea il segretario generale Roberto Lala, "la certificazione online è sicuramente uno strumento su cui crediamo". Per Lala, "la questione è che se in alcune regioni come la Lombardia, già tutte le organizzazioni sindacali sono state chiamate per martedì prossimo per discutere sulle linee guida del nuovo sistema, in altre, e ci riferiamo a quelle in deficit per esempio, si è ancora lontani dall'obiettivo. In questo modo un gran numero di medici sia in rapporto convenzionale che di dipendenza rischiano di trovarsi impreparati e in ritardo, con il rischio di vedersi applicate sanzioni per inadempienza, peraltro anche esagerate, senza nei fatti esserne responsabili".
 
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24/5/2010
TUMORI: AL POLMONE RECORD NEL LAZIO PER INCIDENZA E MORTALITA' DONNE  
 
Roma, 21 mag. (Adnkronos Salute) - Il Lazio è la prima Regione per tassi di mortalità e incidenza da tumore del polmone tra le donne. Anche per contrastare queste stime regionali sfavorevoli, l'Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire) di Roma è l'unico centro italiano che ha partecipato al programma internazionale Early Lung Cancer Action (I-Elcap), promosso dalla Cornell University di New York, per la prevenzione del cancro del polmone, neoplasia che si stima colpisca più di 32 mila persone ogni anno in Italia, più di 3.400 solo nel Lazio. Questi dati, insieme alle più importanti iniziative scientifiche di ricerca e innovazioni biomediche a sfondo diagnostico-terapeutico, saranno tra i temi affrontati nell'ambito del convegno 'Bersaglio polmone: i biomarkers in oncologia polmonare', oggi e domani all'Ire con la partecipazione dei maggiori esperti e ricercatori a livello nazionale. "Negli ultimi anni l'incidenza del tumore del polmone è in calo tra gli uomini mentre si registra una crescita nelle donne - afferma Francesco Cognetti, direttore dell'oncologia medica dell'Ire e presidente del convegno - almeno in parte spiegabile con un aumento del vizio del fumo tra il gentil sesso. Nel Lazio le stime dell'Iss indicano un tasso grezzo di mortalità di 30 decessi ogni 100 mila donne in un anno. Un numero elevato rispetto alla media italiana di 20. Dobbiamo prepararci ad affrontare la sfida che questi indicatori epidemiologici ci pongono e cioè quella della diagnosi precoce e del miglioramento delle attuali terapie e di quelle più innovative". Assieme ai programmi di studio sulla diagnosi precoce, oggi è possibile anche somministrare farmaci che producano disassuefazione al fumo: all'Ire, ricordano gli addetti ai lavori riuniti all'incontro capitolino, è in corso uno studio in collaborazione con l'Istituto nazionale tumori e l'Humanitas di Milano su forti fumatori. Duplice la strategia di fondo: diagnosi precoce con Tac spirale e somministrazione della vareniclina, molecola che produce disassuefazione. Il congresso è particolarmente incentrato sull'aspetto oggi più moderno del trattamento del carcinoma del polmone, l'integrazione tra le conoscenze bio-molecolari della progressione tumorale e l'utilizzo dei farmaci a bersaglio molecolare che agiscono su specifici target cruciali per la trasformazione neoplastica. "Probabilmente su questo fronte si sono registrate le più importanti innovazioni - spiega Cognetti - che dalla ricerca si sono trasferite, in pochi ma rilevanti ambiti, alla sfera terapeutica. Se pochi anni fa i tumori del polmone non a piccole cellule venivano trattati tutti nello stesso modo a parità di stadio di malattia, oggi invece i pazienti accedono a differenti opzioni terapeutiche in stretta correlazione con il corredo genetico-molecolare della loro specifica malattia, usufruendo così di una vera e propria terapia personalizzata". Ad esempio, come spiega Giorgio Scagliotti dell'università di Torino e co-chairman del congresso, "tra il 10% e il 30% dei pazienti colpiti da tumore del polmone esprimono alterazioni nell'espressione del gene dell'epidermal growth factor receptor (Egfr), recettore di superficie del fattore di crescita, alterazioni che rappresentano uno dei messaggi biochimici per la proliferazione delle cellule cancerose". "In media nel 20% dei pazienti - prosegue l'esperto - questo oncogene è alterato (mutato), ed è contro esso che in linea di massima è possibile intervenire con molecole che interagiscono con Egfr e con altri fattori coinvolti nel processo di diffusione del tumore, bloccandone così la crescita incontrollata. Tale approccio terapeutico - assicura Scagliotti - ha dimostrato in alcuni studi condotti in Asia di incrementare in maniera significativa la sopravvivenza senza progressione di malattia nei pazienti con questa caratteristica bio-molecolare". "L'identificazione di sottogruppi di pazienti con apparente medesima patologia, ma con caratteristiche bio-molecolari peculiari - fa notare Cognetti - rende possibile l'attuazione di una gestione razionalizzata delle terapie a bersaglio molecolare, proponendole solo a quei pazienti che veramente ne beneficiano in maniera significativa. Ciò risponde all'obiettivo scientifico, terapeutico, etico e consente di razionalizzare la spesa farmaceutica, così in discussione oggi per l'introduzione di queste nuove molecole. L'identificazione alla diagnosi di fattori predittivi bio-molecolari rappresenterà perciò il momento cruciale per la caratterizzazione biologica del tumore specifico di quel paziente - conclude l'esperto - consentendone un trattamento personalizzato".
 
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24/5/2010
SANITA' LAZIO: POLVERINI, NO TAGLI MA RICONVERSIONE POSTI LETTO  
 
Roma, 21 mag. (Adnkronos Salute) - "Non abbiamo intenzione di tagliare posti letto negli ospedali, ma di riconvertirli". Lo precisa il governatore del Lazio Renata Polverini, a margine di un convegno in Regione sulla difesa della vita. "Dobbiamo rispondere alle esigenze di territorialità della nostra regione - sottolinea il governatore - perché ora c'è troppa ospedalizzazione e poche risposte sul territorio. Stiamo lavorando tantissimo, da un mese, giorno e notte. Metteremo in campo tutte le nostre forze affinché la Regione non debba pagare un'imposizione fiscale più alta di quanto già non lo sia". Il governatore ricorda che l'attuale Giunta "ha ereditato dall'ultimo governo regionale pesanti addizionali Irap e Irpef. Non voglio fare provvedimenti tampone - conclude - ma una rivoluzione nel rispetto dei miei programmi elettorali".
 
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24/5/2010
ABORTO: POLVERINI, RU486 SARA' EROGATA NEGLI OSPEDALI DEL LAZIO  
 
Roma, 21 mag. (Adnkronos Salute) - "La pillola abortiva Ru486 corrisponde a un aborto terapeutico e quindi va considerata come un aborto chirurgico. La Regione Lazio rispetta la legge nazionale per questo procederà a erogare la pillola negli ospedali". Lo ribadisce il governatore del Lazio Renata Polverini, intervenuta a un convegno in Regione sulla difesa della vita. "Ribadiamo la nostra volontà - sottolinea il governatore - di somministrare la pillola nelle strutture ospedaliere. La legge 194 va applicata pienamente con tutti gli strumenti a disposizione". La Polverini si riferisce specialmente ai consultori pubblici "non sempre attivati come previsto. Lo dico da donna: non c'è scelta peggiore dell'aborto, per questo le Istituzioni possono risolvere il problema con maggiore attenzione".
 
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21/5/2010
Quesito sottoposto a “Linea Amica” del 18/05/2010 Su dominio @postacertificata.gov.it  
 
Quesito sottoposto a “Linea Amica” del 18/05/2010 Su dominio @postacertificata.gov.it
 
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21/5/2010
LAZIO: UMBERTO I ROMA ADERISCE A GIORNATA MALATTIE RESPIRATORIE E CUORE  
 
Roma, 20 mag. (Adnkronos Salute) - Si celebra domani al Policlinico Umberto I di Roma la VII Giornata nazionale della prevenzione delle malattie cardiovascolari e respiratorie. L'evento è patrocinato dal ministero dell'università e della ricerca scientifica, dalla Presidenza e dal Consiglio della Regione Lazio, dal Comune di Roma e dall'Agenzia di sanità pubblica (Asp) del Lazio. Il corso, accreditato presso il ministero della Salute, curerà la formazione di circa 200 medici operanti sul territorio, oltre che di studenti e specializzandi, sulle principali tematiche della prevenzione cardiovascolare e respiratoria. L'evento è curato da Carlo Gaudio, direttore del Dipartimento cuore e grossi vasi dell'Università Sapienza di Roma. La prevenzione delle malattie dell'apparato cardiovascolare e respiratorio è una sfida cruciale per la medicina moderna, ricorda una nota della Sapienza. Tra gli over 65, ad esempio, è ipertesa una persona su due. La prevenzione gioca quindi un ruolo fondamentale. Ecco perché, in particolare, una importante sessione del convegno, dal titolo 'Stili di vita e prevenzione primaria', sarà dedicata a quella prevenzione attuabile a costo zero tramite cambiamenti dello stile di vita. La giornata inizierà con la visita al modernissimo comparto di emodinamica del Dipartimento cuore, dotato di due angiografi di ultima generazione, fiore all'occhiello del Dipartimento e dell'Umberto I, nel quale potranno essere curati oltre 1.000 casi di infarto miocardico acuto ogni anno.
 
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21/5/2010
LAZIO: UMBERTO I ROMA, DOMENICA TORNEO DI CALCIO PER ONCOLOGIA PEDIATRICA  
 
Roma, 20 mag. (Adnkronos Salute) - Un torneo di calcio di solidarietà, per raccogliere fondi da destinare all'Oncologia pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma. La manifestazione sportiva è in programma domenica allo stadio Anco Marzio di Ostia Mare, dove si affronteranno i medici dell'Umberto I, la rappresentativa Polizia municipale di Roma, il Dopolavoro ministero della Salute, con la partecipazione speciale della A.S. RomArtisti. Molti gli artisti previsti, elenca l'ospedale capitolino in una nota: Roberto Angelini, Pino Beccaria, Luca Barbarossa, Paolo Calabresi, Domenico Cecinelli, Roberto Ciufoli, Marco Conidi, Pier Cortese, Marco Fabi, Niccolò Fabi, Pierfrancesco Favino, Massimiliano Franciosa, Elio Germano, Andrea Godano, Roberto Infascelli, Paola La Sorsa, Daniele Lomonaco, Pino Marino, Neri Marcorè, Valerio Mastandrea, Marco Morandi, Andrea Pesce, Alessandro Pochetti, Andrea Rivera, Andrea Satta, Andrea Sisti, Stefano Sparapano, Lele Vannoli. Sarà una grande festa, promette il Policlinico, rallegrata dalla Banda dei vigili urbani e da clown, giocolieri e artisti di strada.
 
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21/5/2010
LAZIO: TENTA FURTO NEL BAR DELL'OSPEDALE PERTINI DI ROMA, ARRESTATO  
 
Roma, 20 mag. (Adnkronos Salute) - Ha infranto il vetro del bar interno all'ospedale Sandro Pertini di Roma, tentando di rubare biglietti del gratta e vinci e sperando anche di trovare denaro contante. B.J., marocchino di 36 anni, è stato sorpreso però dagli agenti del Reparto volanti della questura, all'interno del nosocomio per alcuni accertamenti in merito a un altro intervento, che lo hanno arrestato per tentato furto aggravato.