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Roma, 29 lug. (Adnkronos Salute) - "I tagli della manovra
finanziaria produrranno molti problemi ai cittadini, senza intervenire
sugli sprechi veri, che sono numerosi. L'assenza di una vera
programmazione a favore solo di una politica di tagli lascia
inalterate le distorsioni che caratterizzano e continueranno a
caratterizzare il Ssn". Questo il commento delle due reti di
Cittadinanzattiva che agiscono nella sanità, Tribunale per i diritti
del malato e Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati
cronici, dopo il via libera dell'Aula della Camera alla manovra.
Sono numerosi i rilievi di Cittadinanzattiva sulle misure del
provvedimento in merito al personale sanitario, i tagli alle Regioni e
la farmaceutica. "All'interno della manovra le politiche sociali e
sanitarie lasciano completamente lo spazio alla politica economica -
accusano in una nota Tdm e Coordinamento nazionale delle associazioni
dei malati cronici - Di fatto, lo Stato fa cassa facendo economie su
diritti fondamentali, quali quello alla salute, metodologia
semplicistica e poco attenta ai bisogni dei cittadini".
Tra gli effetti prevedibili, secondo le due associazioni,
"aumento della spesa privata per l'incremento del ricorso
all'intramoenia per aggirare le liste di attesa; aumento del carico di
lavoro e quindi dello stress del personale sanitario con inevitabili
ricadute sulla sicurezza dei cittadini all'interno delle sale
operatorie; aumento del carico di lavoro e dello stress del personale
infermieristico con rischi legati al monitoraggio dei pazienti in
corsia (sicurezza)".
Non è tutto. Secondo le due associazioni la
manovra provocherà un'"ulteriore diminuzione della capacità di
risposta dei servizi di assistenza sanitaria territoriale (Adi,
Riabilitazione, Rsa, Lungodegenza, Sert, Dsm e Csm). Questo problema -
fanno notare Tdm e Coordinamento nazionale delle associazioni dei
malati cronici - è rilevante vista la politica nazionale di chiusura
ospedali e tagli ai posti letto". E ancora il provvedimento sarà
responsabile di una "riduzione dei tempi da riservare alla
comunicazione medico-paziente, con rischio di diminuire ulteriormente
il valore effettivo del consenso informato e di acuire il rapporto tra
medico e cittadino".
"Va sottolineato, inoltre - proseguono le due associazioni -
come molte attività dei medici di base legate alla prevenzione
dell'insorgenza delle patologie croniche e alla gestione delle loro
complicanze, negli anni sono state attuate solo attraverso lo
strumento del rinnovo del contratto collettivo. Il blocco
dell'attività contrattuale prevista dalla manovra per gli anni
2010-2012 potrebbe creare più di qualche problema da questo punto di
vista".
Per quanto riguarda invece i tagli a Regioni e Comuni, questi
produrranno l'"impossibilità a garantire i Lea, poiché i tagli
andranno sicuramente a incidere anche sul Ssn. I cittadini (in
particolare malati cronici) chiedono esattamente l'opposto, cioè
maggiori garanzie rispetto al diritto alla salute, attraverso la
revisione, ormai un miraggio, dei Livelli essenziali di assistenza".
Le 'sforbiciate' ai bilanci "aumenteranno
sensibilmente le differenze tra le Regioni dal punto di vista
dell'offerta dei servizi - incalzano le due associazioni - poiché il
taglio a Regioni e Comuni è di tipo trasversale, senza alcuna
distinzione tra Regioni con bilanci migliori e quelle con importanti
debiti pregressi. In altre parole, il taglio di 4.000 milioni di euro
per il 2011 e di 4.500 a decorrere dal 2012, pesa sicuramente meno sul
bilancio della Lombardia rispetto a quelli di Calabria, Lazio,
Campania, Sicilia, Abruzzo, con buona pace del federalismo solidale".
"La forte riduzione dei finanziamenti regionali e comunali -
proseguono - inciderà in modo particolare sulle politiche sociali,
rendendo impossibile garantire la sbandierata, ma mai attuata,
integrazione socio-sanitaria dei servizi alla persona (presa in
carico). La mancata integrazione dei servizi produrrà il peggioramento
delle condizioni di salute dei cittadini, in particolare di quelli non
autosufficienti, con conseguente aumento dei ricoveri (dove saranno
presenti meno medici) e della spesa previdenziale".
"Il tutto assume un'importante rilevanza se abbinato al fatto
che non c'è nella manovra nessun accenno al rifinanziamento del fondo
per la non autosufficienza". Infine, "nessuna misura è volta a
potenziare l'assistenza farmaceutica ospedaliera, il cui budget negli
anni ha visto un costante sforamento, con conseguenti difficoltà di
accesso da parte dei malati cronici. Nessuna misura, inoltre, per
incentivare l'innovazione terapeutica", concludono polemiche le due
associazioni.
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