30/7/2010
SANITA': TDM SU MANOVRA, PESANTI RICADUTE SU CITTADINI  
 
Roma, 29 lug. (Adnkronos Salute) - "I tagli della manovra finanziaria produrranno molti problemi ai cittadini, senza intervenire sugli sprechi veri, che sono numerosi. L'assenza di una vera programmazione a favore solo di una politica di tagli lascia inalterate le distorsioni che caratterizzano e continueranno a caratterizzare il Ssn". Questo il commento delle due reti di Cittadinanzattiva che agiscono nella sanità, Tribunale per i diritti del malato e Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici, dopo il via libera dell'Aula della Camera alla manovra. Sono numerosi i rilievi di Cittadinanzattiva sulle misure del provvedimento in merito al personale sanitario, i tagli alle Regioni e la farmaceutica. "All'interno della manovra le politiche sociali e sanitarie lasciano completamente lo spazio alla politica economica - accusano in una nota Tdm e Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici - Di fatto, lo Stato fa cassa facendo economie su diritti fondamentali, quali quello alla salute, metodologia semplicistica e poco attenta ai bisogni dei cittadini". Tra gli effetti prevedibili, secondo le due associazioni, "aumento della spesa privata per l'incremento del ricorso all'intramoenia per aggirare le liste di attesa; aumento del carico di lavoro e quindi dello stress del personale sanitario con inevitabili ricadute sulla sicurezza dei cittadini all'interno delle sale operatorie; aumento del carico di lavoro e dello stress del personale infermieristico con rischi legati al monitoraggio dei pazienti in corsia (sicurezza)". Non è tutto. Secondo le due associazioni la manovra provocherà un'"ulteriore diminuzione della capacità di risposta dei servizi di assistenza sanitaria territoriale (Adi, Riabilitazione, Rsa, Lungodegenza, Sert, Dsm e Csm). Questo problema - fanno notare Tdm e Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici - è rilevante vista la politica nazionale di chiusura ospedali e tagli ai posti letto". E ancora il provvedimento sarà responsabile di una "riduzione dei tempi da riservare alla comunicazione medico-paziente, con rischio di diminuire ulteriormente il valore effettivo del consenso informato e di acuire il rapporto tra medico e cittadino". "Va sottolineato, inoltre - proseguono le due associazioni - come molte attività dei medici di base legate alla prevenzione dell'insorgenza delle patologie croniche e alla gestione delle loro complicanze, negli anni sono state attuate solo attraverso lo strumento del rinnovo del contratto collettivo. Il blocco dell'attività contrattuale prevista dalla manovra per gli anni 2010-2012 potrebbe creare più di qualche problema da questo punto di vista". Per quanto riguarda invece i tagli a Regioni e Comuni, questi produrranno l'"impossibilità a garantire i Lea, poiché i tagli andranno sicuramente a incidere anche sul Ssn. I cittadini (in particolare malati cronici) chiedono esattamente l'opposto, cioè maggiori garanzie rispetto al diritto alla salute, attraverso la revisione, ormai un miraggio, dei Livelli essenziali di assistenza". Le 'sforbiciate' ai bilanci "aumenteranno sensibilmente le differenze tra le Regioni dal punto di vista dell'offerta dei servizi - incalzano le due associazioni - poiché il taglio a Regioni e Comuni è di tipo trasversale, senza alcuna distinzione tra Regioni con bilanci migliori e quelle con importanti debiti pregressi. In altre parole, il taglio di 4.000 milioni di euro per il 2011 e di 4.500 a decorrere dal 2012, pesa sicuramente meno sul bilancio della Lombardia rispetto a quelli di Calabria, Lazio, Campania, Sicilia, Abruzzo, con buona pace del federalismo solidale". "La forte riduzione dei finanziamenti regionali e comunali - proseguono - inciderà in modo particolare sulle politiche sociali, rendendo impossibile garantire la sbandierata, ma mai attuata, integrazione socio-sanitaria dei servizi alla persona (presa in carico). La mancata integrazione dei servizi produrrà il peggioramento delle condizioni di salute dei cittadini, in particolare di quelli non autosufficienti, con conseguente aumento dei ricoveri (dove saranno presenti meno medici) e della spesa previdenziale". "Il tutto assume un'importante rilevanza se abbinato al fatto che non c'è nella manovra nessun accenno al rifinanziamento del fondo per la non autosufficienza". Infine, "nessuna misura è volta a potenziare l'assistenza farmaceutica ospedaliera, il cui budget negli anni ha visto un costante sforamento, con conseguenti difficoltà di accesso da parte dei malati cronici. Nessuna misura, inoltre, per incentivare l'innovazione terapeutica", concludono polemiche le due associazioni.
 
 
 
   
 

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