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Roma, 29 lug. (Adnkronos Salute) - "Da settembre faremo un
protocollo con la Croce rossa e la Regione per avvicinare tanti
cittadini romani alla donazione del sangue. Non ci vuole niente, non
costa nulla ed e' indispensabile. Il mio e' un appello per diffondere
la cultura della donazione". Lo ha detto Gianni Alemanno, Sindaco di
Roma, stamane subito dopo aver donato il sangue al Comitato regionale
Lazio della Croce rossa italiana (Cri), a Roma.
Il sindaco, il commissario straordinario Cri, Francesco Rocca, e
Tommaso Profeta, direttore protezione civile del Comune di Roma, si
sono ritrovati in via Ramazzini per una giornata di sensibilizzazione
sulla donazione del sangue, un tema questo che alla vigilia delle
vacanze estive diventa delicato, considerando la partenza per le
vacanze dei donatori.
"Dobbiamo organizzare un sistema quasi quotidiano per la
donazione, incrementando in maniera molto forte la tendenza dei romani
a donare il sangue - ha aggiunto Alemanno - La donazione del sangue
deve diventare un'abitudine per i cittadini, non un gesto
straordinario. Quando sono sensibilizzati i romani rispondono bene.
Ricordo - ha concluso il Sindaco - che quasi tutti possono donare. E'
una cosa molto semplice".
E infatti i cittadini della Capitale hanno
aderito all'iniziativa in maniera forte: 151 i donatori che si sono
presentati al Comitato Regionale Lazio della Cri e all'ospedale San
Camillo Fornalini e che poi, per temporanee indisponibilità alla
donazione, si sono trasformati in 98 effettivi, consentendo quindi la
raccolta di altrettante sacche di sangue.
"Noi della Croce rossa italiana stiamo lavorando per creare la
cultura della donazione: donare il sangue deve essere un atto naturale
- ha detto Rocca - Proprio con questo obbiettivo da settembre
prenderanno il via una serie di iniziative nelle scuole in maniera
tale da fronteggiare l'emergenza sangue e accrescere questa cultura
della donazione già tra i più piccoli, che così potranno diventare
'grandi' donatori".
La raccolta di stamane - conclude la nota - è stata un primo
passo per fronteggiare il drammatico appello lanciato da Antonio
D'Urso, responsabile del Centro regionale sangue del Lazio, che
prevede una carenza di circa 30 mila sacche di sangue per il 2010.
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