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Roma, 29 lug. (Adnkronos Salute) - "Con una ostinazione degna di
miglior causa il Governo ha costretto il Parlamento, con l'ennesimo
voto di fiducia, ad approvare una manovra economica iniqua e
insensibile alle preoccupazioni che da due mesi le organizzazioni
sindacali della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e
amministrativa hanno sollevato, denunciandone gli effetti negativi sui
cittadini, sui professionisti e sulla tenuta del Ssn". E' il commento
dei sindacati della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e
amministrativa, dopo il sì definitivo della Camera al provvedimento.
"La manovra - sottolineano in una nota congiunta i sindacati -
penalizza in maniera eccessiva i medici e i dirigenti del Ssn, in modo
particolare i più giovani, non solo da un punto di vista economico,
quanto soprattutto da quello organizzativo e professionale. Si
sancisce per legge il taglio delle retribuzioni, il sequestro della
liquidazione e si legittima l'intervento dei partiti nelle carriere
dei medici e dei dirigenti sanitari".
E ancora. "A dispetto della prossima uscita di 35 mila medici
dal Ssn - aggiungono le organizzazioni sindacali - la maggior parte
delle Regioni viene privata delle risorse economiche necessarie per
una sia pur parziale sostituzione e il Ssn è destinato ad impoverirsi
di risorse professionali con gravi rischi sui servizi erogati e sulla
equità di accesso dei cittadini".
I sindacati dei camici bianchi promettono
però battaglia in difesa del Ssn. "Questa - spiegano - è la sanità che
viene consegnata al Paese, nel silenzio del ministro della Salute, cui
è affidato un rilevante patrimonio professionale. Ma noi continueremo
a difendere le nostre ragioni che sono quelle dei professionisti e di
una sanità pubblica valore fondamentale di un Paese civile, anche
attraverso un costruttivo confronto con la Conferenza delle Regioni".
La nota è firmata da Anaao Assomed; Cimo-Asmd; Aaroi-Emac; Fp
Cgil medici; Fvm; Fassid; Fesmed; Anpo-Ascoti; Fials medici; Sds
Snabi; Aupi; Sinafo; Fedir sanità; Sidirss.
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