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Roma, 28 lug. (Adnkronos Salute) - Preoccupazioni condivise, in
particolare sul turn over e i precari, tra i medici e le Regioni
rispetto alle misure previste dalla manovra economica nel settore
sanitario. Ma anche la convinzione di poter condividere soluzioni
comuni, nonostante la Finanziaria, per risolvere i problemi in campo.
E' stato questo, in sintesi, il centro del confronto tra i sindacati
della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa con i
rappresentanti delle Regioni, appena concluso nella sede del Cinsedo a
Roma, e a cui ha partecipato anche il presidente dei governatori,
Vasco Errani. Il confronto sulle soluzioni possibili partirà
concretamente a settembre.
"Sono state condivise - ha spiegato il coordinatore degli
assessori regionali alla Sanità, Luca Coletto - preoccupazioni che
riguardano in particolare il turn over, la stabilizzazione dei medici,
il futuro della sanità. Sono preoccupazioni che accomunano tutte le
Regioni che hanno una sanità pubblica e per le quali è quindi
fondamentale il confronto tra istituzioni e sindacati per un riordino
strutturale inevitabile che, però, sia in grado di dare garanzie a
tutti".
Dello stesso parere Costantino Troise, segretario nazionale
dell'Anaao Assomed, che ha parlato in rappresentanza
dell'intersindacale. "Con le Regioni - ha detto - abbiamo condiviso le
preoccupazioni e alcune linee di valutazione sulla manovra, e anche la
possibilità di individuare soluzioni comuni". Secondo Troise, "è
necessario trovare meccanismi che garantiscano la tenuta del sistema e
il diritto alla salute dei cittadini, perché non si può impoverire il
Servizio sanitario nazionale di risorse umane e tecnologiche". Da
settembre, quindi, "cominceremo a valutare insieme quali sono nella
pratica gli effetti della Finanziaria e a ragionare su soluzioni
strutturali, anche al di là della manovra", ha spiegato Troise che ha
sottolineato la necessità di porre particolare attenzione agli
organici dei pronto soccorso e dei dipartimenti di emergenza-urgenza
"che sono la prima linea - ha concluso - senza la quale nemmeno le
retrovie potranno reggere".
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