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Roma, 28 lug. (Adnkronos Salute) - Un no deciso alla proposta
del direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma di tagliare
gli stipendi dei dirigenti medici ospedalieri. Ad opporsi è il
segretario regionale della Fials medici universitari, Antonio Sili
Scavalli, contrario all'ipotesi di ridurre "fino a circa 1.530 euro
lordi l'anno lo stipendio dei dirigenti medici ospedalieri, mentre per
gli attuali capi dipartimento sono stati precedentemente previsti
stipendi fino a 184 mila euro lordi, con incrementi significativi
rispetto agli emolumenti attualmente percepiti. Siamo contrari -
spiega in una nota - a qualsiasi taglio degli stipendi che colpisca le
fasce più deboli, quali i dirigenti medici non primari, che portano
poi effettivamente avanti le attività dell'ospedale".
Il sindacalista chiede se "Montaguti e l'attuale dirigenza
regionale sappiano le difficoltà quotidiane di arrivare a fine mese
con uno stipendio che è sicuramente al di sotto della media della
quasi totalità dei Paesi europei. Tagliare gli stipendi oggi anche di
150 euro, o addirittura tra i 300 e gli 800 euro lordi mensili, come
potrebbe verificarsi per i dirigenti medici universitari, può mettere
in crisi molte famiglie che hanno acceso magari mutui confidando su
quei livelli stipendiali. Il risanamento dei conti economici -
prosegue - non si fa certo riducendo lo stipendio del personale
dirigente e non dirigente che lavora nella sanità, anzi ciò potrebbe
demotivare fortemente il personale".
Secondo Sili Scavalli, "bisognerebbe annullare tutte quelle
sacche di inefficienza attualmente presenti, come le esternalizzazioni
delle mense, delle lavanderie e dell'assistenza domiciliare".
Per quanto attiene al Policlinico, continua
il sindacalista, "saremo ben felici di illustrare al presidente della
Regione Lazio, Renata Polverini, tutte le spese da noi giudicate
improprie. Se la proposta di Montaguti dovesse avere l'avvallo
dell'attuale Giunta regionale, i medici sarebbero colpiti due volte:
dalla scure della Finanziaria che blocca per tre anni gli incrementi
contrattuali, e attraverso una riduzione degli stipendi in godimento,
provvedimenti su cui la nostra organizzazione sindacale farà una
battaglia in tutte le sedi opportune, anche legali, se saranno
adottati, iniziando con il proclamare lo stato di agitazione ed
arrivando ad una prima giornata di sciopero entro settembre".
Sili Scavalli non capisce "che senso abbia proporre una riunione
di trattativa con le organizzazioni sindacali, come quella di domani,
a tre giorni dalla scadenza del mandato di Montaguti, con temi
all'ordine del giorno fondamentali per la vita dell'ospedale, quali
l'atto aziendale, la pianta organica e la determinazione dei fondi
contrattuali. Ancora una volta chiediamo alla Polverini di assumere le
sue responsabilità, di dire chiaramente se avvalla una politica di
riduzione degli stipendi e di istituire da subito un tavolo regionale
con le parti sociali per discutere queste problematiche che stanno
interessando anche altre aziende".
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