29/7/2010
SANITA' LAZIO: FIALS, NO A TAGLIO STIPENDI DIRIGENTI MEDICI UMBERTO I ROMA  
 
Roma, 28 lug. (Adnkronos Salute) - Un no deciso alla proposta del direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma di tagliare gli stipendi dei dirigenti medici ospedalieri. Ad opporsi è il segretario regionale della Fials medici universitari, Antonio Sili Scavalli, contrario all'ipotesi di ridurre "fino a circa 1.530 euro lordi l'anno lo stipendio dei dirigenti medici ospedalieri, mentre per gli attuali capi dipartimento sono stati precedentemente previsti stipendi fino a 184 mila euro lordi, con incrementi significativi rispetto agli emolumenti attualmente percepiti. Siamo contrari - spiega in una nota - a qualsiasi taglio degli stipendi che colpisca le fasce più deboli, quali i dirigenti medici non primari, che portano poi effettivamente avanti le attività dell'ospedale". Il sindacalista chiede se "Montaguti e l'attuale dirigenza regionale sappiano le difficoltà quotidiane di arrivare a fine mese con uno stipendio che è sicuramente al di sotto della media della quasi totalità dei Paesi europei. Tagliare gli stipendi oggi anche di 150 euro, o addirittura tra i 300 e gli 800 euro lordi mensili, come potrebbe verificarsi per i dirigenti medici universitari, può mettere in crisi molte famiglie che hanno acceso magari mutui confidando su quei livelli stipendiali. Il risanamento dei conti economici - prosegue - non si fa certo riducendo lo stipendio del personale dirigente e non dirigente che lavora nella sanità, anzi ciò potrebbe demotivare fortemente il personale". Secondo Sili Scavalli, "bisognerebbe annullare tutte quelle sacche di inefficienza attualmente presenti, come le esternalizzazioni delle mense, delle lavanderie e dell'assistenza domiciliare". Per quanto attiene al Policlinico, continua il sindacalista, "saremo ben felici di illustrare al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, tutte le spese da noi giudicate improprie. Se la proposta di Montaguti dovesse avere l'avvallo dell'attuale Giunta regionale, i medici sarebbero colpiti due volte: dalla scure della Finanziaria che blocca per tre anni gli incrementi contrattuali, e attraverso una riduzione degli stipendi in godimento, provvedimenti su cui la nostra organizzazione sindacale farà una battaglia in tutte le sedi opportune, anche legali, se saranno adottati, iniziando con il proclamare lo stato di agitazione ed arrivando ad una prima giornata di sciopero entro settembre". Sili Scavalli non capisce "che senso abbia proporre una riunione di trattativa con le organizzazioni sindacali, come quella di domani, a tre giorni dalla scadenza del mandato di Montaguti, con temi all'ordine del giorno fondamentali per la vita dell'ospedale, quali l'atto aziendale, la pianta organica e la determinazione dei fondi contrattuali. Ancora una volta chiediamo alla Polverini di assumere le sue responsabilità, di dire chiaramente se avvalla una politica di riduzione degli stipendi e di istituire da subito un tavolo regionale con le parti sociali per discutere queste problematiche che stanno interessando anche altre aziende".
 
 
 
   
 

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