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Roma, 27 giu. (Adnkronos Salute) - Sono arrivati con circa 20
giorni di ritardo gli stipendi di giugno degli oltre 300 medici del
servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica), operatori
della medicina dei servizi e specialisti ambulatoriali del Frusinate.
Un ritardo inspiegabile, secondo il Sindacato dei medici italiani
(Smi) del Lazio, che ha inviato un telegramma alla governatrice
regionale Renata Polverini e ai dirigenti della Asl di Frosinone,
chiedendo chiarimenti.
"Spiegazioni, di fatto, mai arrivate". Per questo motivo i
sindacalisti dello Smi-Lazio hanno incaricato un legale per accertare
tutte le responsabilità relative alla vicenda. "Non vorremmo che
questo ritardo, privo di spiegazioni - dichiara Paolo Marotta,
vice-segretario regionale del sindacato - fosse il preludio di un iter
che andrebbe ad aggravare, ulteriormente, i problemi di una categoria
già svilita per i problemi già noti che è costretta ad affrontare. Tra
questi: straordinari non pagati, turni massacranti e sotto-organico.
Perciò, in assenza di concrete giustificazioni, il nostro sindacato ha
chiesto ad un avvocato di far luce sulla vicenda".
Dura anche la posizione di Meri Nannucci, responsabile regionale
e aziendale per la continuità assistenziale dello Smi-Lazio. "Inutile
sottolineare quali e quante difficoltà implichi ricevere uno stipendio
20 giorni dopo la data stabilita", afferma la sindacalista. "Ma quello
che riteniamo più vergognoso è che degli operatori del Servizio
sanitario nazionale non abbiano ricevuto alcun chiarimento o risposta
né prima né dopo un fatto così grave. Pertanto lo Smi-Lazio continuerà
a tutelare la categoria affinché venga risarcita da un simile disagio,
affidando la pratica a chi di competenza", conclude Nannucci.
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