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Roma, 26 lug. (Adnkronos Salute) - Niente 'ritocco', torni a
settembre. Triplicano in estate i rifiuti dei chirurghi plastici
costretti a respingere pazienti che richiedono interventi estetici
sconsigliabili dal punto di vista clinico o inconciliabili con le
aspettative dei clienti, sempre più convinti che il bisturi possa fare
miracoli. E se in genere, durante tutto l'anno, i medici dicono 'no'
al 10% delle richieste, nella bella stagione i rifiuti arrivano al
30%. Parola di Maurizio Valeriani, chirurgo plastico dell'ospedale San
Filippo Neri di Roma, che ricorda come in questi mesi, "i meno adatti
per i ritocchi", le richieste invece esplodano.
'Colpa' anche dell'effetto spiaggia, perché è proprio sotto
l'ombrellone, dal confronto con la vicina distesa sulla sdraio
accanto, che i propri difetti diventano un incubo e nasce la voglia di
ritocco. Soprattutto per il rimodellamento del corpo, sul quale si
concentrano le cure in questo periodo, con particolare attenzione ad
addome, seno e cosce. E non è un solo un problema 'al femminile',
visto l'aumento dei maschi che ricorrono al bisturi per cancellare
rapidamente pancetta e 'maniglie dell'amore'.
Ma "gli interventi estetici - avverte Valeriani - non vanno
banalizzati, sono atti chirurgici, in alcuni casi anche importanti.
Bisogna tenere conto che c'è bisogno di una convalescenza, e di
attenzioni particolari post-operatorie anche per ottenere risultati
migliori nella cicatrizzazioni". Non a caso la Società italiana di
chirurgia plastica e ricostruttiva (Sicpre) sconsiglia gli interventi
nei mesi di solleone.
Tra le tante controindicazioni estive,
infatti, c'è anche il problema delle ferie dei camici bianchi. "In
questo periodo - continua Valeriani - si rischia di non trovare sempre
il chirurgo che ha eseguito l'intervento e l'assistenza postoperatoria
potrebbe non essere ottimale". Per i più avventati, che non hanno
seguito i suggerimenti e si ritrovano con dubbi o problemi da
risolvere ma con il proprio medico in vacanza, il consiglio è
rivolgersi ai reparti di chirurgia plastica pubblici, aperti anche in
piena estate, di cui la Sicpre fornisce sul suo sito (www.sicpre. org)
l'elenco per Regione.
Durante l'anno , in genere, sono due le ragioni dei 'no' dei
chirurgi alle richieste del paziente. "Il maggior numero dei casi di
rifiuto - spiega l'esperto - è legato ad aspettative eccessive da
parte del paziente, che punta a risultati impossibili da ottenere o
che chiede interventi squilibrati per il suo corpo". L'altra ragione
sono le condizioni di salute del paziente, che potrebbero non essere
adatte a sopportare un'operazione. Ma in estate ci sono anche altre
ragioni 'tecniche' che rendono gli interventi sconsigliabili.
In primo luogo per il calore, che con la vasodilatazione allunga
i tempi della convalescenza. E poi c'è il problema delle cicatrici che
devono essere protette dal sole e non vanno mai esposte. Le ondate di
calore, come quelle dei giorni scorsi, sono debilitanti e mal si
accordano con un intervento chirurgico. Inoltre "i ritocchi,
soprattutto al corpo, più richiesti in questo periodo - ricorda
Valeriani - hanno bisogno di tempi lunghi per dare risultati
ottimali".
Gli esiti del lavoro del bisturi, quindi,
saranno difficilmente esibibili prima dell'autunno. "Molto spesso -
spiega ancora il chirurgo - quando ci sono comunque le condizioni per
l'intervento, più che rifiutare si cerca di ridimensionare molto il
ritocco, proponendo qualche soluzione non chirurgica e rimandando a
settembre l'eventuale operazione".
In questi mesi, infatti, le richieste provengono anche da
persone che, per motivi di lavoro non hanno tempo in altri periodi
dell'anno, in particolare i professionisti che chiudono i loro studi.
"Nei casi in cui la scelta di operarsi in estate è motivata - aggiunge
il chirurgo - il consiglio è evitare comunque vacanze al mare, viaggi
all'estero o comunque situazioni faticose e stressanti". Serve
programmare, insomma, vacanze ad hoc che permettano di fare una giusta
convalescenza ed essere assistiti nel caso di bisogno, da
professionisti seri.
"Si può per esempio - conclude Valeriani - andare in montagna,
al lago o in collina", magari in una località dove è possibile
raggiungere una struttura ospedaliera con un reparto di chirurgia
plastica, in modo da poter risolvere eventuali dubbi ed essere
adeguatamente assistiti nella convalescenza.
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