27/7/2010
ESTATE: IL CHIRURGO PLASTICO, TRIPLICANO 'NO' A RICHIESTE RITOCCO  
 
Roma, 26 lug. (Adnkronos Salute) - Niente 'ritocco', torni a settembre. Triplicano in estate i rifiuti dei chirurghi plastici costretti a respingere pazienti che richiedono interventi estetici sconsigliabili dal punto di vista clinico o inconciliabili con le aspettative dei clienti, sempre più convinti che il bisturi possa fare miracoli. E se in genere, durante tutto l'anno, i medici dicono 'no' al 10% delle richieste, nella bella stagione i rifiuti arrivano al 30%. Parola di Maurizio Valeriani, chirurgo plastico dell'ospedale San Filippo Neri di Roma, che ricorda come in questi mesi, "i meno adatti per i ritocchi", le richieste invece esplodano. 'Colpa' anche dell'effetto spiaggia, perché è proprio sotto l'ombrellone, dal confronto con la vicina distesa sulla sdraio accanto, che i propri difetti diventano un incubo e nasce la voglia di ritocco. Soprattutto per il rimodellamento del corpo, sul quale si concentrano le cure in questo periodo, con particolare attenzione ad addome, seno e cosce. E non è un solo un problema 'al femminile', visto l'aumento dei maschi che ricorrono al bisturi per cancellare rapidamente pancetta e 'maniglie dell'amore'. Ma "gli interventi estetici - avverte Valeriani - non vanno banalizzati, sono atti chirurgici, in alcuni casi anche importanti. Bisogna tenere conto che c'è bisogno di una convalescenza, e di attenzioni particolari post-operatorie anche per ottenere risultati migliori nella cicatrizzazioni". Non a caso la Società italiana di chirurgia plastica e ricostruttiva (Sicpre) sconsiglia gli interventi nei mesi di solleone. Tra le tante controindicazioni estive, infatti, c'è anche il problema delle ferie dei camici bianchi. "In questo periodo - continua Valeriani - si rischia di non trovare sempre il chirurgo che ha eseguito l'intervento e l'assistenza postoperatoria potrebbe non essere ottimale". Per i più avventati, che non hanno seguito i suggerimenti e si ritrovano con dubbi o problemi da risolvere ma con il proprio medico in vacanza, il consiglio è rivolgersi ai reparti di chirurgia plastica pubblici, aperti anche in piena estate, di cui la Sicpre fornisce sul suo sito (www.sicpre. org) l'elenco per Regione. Durante l'anno , in genere, sono due le ragioni dei 'no' dei chirurgi alle richieste del paziente. "Il maggior numero dei casi di rifiuto - spiega l'esperto - è legato ad aspettative eccessive da parte del paziente, che punta a risultati impossibili da ottenere o che chiede interventi squilibrati per il suo corpo". L'altra ragione sono le condizioni di salute del paziente, che potrebbero non essere adatte a sopportare un'operazione. Ma in estate ci sono anche altre ragioni 'tecniche' che rendono gli interventi sconsigliabili. In primo luogo per il calore, che con la vasodilatazione allunga i tempi della convalescenza. E poi c'è il problema delle cicatrici che devono essere protette dal sole e non vanno mai esposte. Le ondate di calore, come quelle dei giorni scorsi, sono debilitanti e mal si accordano con un intervento chirurgico. Inoltre "i ritocchi, soprattutto al corpo, più richiesti in questo periodo - ricorda Valeriani - hanno bisogno di tempi lunghi per dare risultati ottimali". Gli esiti del lavoro del bisturi, quindi, saranno difficilmente esibibili prima dell'autunno. "Molto spesso - spiega ancora il chirurgo - quando ci sono comunque le condizioni per l'intervento, più che rifiutare si cerca di ridimensionare molto il ritocco, proponendo qualche soluzione non chirurgica e rimandando a settembre l'eventuale operazione". In questi mesi, infatti, le richieste provengono anche da persone che, per motivi di lavoro non hanno tempo in altri periodi dell'anno, in particolare i professionisti che chiudono i loro studi. "Nei casi in cui la scelta di operarsi in estate è motivata - aggiunge il chirurgo - il consiglio è evitare comunque vacanze al mare, viaggi all'estero o comunque situazioni faticose e stressanti". Serve programmare, insomma, vacanze ad hoc che permettano di fare una giusta convalescenza ed essere assistiti nel caso di bisogno, da professionisti seri. "Si può per esempio - conclude Valeriani - andare in montagna, al lago o in collina", magari in una località dove è possibile raggiungere una struttura ospedaliera con un reparto di chirurgia plastica, in modo da poter risolvere eventuali dubbi ed essere adeguatamente assistiti nella convalescenza.
 
 
 
   
 

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