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Roma, 22 lug. (Adnkronos Salute) - Galeotta fu la chiusura
dell'ospedale San Giacomo nel cuore di Roma. Da quel giorno la
situazione è cambiata anche per il policlinico Umberto I, altro
storico ospedale capitolino. In questi ambulatori si sono riversati
numerosi pazienti provenienti dal San Giacomo, con un notevole
aggravio in termini di fatica e turni lavorativi ai danni dei
dipendenti del policlinico. L'accusa arriva da Mauro Mastropietri,
segretario generale della Cgil Fp, intervenuto oggi a Roma a una
conferenza indetta da molte organizzazioni sindacali per denunciare
l'attuale carenza di organico nell'Umberto I.
"La chiusura del San Giacomo - osserva Mastropietri - ha
cambiato radicalmente le cose. Chiudendo il Dea del San Giacomo si è
spostata un'intera utenza su due altri grossi ospedali, l'Umberto I e
il Santo Spirito, ovvero i due più grandi del centro di Roma.
All'epoca denunciammo questo rischio ma nessuno ci ascoltò". I
sindacati provarono anche far sentire le loro ragioni con alcune
proposte. "C'erano 50 unità infermieristiche del San Giacomo che
potevano essere riversate in modo logico, ovvero 25 all'Umberto I e 25
al Santo Spirito. Invece si è preferito confluire tutti all'ospedale
Grassi di Ostia, con la conseguenza che a lavorare lì ci sono andate
solo due persone perchè abitavano da quelle parti".
Per la Cgil Fp serve quindi un impegno concreto da parte della
Regione Lazio. "La Giunta deve mettere mano al problema - conclude
Mastropietri - non è accorpando le Asl che si risolve questa
situazione".
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