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Roma, 22 lug. (Adnkronos Salute) - Boom di denunce per
malpractice medica in Italia. A finire nel mirino delle presunte
vittime di errore medico sono soprattutto le Asl, mentre i 'camici
bianchi' tirano un sospiro di sollievo. Il totale dei contenziosi in
area medica contro le aziende sanitarie si è infatti triplicato negli
ultimi 15 anni, arrivando quasi a toccare la soglia dei 18 mila
l'anno. Nel 1994 erano poco più di 6 mila. Un trend che negli ultimi
anni sembrava al ribasso e che invece i nuovi dati danno nuovamente in
crescita: dal 2007 al 2008 c'è infatti stato un aumento del 10%.
E' quanto emerge dall'ultimo rapporto Ania (Associazione
nazionale imprese assicuratrici) sui sinistri nell'area medica. Un
rapporto da cui arriva un duplice segnale d'inversione rispetto a
quanto registrato negli anni scorsi: il calo delle denunce contro i
singoli professionisti (negli ultimi anni in costante aumento) e
l'aumento di quelle contro le Asl. Un dato, quest'ultimo, che potrebbe
anche essere sottostimato, dal momento che non tutte le aziende
scelgono la strada di una polizza. Alcune strutture, infatti, si auto
assicurano e provvedono per conto proprio.
Stabile invece il totale complessivo dei sinistri: 29.597 nel
2008 contro i 29.543 del 2007. Appena lo 0,2% in più. Ma sempre tanti.
Basti pensare che, secondo i dati dell'Ania, l'ammontare delle denunce
e le relative aperture delle pratiche di risarcimento dei sinistri in
area medica è passato da 9.567 del 1994 ai 29.597 del 2008. Circa il
200% in più. Una crescita esponenziale accompagnata da quella
parallela dei premi assicurativi pagati da Asl e medici, passati dai
35 milioni del '94 ai 453 milioni del 2007.
A crescere, a differenza di quanto successo
negli ultimi anni, sono soprattutto i casi intentati contro le
strutture sanitarie. Dalle tabelle Ania emerge che il numero di
denunce verso i singoli medici presenta un trend al ribasso: dalle
13.415 del 2007 si è scesi a 11.851 del 2008. Un decremento
dell'11,7%. Le azioni contro le Asl e gli ospedali sono invece
cresciute del 10%: si è passati dalle 16.128 del 2007 alle 17.746 del
2008. Il paziente, che negli anni precedenti sembrava più orientato a
richiedere i danni al singolo medico, pare quindi aver cambiato idea:
ora nel mirino sembra aver messo soprattutto le strutture sanitarie.
Oltre all'aumento del numero delle denunce, si è inoltre
registrato anche un allungamento dei tempi necessari per arrivare alla
definizione del sinistro, a causa dei frequenti contenziosi giudiziari
e del periodo necessariamente lungo per avere una valutazione completa
e definitiva dell'eventuale lesione fisica subita.
Per arrivare ad almeno il 95% dei sinistri liquidati devono
infatti passare circa 15 anni dalla data di protocollazione (cioè
dall'anno in cui l'assicurazione viene a conoscenza del danno). Per i
sinistri denunciati nel 2008, meno del 10% sono stati liquidati a
oggi, per un totale del 7% degli importi da risarcire.
Tempi lunghi per pazienti e camici bianchi,
ma anche costi elevati per le stesse assicurazioni. "Negli anni -
spiega l'Ania - si è assistito a un'evoluzione del costo medio dei
sinistri. Ad esempio, per quelli protocollati nel 1994 le imprese di
assicurazione avevano stimato mediamente di pagare circa 16.500 euro,
mentre a distanza di 10 anni la valutazione si è raddoppiata e ha
raggiunto quello che sembra essere oggi il costo medio di quei
sinistri: circa 30 mila euro".
Presto però i tempi dei contenziosi dovrebbero ridursi. È
infatti prevista la nascita di una nuova figura: il 'conciliatore'. A
partire dal 20 marzo 2011 non sarà possibile rivolgersi direttamente
alla magistratura per le controversie di questo tipo se prima non si è
cercato di arrivare a una conciliazione. Tanto che, nel caso in cui le
parti si presentassero davanti al giudice senza essere prima passati
per il tentativo di mediazione, sarà il giudice stesso ad assegnare
alle parti l'obbligo di presentare la domanda entro 15 giorni.
Questa sorta di 'mediatore' potrà essere un avvocato, un medico
o un ex giudice di pace appositamente formato. Il nuovo sistema
dovrebbe facilitare l'accordo tra le parti. La finalità non sarà
quella di ottenere sconti di pena ma di favorire una soluzione meno
dispendiosa in termini di tempo e di emotività.
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