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Roma, 21 lug. (Adnkronos Salute) - "Il ministro dell'Economia,
Giulio Tremonti, a conferma delle dichiarazioni del ministro della
Salute Ferruccio Fazio, ha detto che non c'é nessun blocco del
turnover nella sanità. Bene, ne prendiamo atto. Ma vista la confusione
sul tema, che ha coinvolto anche la Commissione Sanità del Senato
nonché autorevoli componenti della Commissione Affari Sociali della
Camera, per scrivere la parola fine alla vicenda aspettiamo che
l'esclusione dal blocco sia messa nero su bianco". E' quanto affermano
in una nota congiunta i sindacati dei dirigenti sanitari, veterinari e
amministrativi del Ssn, che su questa materia chiedono "chiarezza e
non diversivi".
"Un aspetto così importante come quello della garanzia di
turnover dei medici e dirigenti sanitari, veterinari ed amministrativi
del Ssn indotti alla fuga di massa cui assisteremo nei prossimi anni,
merita certezze e chiarezza, così da non generare discriminazioni tra
una Regione e l'altra e tra un'azienda e l'altra. Non vorremmo però -
spiegano i sindacati - che la questione desse adito a una politica del
diversivo, per cui approfittiamo della disponibilità al tema dei
ministri Tremonti e Fazio per sollecitarli a rispondere anche alle
altre preoccupazioni che da tempo esprimiamo".
Le sigle sindacali sottopongono quindi una serie di
interrogativi ai due ministri: "Quali saranno le conseguenze del
licenziamento della metà dei giovani precari impegnati nel pronto
soccorso sui tempi di attesa dei cittadini, sulla sicurezza delle cure
e anche sui certificati di malattia da inviare per via telematica tra
una urgenza e l'altra? Quali sono le motivazioni di ordine economico
alla base di una decretazione di urgenza che precarizza tutti gli
incarichi professionali lasciati alla discrezionalità, se non
all'arbitrio, dei direttori generali e alla invadenza dei partiti in
sanità? Ma non eravamo tutti d'accordo sul fuori i partiti dalla
sanità? Perché chi è chiamato a tutelare la salute dei cittadini non
appare meritevole di rispetto per il valore sociale di un lavoro
svolto in condizioni sempre più difficili? Aspettiamo risposte".
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