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Roma, 20 lug. (Adnkronos Salute) - Troppi esami e interventi
chirurgici inutili per la diagnosi e la cura del mal di schiena. Sono
in più un quarto delle risonanze magnetiche prescritte e circa un
passaggio in sala operatoria a su cinque. Mentre aumenta la paura di
essere denunciati degli ortopedici, al secondo posto dopo i
ginecologi, per numero di denunce.
"Servono linee guida, certificate dalle società scientifiche e
validate dal ministero della Salute, che indichino le cure appropriate
e tutelino anche il medico che fa le giuste scelte terapeutiche". A
dirlo è Franco Postacchini, presidente della Società italiana di
chirurgia vertebebrale-Gruppo italiano scoliosi (Gis), oggi al
seminario 'La nuova frontiera della chirurgia vertebrale percutanea',
che si è svolto a Roma, alla Biblioteca del Senato, dedicato allo
stato dell'arte della chirurgia vertebrale in Italia e alle
prospettive future per un approccio tecnologicamente avanzato.
"Troppo spesso - spiega l'esperto - si prescrive una risonanza
magnetica dopo sette giorni di mal di schiena in una persona sana. Un
esame assolutamente inutile che costa, nel caso si faccia in strutture
pubbliche oltre 150 euro al Ssn e anche più di 400 euro se il
cittadino decide di ricorrere al privato. E tutto questo inutilmente
perché non può cambiare nulla nelle decisioni terapeutiche se si trova
un disco un po' alterato. E' una spesa in più, come quando si danno i
protettori gastrici ai pazienti che prendono gli antibiotici:
un'abitudine diffusa ma totalmente priva di fondamenti scientifici".
Troppi anche gli interventi. "Si arriva in
sala operatoria più spesso di quanto sia necessario - aggiunge - con
problemi alla schiena che si risolverebbero da soli, dopo poche
settimane". Gli ortopedici, non a caso, parlano di 'liste d'attesa
terapeutiche': perché in attesa dell'intervento il paziente guarisce.
Necessarie, secondo l'esperto, "linee guida validate anche dal
ministero della Salute, che siano in qualche modo vincolanti. Questo
anche per un tutela legale dei medici. Le denunce dei pazienti sono
infatti per noi ormai il problema dei problemi: stiamo arrivando ad
avere paura dei pazienti".
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