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Roma, 28 gen. (Adnkronos Salute) - Non è ancora legge ma fa già
paura ai clandestini. L'emendamento targato Lega Nord al pacchetto
sicurezza, che elimina il principio di non segnalazione alle autorità
per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura
sanitaria, è già uno spauracchio, ancor prima di essere approvato,
ammesso che lo sia, dall'Aula del Senato. Scesi in due mesi - ovvero
da quando si è cominciato a parlarne - "di ben il 30%" gli accessi
degli immigrati alle strutture sanitarie, quelle realizzate ad hoc per
loro, "ma anche pronto soccorso e corsie degli ospedali". Lo assicura
Foad Hodi, fisiatra e presidente dell'Associazione medici stranieri in
Italia (Amsi), a margine della conferenza stampa dove un gruppo di
associazioni capitanate da Medici senza frontiere ha lanciato un
appello ai senatori per convincerli a bocciare la misura, alla vigilia
del voto sull'emendamento, in programma il 3 febbraio a Palazzo
Madama.
"La diminuzione di stranieri irregolari nelle strutture
sanitarie - spiega Hodi - perché è aumentata la paura, con conseguenze
che minano la salute pubblica di tutti noi, nessuno escluso". "Si
rischia una clandestinità sanitaria - gli fa eco Salvatore Geraci,
presidente della Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm)
- con ripercussioni pesanti sulla salute collettiva. E' un emendamento
inutile, dannoso e pericoloso. Inutile perché non raggiunge i suoi
obiettivi: non farà diminuire il numero di irregolari presenti sul
territorio ma renderà ancora più complessa la loro situazione. Creerà,
inoltre, dei percorsi paralleli al Ssn con maggiori rischi per la
sicurezza, oltre che costi per la sanità pubblica, perché queste
persone raggiungeranno gli ospedali solo quando le loro condizioni di
salute saranno degenerate". "Ecco perché - raccomanda Kostas
Moschochoritis, direttore in Italia di Medici senza frontiere - invito
tutti a sottoscrivere l'appello ai senatori affinché stralcino questo
emendamento che potrebbe avere conseguenze gravissime sulla sanità
pubblica, dunque sulla salute di ciascuno di noi".
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