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Roma, 22 gen. (Adnkronos Salute) - Medici specializzandi di
nuovo sul piede di guerra. Sotto accusa il rischio che, al policlinico
Umberto I di Roma, da febbraio giovani studenti in Neurologia si
trovino a coprire i turni di guardia notturna con la sola reperibilitą
dello specialista, trovandosi in questo modo a essere "utilizzati come
manodopera a basso costo per coprire le carenze strutturali del
Sistema sanitario nazionale", per una decisione che dimostra peraltro
"poca attenzione nei confronti della salute dei cittadini". La
denuncia arriva dall'Associazione medici specializzandi delle
universitą di Roma (Amsur), che chiede l'intervento delle autoritą
accademiche e regionali per risolvere la questione.
"Ci troviamo di nuovo a denunciare un tentativo di sopruso -
scrive l'associazione in una nota - nei confronti della categoria dei
medici specialisti in formazione. Una formazione che viene spesso
negata, in nome il pił delle volte di esigenze assistenziali delle
strutture in cui lavoriamo. Nella I Facoltą di Medicina e chirurgia
dell'universitą La Sapienza di Roma si sta concretizzando la proposta
sulla riorganizzazione del servizio delle guardie divisionali del
policlinico Umberto I, gią discussa un anno fa da una commissione di
cui facevano parte il preside della Facoltą e prorettore dell'ateneo,
Luigi Frati; il direttore sanitario del policlinico, Maurizio Dal
Maso; il direttore di presidio Giuseppe Graziano. Durante l'incontro
era stata avanzata la proposta che gli specializzandi fossero messi da
soli di guardia nei dipartimenti clinici e chirurgici, mentre i
dirigenti medici strutturati nell'Azienda sarebbero stati di semplice
reperibilitą''.
''Dopo alcune 'minacce' in questo senso, nei giorni scorsi la
scuola di specializzazione di Neurologia - prosegue l'Amsur - ha
iniziato a muoversi per attivare questo processo di 'riforma' delle
guardie. Il vicedirettore di scuola, Giuseppe Meco, ha inviato un
piano alla direzione sanitaria e alla Facoltą, per porre gli
specializzandi di guardia di notte da soli con la reperibilitą dello
specialista neurologo a casa e con la proposta di fare turni di sei
ore come i medici ospedalieri. Sembra che queste proposte siano state
recepite, e dunque i colleghi specializzandi neurologi si troverebbero
da febbraio nella situazione descritta".
"L'Amsur ritiene grave tale proposta -
continua la nota - che dimostra poca attenzione nei confronti della
salute dei cittadini ed esprime l'ennesimo disinteresse nei confronti
della formazione dei medici specializzandi. Denunciamo inoltre
l'illegittimitą della proposta non conforme a quanto previsto dal
decreto Legislativo n. 368/99 articolo 38.1 che chiaramente descrive
diritti e doveri degli specializzandi".
"La normativa recita infatti che 'Ogni attivitą formativa e
assistenziale dei medici in formazione specialistica si svolge sotto
la guida di tutori, designati dal consiglio della scuola, sulla base
di documentata capacitą didattico-formativa. La formazione del medico
specialista implica la graduale assunzione di compiti assistenziali e
l'esecuzione di interventi con autonomia vincolata alle direttive
ricevute dal tutore, di intesa con la direzione sanitaria e con
dirigenti responsabili delle strutture delle aziende sanitarie presso
cui si svolge la formazione. In nessun caso l'attivitą del medico in
formazione specialistica č sostitutiva del personale di ruolo'".
L'Amsur chiede dunque un intervento immediato del Rettore
dell'universitą La Sapienza, Renato Guarini, del presidente della
Regione, Piero Marrazzo, e dell'assessore regionale alla Sanitą,
Augusto Battaglia, per far ritirare immediatamente i termini di questa
proposta. E' anche alla luce di fatti gravissimi come questi che
l'Amsur richiede il coinvolgimento di tutte le parti per ottenere
finalmente l'applicazione in tempi rapidi del contratto di formazione
specialistica e l'emanazione di un regolamento chiaro e univoco su
tutto il territorio nazionale per definire diritti formativi e
responsabilitą assistenziali dei medici in formazione specialistica.
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