20/10/2011
FARMACI: SIFO, MIGRANTI NON PESANO SU SPESA, PER 50% SOLO UN MEDICINALE L'ANNO  
 
Roma, 19 ott. (Adnkronos Salute) - In Italia vivono quasi 5 milioni di immigrati, pari al 7,2% della popolazione. Producono l'11,1% della ricchezza nazionale, ma non pesano sulla spesa farmaceutica complessiva, su cui incidono solo per il 2%. La metà di loro consuma, infatti, solo un medicinale l'anno. I dati emergono dal 32.esimo Congresso nazionale della Società italiana di farmacia ospedaliera e dei Servizi farmaceutici delle aziende sanitarie), che si chiude oggi a Firenze con la partecipazione di oltre mille iscritti. "Il farmaco può essere un 'tracciante' dello stato di salute delle persone - spiega Laura Fabrizio, presidente Sifo - Abbiamo attivato un Osservatorio sulla prescrizione farmaceutica della popolazione immigrata in collaborazione con la Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm), l'Istituto superiore di sanità, Cineca e il Consorzio Mario Negri Sud". "È il primo progetto in Italia di questo tipo - prosegue Enrico Costa, responsabile dell'area Cooperazione internazionale della Sifo - Sono state coinvolte 39 Asl in 9 Regioni per un totale di più di 10 milioni di pazienti assistibili. Circa il 15% della popolazione italiana riceve più di 10 farmaci nel corso di un anno, invece il 50% degli immigrati solamente uno. E non sono emerse differenze nel consumo tra i bimbi del nostro Paese e quelli immigrati". Il progetto mira a evidenziare le variazioni qualitative e quantitative nell'accesso ai farmaci erogati a carico del Ssn tra le diverse popolazioni di immigrati e italiani e soprattutto a far emergere, dal confronto con i dati epidemiologici, i bisogni inevasi, anche alla luce delle differenze nei livelli e nell'organizzazione dell'assistenza sanitaria delle Regioni coinvolte. "Le fonti di informazioni sulla salute degli immigrati sono eterogenee - conclude Fabrizio - Gli studi finora condotti a partire da indagini specifiche o analizzando i database amministrativi hanno utilizzato soprattutto le schede di dimissione ospedaliera. Poco è stato fatto sulle prescrizioni farmaceutiche. Molto probabilmente perché la molteplicità di attori coinvolti, la frammentazione dei percorsi assistenziali dovuta anche all'elevata mobilità della migrazione, la frequente mancanza di un regolare permesso di soggiorno rendono difficile seguire nel tempo il grado di accesso alle cure". "C'è da sottolineare che la differenziazione delle politiche regionali sul farmaco ha creato disuguaglianze tra cittadini italiani, ma ancor più tra gli immigrati del nostro Paese nei livelli di assistenza e continuità delle terapie. E' necessario potenziare le politiche di inclusione sanitaria, adottate dall'Italia a partire dal 1995, che garantiscono a tutti, immigrati regolari e non, la tutela della salute".
 
 
 
   
 

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